di Salvatore Petrotto il 16 ottobre 2009 (articolo visto 371 volte)

Tagli, Tagli E Tagli, Crolli Dissesti, Frane E Smottamenti E Soprattutto Fame E Povertà: Così Sono Ridotti I Nostri Comuni!

Seppure siamo costretti a sopportare i continui tagli ai trasferimenti agli Enti locali, dobbiamo ugualmente e comunque garantire i servizi essenziali.
La situazione della finanza pubblica, in generale, è un disastro.
tagli-tagli-e-tagli-crolli-dissesti-frane-e-smottamentiQuest’anno tra Stato e Regione Sicilia, a Racalmuto abbiamo, ad esempio, subito dei tagli che ammontano ad oltre 230 mila euro.

Ma la sorpresa non è solo quella di vedere notevolmente decurtati i finanziamenti ordinari di circa il 10 % ogni anno, ma quella di ricevere la comunicazione relativa a questi tagli soltanto a fine anno, quando cioè abbiamo già impegnato le somme previste in bilancio e non abbiamo più capitoli da dove togliere gli stanziamenti previsti, ad inizio od a metà anno.

Come dire che Regione e Stato, ci comunicano ogni anno una previsione di trasferimenti finanziari sbagliata, facendoci assumere degli impegni di spesa che poi non sappiamo, a fine anno, come coprire.
La situazione è veramente paradossale e nessuno avvia iniziative di lotta.
Eppure i Comuni devono ugualmente garantire tutto quanto riguarda la vita dei cittadini, come si suole dire, in maniera non proprio felice, dalla culla alla bara.

Dalle manutenzioni di strade, ville e giardini, scuole e tutti gli edifici pubblici, alla segnaletica ed alla sicurezza stradale, all’impiantistica sportiva, alla pubblica illuminazione, ai servizi socio-assistenziali, ai ricoveri di disabili, anziani o minori, buoni libro o trasporto alunni pendolari ed ai trasporti pubblici in genere, alla protezione civile, dall’igiene alla sicurezza pubblica, insomma dobbiamo garantire tutto e tutti, senza soldi!

Invito i miei colleghi sindaci, attraverso l’ANCI e le altre organizzazioni degli Enti Locali a ribellarsi.
Non è possibile che tutte le incombenze, le competenze e le gravissime responsabilità, debbono ricadere sui Comuni, mentre i soldi vengono stanziati per cose che non servono assolutamente ai cittadini.
I Comuni sono gli unici enti realmente a contatto con i cittadini e che devono erogare qualsiasi tipo di servizio, eppure negli ultimi anni sono i primi enti a subire questa mortificante strategia di tagli anche relativi a spese essenziali e necessarie.
Così arriveremo alla ribellione sociale!

E se qualcuno si è messo in testa di far ricadere tutte le responsabilità dei gravissimi malesseri sociali ed economici su noi sindaci, esponendoci anche a gravi rischi per la nostra stessa incolumità fisica, visto che la gente soprattutto per la fame, disoccupazione ed i disservizi conseguenti a questi tagli, non ne può più, si sbaglia di grosso!
Invito tutti i miei colleghi sindaci a marciare verso Palermo e Roma, per costringere Stato e Regione a ripristinare gli stanziamenti finanziari necessari, per far fronte a tutte le ineludibili necessità dei Cittadini che amministriamo.

Una proposta su tutte potrebbe essere quella di destinare buona parte dei fondi cosiddetti F.A.S., di cui tanto si è parlato per tutta l’estate, ai Comuni, per assicurare per lo meno la manutenzione e la sicurezza di strade ed edifici pubblici.
Poi, per i fondi di Agenda 2007-2013, è inutile prevedere nuove opere pubbliche, quando il nostro patrimonio abitativo, i nostri centri storici, le nostre emergenze artistico-monumentali, cadono a pezzi.
E questo gravissimo problema della mancanza di seri interventi nei nostri tessuti urbanistici degradati, rischia di provocare continue tragedie umane.

Se non è questa la vita reale dei cittadini di cui dobbiamo tener conto, ditemi quali sono i veri problemi?
Pertanto si rivela indispensabile destinare la maggior parte dei fondi strutturali e non, ai Comuni che devono, necessariemente ed improrogabilmente, pena la morte dei nostri concittadini, curare la manutenzioni di intere aree dei centri abitati che cadono a pezzi sulle nostre teste e sulle nostre vite umane.
E’ necessario subito un piano regionale di estrema emergenza, per far fronte a tutte le incombenti necessità di urgentissimi interventi strutturali in tutte queste nostre aree urbane disastrate e che versano in una gravissima situazione di estremo pericolo, che si manifesta puntualmente con i continui crolli, frane e smottamenti che rischiano di provocare ovunque tragedie, simili a quella di Messina.

E’ necessari, subito, destinare buona parte dei fondi statali ed europei per assicuare, per lo meno, la vita ai nostri concittadini che, quotidianamente rischiano di perderla tra le strade, dentro le loro case o mandando i figli in scuole fatiscenti, inadeguate e pericolanti.
Con somma urgenza, visto che già abbiamo perso tre anni, dal 2007 al 2009, mi riferisco al mancato utilizzo, ad esempio, dei fondi di Agenda 2007-2013, dobbiamo, immediatamente, stanziare le somme necessarie per scongiurare ulteriori morti dei nostri concittadini siciliani.

L’appello lo rivolgiamo al Governo non solo e principalmente, Regionale, ma anche a quello Nazionale, perchè la si finisca di considerare la Sicilia come una sorta di colonia da sfruttare soprattutto nei momenti elettorali, continuando così a mortificare non solo l’intelligenza dei Siciliani, ma contribuendo a mettere in serio e gravissimo pericolo la nostra stessa vita!

Noi qui abbiamo bisogna di avere assicurata la sopravvivenza. E’ necessario, nell’immediato, un’urgentissima manutenzione del nostro patrimonio edilizio nei centri storici che cadono a pezzi, nelle aree periferiche, laddove ci sono pericoli di gravi dissesti idrogeologici, delle nostre strade, degne del quarto mondo!
Abbiamo bisogno, anche, di avere assicurati degli standard di vivibilità dei cittadini che amministriamo, non dico da paese civile, ma che ci consentono di non morire schiacciati sotto il peso
della estrema povertà che è l’unica cosa che ci viene garantita a piene mani.
Tagli, tagli e tagli, crolli, dissesti, frane e smottamenti ma, soprattutto tanta fame e povertà!

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