Mi Vuogliu Fari La Cruci Cu La Manu Manca: Patri, Figliu E Spiritu Santu
Credo che siamo ad una svolta.
Finora ci si è mossi sul crinale della legalità, tentando di evitare che si creino sacche di privilegio o che ci si lasci andare verso insane ed ingiuste deroghe a favore dei soliti noti.
La crisi politica al Comune di Racalmuto, l’ho ripetuto più volte, di politico ha ben poco.
Piuttosto mi sembra che qualcuno ancora ha bisogno di incoraggiamento per proseguire lungo il cammino della LEGALITA’.
Serpeggia un po’ la paura che, facendo ricorso al rispetto della LEGGE, si possa perdere qualcosa.
Lo ricordiamo a noi stessi che ci troviamo in un paese che, più o meno volutamente, una volta per fatti di mafia ed oggi per una sorta di malcostume di alcuni, in alcuni settori ben individuati della vita economica, politica e sociale, si nutre una certa insofferenza nei confronti di chi vuole affermare il principio, il dettato costituzionale che la LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI.
Come sosteneva ORWELL nella famosa FATTORIA DEGLI ANIMALI per il GRAN MAIALE sicuramente la LEGGE E’ PIU’ UGUALE DEGLI ALTRI!.
Ma oggi, siamo sicuri che è cambiato tutto.
Non ci si può permettere tranquillamente di prendersi a braccetto il funzionario di turno, per occultare carte, produrre carte false, o magari sfuggire ai rigori della LEGGE.
Alterare in una parola la VERITA’, per fare affari o nascondere patrimoni anche e principalmente all’ ERARIO.
Forse è questo il vero motivo di una profonda crisi che è accompagnata anche dalla preoccupazione, sempre di quel qualcuno, che pentimenti e dichiarazioni varie possano incidere negativamente sul prosieguo di una vita politica, vissuta magari all’insegna di una accesa, verbosa e veemente arroganza e prevaricazione.
La cultura della Legalità si scontra sempre con la cultura mafiosa.
E’ naturale che così sia.
Bisogna verificare se alla fine della corrida vincono i CITTADINI che reclamano il rispetto delle Leggi o soltanto alcuni privilegiati che, sino ad oggi, all’ombra del potere si sono nascosti assieme ai loro patrimoni, per sfuggire giustamente, dal loro punto di vista, a qualsiasi imposizione, ovviamente anche di natura fiscale.
E quando poi si scopre che a pagare le tasse sono soltanto i poveri, apriti cielo!
Mentre i ricchi non piangono affatto, perché se la ridono, forti per l’appunto delle allegre passeggiate a braccetto di solerti funzionari, preoccupati magari soltanto di farsi belli con chi può e di vessare i tantissimi cittadini onesti che, magari, sono esasperati e non ce la fanno più neanche a sopravvivere.
Dobbiamo consentire che questa situazione continui a perdurare?
Dobbiamo continuare a salvaguardare sotto una insopportabile cappa di impunità una minoranza ben organizzata, a discapito della stragrande maggioranza della popolazione di Racalmuto, alle prese con gravissime difficoltà economiche.
Oggi si vuole ristabilire un nuovo ed indispensabile sistema di regole, a partire dallo strumento urbanistico.
Si vuole dar fondo alle copiose risorse economiche che affluiranno dall’UNIONE EUROPEA, già disponibili nell’ordine di alcuni milioni di euro, ai quali si stanno aggiungendo gli oltre tre milioni di euro dei fondi dell’ANAS, per opere da realizzare sempre a Racalmuto, nonché i sei cantieri di lavoro per disoccupati che verranno finanziati a partire dal prossimo anno.
Inspiegabilmente però, registriamo l’impazzimento di qualcuno che ha voluto far saltare il tavolo, da quel giocatore di azzardo qual’è!
Come se stessimo giocando a bacarà, sempre quel qualcuno, il solito bleffatore, pur essendo come si suol dire in siciliano, CU NA MANI DAVANTI E L’ANTRA DARRIE’, vuole tenere il mazzo.
Ma non siamo forse neanche in grazia di Dio, quando ci premuriamo soltanto a salvare il FIGLIO, che rimane al suo posto, in nome del Padre.
Ma ci siamo persi entrambi lo SPIRITO SANTO che dà la vita ma che, nel nostro caso, senza essere blasfemi, non discende dal Padre ma, semmai, con il Padre ed il Figlio è solo non gloriato e neanche santificato.
Anzi!!!
Ora siamo in condizioni, realmente, di fare delle scelte a 360°, senza alcun ingombro tra i piedi, né di natura politica, né di altro genere.
Si naviga in mare aperto, per assicurare ad un paese il massimo della vivibilità, del rilancio occupazionale e, soprattutto, della tranquillità, facendo a meno, si spera, di quegli elementi di continua ed inutile fibrillazione che hanno spesso a cuore lo sfascio e nient’altro.
PER CORRER MIGLIOR ACQUE ALZA LE VELE.
Salvatore Petrotto
sindaco di Racalmuto
