di Salvatore Petrotto il 24 gennaio 2010 (articolo visto 418 volte)

Il Tragico Crollo Di Favara, Due Giovanissime Vite Spezzate. Interi Paesi Fatiscenti Rischiano Di Sbriciolarsi, Uccidendoci

Il tragico crollo di Favara, è solo uno dei tanti episodi di implosione di innumerevoli case fatiscenti che costituiscono l’intero tessuto urbano dei nostri centri storici.

foto credit: agrigentonotizie.it

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Il sottoscritto, regolarmente, ogni settimana, è costretto a firmare ordinanze di messa in sicurezza e demolizione di edifici pericolanti.

Riteniamo che il recente Piano Casa approvato dalla Competente Commissione Parlamentare dell’Assemblea Regionale Siciliana, vada rivisto.
E’ assolutamente urgente stanziare le quanto mai opportune e necessarie risorse economiche, per evitare non solo un irreversibile degrado dei nostri agglomerati urbani che è già da anni in atto, ma soprattutto per evitare ulteriori tragedie.

Per puro miracolo, nel mio paese, ad oggi, non sono capitati episodi come quello di Favara.

Si ha un bel dire che bisogna salvaguardare e conservare tutto, quando, non solo si è immersi in una tragica povertà, ma interi paesi sono mummificati da norme restrittive che vietano interventi di totali rifacimento e ristrutturazione, soprattutto dei nostri centri storici che, nel frattempo, ci stanno sistematicamente crollando addosso facendoci morire.

Nessuno vuole fare scempio della nostra storia e delle nostre architetture di pregio, ma quando in maniera impietosa le nostre fatiscenti case costruite col gesso si sbriciolano una dietro l’altra, ma che cosa vogliamo conservare!

Qua c’è solo da conservare la nostra vita e quella dei nostri concittadini!

Nel pieno rispetto delle varie tipologie architettoniche, bisogna immediatamente consentire anche le demolizioni e le eventuali ricostruzioni, anche all’interno dei nostri centri storici.

Bisogna consentire la messa in sicurezza di interi quartieri, anche consentendo i necessari sventramenti.

Per fare ciò è urgente predisporre immediatamente un piano di interventi finanziari, soprattutto per l’edilizia privata e pubblica, che deve garantire un accesso facilitato a degli opportuni contributi per le famiglie che vivono nelle aree degradate.
In alternativa, bisogna eliminare tutti quanti i pericoli incombenti nelle aree a rischio crollo, garantendo nuovi alloggi a coloro i quali saranno costretti ad abbandonare le loro abitazioni.

Non c’è molto da aspettare, bisogna dar fondo immediatamente, alle ingenti risorse di Agenda 2007/2013.

Il caso Favara è solo la punta di un iceberg che si chiama degrado, abbandono ed inerzia da parte di chi dovrebbe pensare alla vita dei nostri concittadini.
E’ drammaticamente necessario destinare la maggior parte delle risorse regionali, statali e comunitarie per le manutenzioni degli edifici privati e pubblici, oltre che per la messa in sicurezza di tutto il patrimonio pubblico, semplicemente per salvare la vita dei nostri concittadini e non chissà per quale fine.

Riteniamo che il primo obiettivo di Stato e Regione dovrebbe essere quello di salvaguardare la salute e la vita dei propri cittadini.

Questa è la tragica priorità che il caso Favara impone drammaticamente a tutti quanti.
Il sacrificio di due giovanissime vite spezzate, non può lasciarci colpevolmente insensibili, tanto da non capire che nei nostri centri abitati o immediatamente si fa qualcosa o si muore e si continuerà a morire!

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