Le Rivelazioni Del Pentito Gagliardo Sul Ministro Della Giustizia On. Angelino Alfano Ed Altri Politici
Il Giornale di Sicilia, all’indomani della bocciatura da parte della Corte Costituzionale del cosiddetto Lodo Alfano, si è soffermato sulle vicende elettorali dello stesso Ministro della Giustizia , On. Angelino Alfano e non solo.

Sulla scorta di una delle tante dichiarazioni di uno dei pentiti di Racalmuto, un tale Gagliardo, il Giornale di Sicilia ha riportato alcuni stralci di dichiarazioni rese dal collaboratore di Giustizia in questione, attinenti anche, i presunti collegamenti elettorali tra le cosche di Racalmuto e, ad esempio, il mio avversario di allora che, a suo dire, sarebbe stato il loro candidato.
Dopo aver fatto cenno ai rapporti anche con Cimino, Alfano ed altri che adesso non ricordo, forse per par condicio ci mette in mezzo pure me.
Nel 1993, per sua stessa ammissione, il sottoscritto vinceva le elezioni comunali, ingaggiando una furibionda battaglia contro la mafia.
Vincevo con uno scarto di oltre mille voti contro quello che, ripeto, sempre per sua stessa ammissione, era il candidato delle cosche di Racalmuto.
Io venivo eletto sindaco con oltre tremila voti, contro i duemila del mio avversario.
Subito dopo le elezioni, a distanza di meno di una settimana, veniva incendiata la casa di mio suocero, mentre il 21 ottobre, sempre del 1993, mi veniva recapitato un proiettile di pistola, calibro 7,65.
Questa è stato il primissimo trattamento di riguardo riservatomi, non so a questo punto da chi, all’indomani delle elezioni!
Il nostro Gagliardo comunque, se ne esce dicendo che gli hanno riferito che alle elezioni provinciali del 1994, avrei chiesto loro il voto.
Da premettere che, chi mi conosce sa delle innumerevoli mie candidature a tutte le elezioni, tranne proprio le provinciali e le europee.
Ho già precisato sul Giornale di Sicilia che ci sarà stato qualche errore di valutazione dei fatti, visto che proprio la prima pagina del Giornale di Sicilia, in occasione delle elezioni provinciali del 1994, titolava che la Rete di Racalmuto si asteneva dal fare campagna elettorale, alle elezioni provinciali ed invitava, ufficialmente l’elettorato all’astensione dal voto.
Addirittura il sottoscritto in quei momenti non era neanche presente in provincia di Agrigento, visto che mi trovavo ad Hamilton, in Canada, assieme ai miei numerosi concittadini, della città gemellata con Racalmuto.
Anzi, io stesso, oltre che, molti Racalmutesi, per quella competizione non andammo a votare.
Oltre a me, in quel nutrito gruppo di astensionisti ufficiali e che avevano espresso aperto e plateale dissenso contro la candidatura di Stefano Vivacqua a Presidente della Provincia, c’erano, ricordo, Nino Vassallo, Calogero Giglia, Vincenzo Maniglia, Calogero Conte, Michele Taibi, Calogero Montante, Carmelo Sferrazza, Mario Picone, Salvatore Conte, Angelo Iannello, Enzo Matrona, Alfonso Lo Sardo, nonchè tutti gli altri componenti del gruppo consiliare e dell’Amministrazione Comunale, oltre che decine di iscritti e simpatizzanti del movimento di Orlando.
A distanza di 15 anni, aggiungo adesso, che abbiamo sbagliato, proprio a causa della nostra intransigenza che, in quell’occasione, scaturiva dal fatto che il Vivacqua era stato segretario provinciale del Partito Socialista e noi, allora, avevamo quasi una visione messianica, faziosa e manichea, del nostro credo politico, per cui tutto ciò che in un qualche modo era riconducibile ad Andreotti, Craxi e la cosiddetta Prima Repubblica, rappresentavano il male!
Figuriamoci come la pensavamo e l’abbiamo sempre pensato sulla mafia!
Alla luce di quanto riferito dal Gagliardo, penso che siano servite a ben poco le nostre battaglie contro la mafia. Non so che cosa mi rimane di allora, oltre agli attentati, le intimidazioni e le minacce che ho continuato a subire, ricordo tra i tanti regali speciali riservatimi, ad esempio le feci di cui è stato cosparso il mio ufficio al comune, i furti subiti, od ancora l’incendio per ben due volte della mia autovettura personale, nel 1996. Adesso, dopo che il Comune si è costituito parte civile in diversi processi di mafia, ottenendo proprio dei risarcimenti anche dal pentito in questione, si deve pure subire quest’onta, questi schizzi di fango.
Ci si deve giustificare pure del fatto che ho contrastato la mafia rischiando anche la vita mia e quella dei miei familiari, intentando causa penale e civile proprio anche contro questi nostri illustri concittadini, oggi, giustamente e correttamente, pentiti ed ottimi collaboratori di giustizia.
Ricordo che attualmente, l’auto dei servizi sociali che utilizza il Comune di Racalmuto era proprio del Gagliardo di cui stiamo parlando, assieme all’appartamento, che io ho assegnato all’Associazione Volontari Riuniti di Racalmuto.
Beni entrambi confiscati al Gagliardo, di cui sopra, ed assegnati proprio dal sottoscritto.
