Referendum Per La Rettifica Dei Confini Richiesto Dal Comune Di Grotte Ai Danni Di Racalmuto.
La Guerra dei Confini tra Racalmuto e Grotte, un’ assurda pretesa: Grotte vorrebbe sottrarre due quartieri a Racalmuto.
Riportiamo la nota esplicativa e gli articoli di legge riguardanti la richiesta di rettifica di confine da parte di Grotte.
Lillo Chiarenza, un tecnico di Grotte, chiarisce in che cosa consisterebbe l’eventuale rettifica dei confini richiesta dal comune di Grotte, ai danni del comune di Racalmuto.
L’Assessorato Competente Regionale con il suo Decreto 30/11/2009 (gurs n.61/2009 pag.64), con la sua interpretazione, in pratica ha già deciso che la rettifica non si farà e il Referendum di tipo bulgaro sarà inutile e uno spreco di denaro pubblico, salvo sorprese. In pratica voterà tutta la popolazione di Racalmuto e tutta quella di Grotte.
E’ ovvio che il pesce grosso (Racalmuto è più popoloso) mangerà il piccolo.
Questa è la valutazione di Lillo Chiarenza che, avrebbe voluto, forse, che a decidere del territorio di Racalmuto siano soltanto i cittadini di Grotte.
Non so da che cosa discende una tale pretesa.
Sta di fatto che è come dire che a decidere a casa mia ed a disporre dei miei averi, è il mio vicino, chi cioè ha la proprietà confinante con la mia.
Mi sembra un’assurdità!
Roba da basso oda alto Medioevo, se preferite.
A proposito di motivazioni storiche, ho scoperto che quando Racalmuto da Baronia, venne elevata a Contea, il territorio comprendeva anche buona parte di quello di Grotte.
E, visto che qualcuno, in virtù di storiche pretese, pretenderebbe di sottrarre a Racalmuto due contrade e due quartieri! E
Ebbene, storia per storia, quella di Racalmuto credo che sia più fondata.
Per cui, scherzi a parte, io proporrei, al di là del referendum che, con quasi assoluta certezza, vincerà Racalmuto, ripeto proporrei la fusione tra i due Comuni, altro che la divisione!
Siamo, di fatto un’unica realtà, non solo territoriale, ma anche sociale, culturale ed economica.
Se consideriamo quanti matrimoni sono stati celebrati tra Racalmutesi e Grottesi e quanti Grottesi hanno case ed attività in territorio di Racalmuto, credo che sarebbe più sensato creare un unico comune che, a quel punto, diventerebbe uno dei più grossi e popolati della provincia di Agrigento.
Che ne pensa il Sindaco, la sua Amministrazione, il Consiglio Comunale e tutta la ciitadinanza di Grotte di questa mia pacifica ed unificante proposta?
Io piuttosto vorrei promuovere un referendum per l’Unione dei due Comuni che magari potremo chiamare che so, RacalGrotte o Regalpetra, in onore di Leonardo Sciascia.
Solo così potremo mettere definitivamente da parte queste anacronistiche e medievali rivendicazioni territoriali, queste manie espansionistiche fuori luogo e fuori dal tempo.
Bisogna unire e non dividere ciò che è già unito dalla Cultura e dall’Economia.
Si tratta soltanto di darci dei nuovi assetti istituzionali e burocratici, per razionalizzare le risorse materiali, economiche ed umane di due Comuni, troppo vicini, per dividersi e fare a pezzi i loro territori!
Poi, sempre il Chiarenza, riporta, gentilmente e testualmente l’art. 8 della L.R. 30/2000, la legge cioè che regola queste controversie.
Art. 8.
Variazioni territoriali e di denominazione dei comuni… Mostra tutto
1. Alle variazioni territoriali dei comuni si provvede con legge, previo referendum delle popolazioni interessate. Per variazioni dei territori comunali si intendono:
a) l’istituzione di uno o più comuni a seguito dello scorporo di parti del territorio di uno o più comuni;
b) l’incorporazione di uno o più comuni nell’ambito di altro comune;
c) la fusione di due o più comuni in uno nuovo;
d) l’aggregazione di parte del territorio e di popolazione di uno o più comuni ad altro comune contermine.
2. Le variazioni di denominazione dei comuni consistenti nel mutamento, parziale o totale, della precedente denominazione, sono anch’esse soggette a referendum sentita la popolazione dell’intero comune.
3. Per popolazioni interessate si intendono, nella loro interezza, le popolazioni del comune o dei comuni i cui territori devono subire modificazioni, o per l’istituzione di nuovi comuni, o per la fusione, o per l’incorporazione, o per cambio di denominazione o per il passaggio di parti di territorio e di popolazione da un comune all’altro.
4. Nelle ipotesi di istituzione di nuovi comuni o di aggregazioni di parte del territorio e di popolazione di uno o più comuni ad altro comune contermine, la consultazione referendaria non va riferita all’intera popolazione residente nei comuni interessati alla variazione qualora a questa non possa riconoscersi un interesse qualificato per intervenire nel procedimento di variazione che riguarda parte del territorio rispetto al quale essa non abbia alcun diretto collegamento e la variazione di territorio e popolazione, rispetto al totale, risulti di limitata entità.
5. In tale ipotesi le “popolazioni interessate” aventi diritto a prendere parte alla consultazione referendaria sono costituite esclusivamente dagli elettori residenti nei territori da trasferire risultanti dall’ultimo censimento ufficiale della popolazione.
