di Salvatore Petrotto il 29 ottobre 2009 (articolo visto 342 volte)

Un’Amara Riflessione Del Tutto Fiscale!

Come si sa, in Sicilia si dice: PAGARI E MURIRI CCHIU’ TARDI CA SI PO’.
Essere dei contribuenti solerti e diligenti non è sempre facile e possibile, soprattutto quando assistiamo ad una totale perdita del potere d’acquisto dei nostri salari o stipendi, per chi ce li ha.
Figuriamoci i numerosi disoccupati che cosa ne possono pensare del pagamento della tassa sui rifiuti o dell’ ICI.
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Quanto meno ti dovrebbero mandare a quel paese.
Ma nella Racalmuto che amministro, paradossalmente, non sempre è così.
Disoccupati e povera gente, in genere, si affrretta a pagare ogni genere di tassa o tributo.
Indovinate chi invece, passatemi il termine, fa ‘burdellu’: il più facoltoso, colui il quale mettendo da una vita tutti i suoi soldi, come si suol dire, testa cu testa, appena gli dicono, magari per la prima volta in vita sua che deve pagare, magari l’ICI, minaccia di tutto, dall’azione legale alla crisi amministrativa, sino ad arrivare alle dimissioni del sindaco od ancora di peggio!
E’ così purtroppo.

Hai voglia di spiegare che pagare tutti significa pagare meno e che il Comune non può essere un’area di privilegio per qualche centinaio di facoltosi furbi, mentre tutti quanti le altre migliaia di contribuenti devono soccombere, pagando per tutti!
Guai a toccare i ricchi!
La nostra è sempre una storia di profonde differenze tra ricchi e poveri.

Chi può pagare, chi ha accumulato patrimoni anche per qualche milione di euro, grida, sbraita e si lamenta, proprio perchè vorrebbe che quello che dovrebbe pagare lui lo paghino i più poveri.
E’ mai possibile che viene interpretato come un affronto qualsiasi avviso di pagamento?
Quando in un paese, sfuggono al fisco anche milioni di euro, cosa vogliamo fare?
E’ giusto che paghino solo i poveri?
E poi, le manutenzioni, le strade, le scuole, la pubblica illuminazione e tutti i servizi pubblici, come si devono garantire?

Chi tocca i fili muore, mi disse una volta un Procuratore dell Repubblica.
Non vorrei che alla fine mi accorgerò di avere toccato dei fili di alta tensione!
Alcune persone che sino ad oggi hanno fatto politica assieme a me, oggi forse sono un pò meno convinti di seguirmi lungo la strada dell’equità fiscale, della giustizia contributiva.
Non mi ero accorto che chi non ha mai pagato le tasse, giustamente, dal suo punto di vista, vorrebbe continuare a non pagarle.
Ma, forse pensavo di fare delle cose giuste, non per un mio capriccio, ma perchè lo impone la legge o la
GUARDIA DI FINANZA, più o meno giustamente, sempre dal punto di vista dei furbi.
Mi sono sbagliato!
Ma si sa che qualsiasi appello alla giustizia fiscale, in Italia, porta male!
Per cui, in verità, in verità vi dico, che non per colpa mia, ma per degli obblighi di legge un centinaio e forse poco più di miei concittadini, hanno aperto la caccia all’uomo, pensando che io sia diventato un esattore delle tasse!
Ma si sbagliano di grosso, hanno preso un grosso abbaglio!

Piuttosto riflettano correttamente sul loro operato e, semmai, facciano i conti, se necessario, con sè stessi e con le loro coscienze e non se la prendano ingiustamente e strumentalmente con me!
Se vogliono diano la colpa allo Stato ed a tutte le pubbliche Istituzioni, ma non a me!
Io non lo merito!

Anche perchè io davo per scontato che tutti quanti abbiamo da sempre pagato!
Non potevo mai e poi mai pensare che, magari proprio i più ricchi e facoltosi miei concittadini, non hanno mai pagato alcuni esosi ed odiosi balzelli che, vi giuro, non ho mai nè previsto nè imposto io, bensì lo Stato Italiano, con le sue leggi più o meno ingiuste!
Ma tant’è, visto che i numerosissimi poverissimi contribuenti hanno da sempre pagato, non ci sarebbe niente di strano se anche i più facoltosi emulino ed imitino l’esempio di chi dalle tasse è stato da sempre infastidito, ma che alla fine ha sempre pagato.

Lo capisco, è dura, come dure e spesso ingiuste sono le leggi fiscali.
Ma io, misero sindaco di un paese, che volete che vi faccia!
Mi dispiace se anche i ricchi così come i poveri, piangono!
Semmai uniamoci tutti quanti, ricchi e poveri, per cambiare le leggi che regolano l’imposizione fiscale.
Intanto siamo tutti, ugualmente, in proporzione ai nostri redditi, come prevede la Costituzione Italiana,
obbligati a pagare, senza distinzione di ceto, razza o religione!
Ma guarda un pò che cosa ti vanno a scrivere nella Costituzione Italiana, che siamo tutti uguali di fronte alle leggi, anche alle leggi fiscali.
Ma i nostri padri costituenti, non avevano nulla di meglio a cui pensare!

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