Per non parlare della causa intentata e vinta, sempre dal sottoscritto, in sede penale e sempre contro lo stesso Gagliardo, con una assegnazione provvisionale di 50 mila euro di risarcimento danni a favore del Comune e che verranno ulteriormente quantificati, in separata sede civile.
Prima le loro intimidazioni, le loro minacce, i loro attentati, i loro agguati, le loro uccisioni, le innumerevoli morti che hanno provocato, le loro stragi, un paese distrutto, con tutte le famiglie, e non solo quelle mafiose, insanguinate, martirizzate, rase al suolo.
E adesso?
Rivelazioni su tutti, per non scontentare nessuno.
Giuste, sbagliate, fuori luogo, magari calunniose.
Ma grazie lo stesso per tutto quello che avete detto.
Anzi, le vostre rivelazioni sono state fondamentali per far luce su tutti i vostri delitti, su tutte le persone che avete ammazzato.
Per fortuna, con le vostre rivelazioni, avete contribuito in maniera determinante a garantire l’accertamento di alcune tragiche verità, in un paese che avete fatto piangere a lungo e fatto piombare nella più cupa disperazione, fatta delle tante tragedie che proprio voi stessi avete provocato.
Se oggi posso permettermi di scrivere queste cose, senza subirne i contraccolpi in termini di attentati, minacce o semplici intimidazioni, lo devo o se preferite lo dobbiamo soltanto a voi ed a quelli come voi che non siete più, per nostra fortuna, presenti nel nostro territorio.
Se sono costretto soltanto a subire gli strali di ripicche personali e vendette nei miei confronti per la mia dura, per vostra stessa ammissione, lotta contro la mafia, mi sta bene.
Vuol dire che le cause che ho intentato per conto del Comune contro di voi e di gente come voi, sono sacrosante, a partire, dalle prime costituzioni di parte civile degli inizi degli anni Novanta, per finire con quella dello scorso anno.
Già sul Giornale di Sicilia del 14 aprile del 1996 ebbi a dire: ‘PAGO PER IL LAVORO FATTO IN PRIMA LINEA’, a proposito dell’ennesimo attentato incendiario che mi era stato fatto, quando affermai che non piaceva la trasparenza nella gestione degli appalti.
Ed alla domanda: SI ASPETTAVA TANTA AVVERSIONE? risposi: ‘PRIMA DI FARE IL SINDACO ERO UN GIORNALISTA CHE SCRIVEVA DI MAFIA E MALAFFARE. DEVO DIRE CHE NON MI SORPRENDE ESSERE DIVENTATO IL BERSAGLIO DI CHI USA LA VIOLENZA PER OTTENERE CIO’ CHE SI E’ PREFISSO’.
Ora bisogna dire grazie alle Forze dell’Ordine ed alla Magistratura che hanno fatto piazza pulita non solo del territorio di Racalmuto ma anche dell’intera Sicilia.
Per fortuna adesso agli attacchi alla mafia, qualcuno risponde solo alzando polveroni su tutti i politici di Destra e di Sinistra.
Qualcuno non può più contrattaccare bruciando case ed auto o intimidendo e minacciando a destra ed a manca, per fortuna.
Sapete com’è, anche tra le cosche regnava il qualunquismo, a quanto pare!
Per cui nella stessa minestra ci hanno messo tutti quanti assieme, Ministro della Giustizia, On. Angelino Alfano, On. Assessore Michele Cimino, il mio avversario alle elezioni comunali, Salvatore Lauricella l’ex presidente della Provincia ed oggi Parlamentare Nazionale, Enzo Fontana.
Così, creando confusione, essendo sibillini come il nostro Gagliardo, politicamente parlando si spara sul mucchio e così si rimane amici o se preferite nemici con tutti, da Destra a Sinistra.
Stiamo parlando sempre e comunque di Racalmuto, un paese in cui avete straziato non solo i corpi delle persone che avete ucciso, ma anche le coscienze dei cittadini tutti, quelli che per lungo tempo ho rappresentato e continuo a rappresentare in tutti i tribunali, per consentire i giusti risarcimenti morali e materiali.
Ma se volete togliervi qualche sassolino dalla scarpa, contro chi vi ha sempre combattuto, pagando anche prezzi salatissimi, in termini di tranquillità e pericoli, personali e familiari, credo che avete sbagliato indirizzo.
E però, in fin dei conti, si trova sempre un colpevole per tutto!
Ad esempio, la scomparsa di Simone Farrauto è stata, credo imputata allo scomparso, suicida in carcere, Roberto Di Gati.
Tanti efferati omicidi e stragi, sono stati commessi, magari soltanto da chi non c’è più e non può più rivelare nulla, proprio perchè con il suo suicidio si è portato nella tomba anche tutti i suoi eventuali segreti o rivelazioni.
Tutto quello che fin qui è stato svelato è proprio tutta la verità e nient’altro che la verità?
Noi non crediamo agli oracoli, sciascianamente parlando, siamo per l’accertamento della verità.
Ma, parimenti, non vogliamo delegittimarvi, mi riferisco a voi pentiti.
E però, qualche nota stonata la stiamo cogliendo.
Una volta si sarebbe detto, ma questo non è il mio ma forse il vostro linguaggio, o per lo meno quello che proprio il nostro più illustre concittadino, Leonardo Sciascia vi ha messo in bocca dal GIORNO DELLA CIVETTA in poi: UNN’AMMISCATI MINCHI CU PATRINNOSTRI!
Salvatore Petrotto
sindaco di Racalmuto e Presidente della Fondazione Leonardo Sciascia.
