di Salvatore Petrotto il 7 maggio 2010 (articolo visto 416 volte)

Risolto il problema dell’ICI nelle aree industriali del Comune di Racalmuto

Risolto il problema dell’ICI nelle aree industriali del Comune di Racalmuto, Comune, Cittadini, Agenzia delle Entrate e Commissione Tributaria hanno trovato la via della conciliazione, del Concordato Fiscale: non più un’aliquota di oltre 1500 euro per ettaro, bensì un quinto, ovvero poco più di trecento euro.

Risolto il problema ICI in Area Industriale a Racalmuto: dagli oltre 1500 euro
per ettaro si passa a poco più di 300 euro.
Si è definitivamente risolta la questione relativa al pagamento dell’ICI in
zona industriale a Racalmuto.

Grazie alla sensibilità ed all’apporto dei funzionari del Comune di Racalmuto,
Salvatore Sardo Viscuglia e Vittorio Lauricella, nonchè al professionista
esterno, Eduardo Patito e soprattutto alla disponibilità dei primi contribuenti
e di alcuni loro avvocati, chiamati davanti la Commissione Tributaria, si è
pervenuti ad un’accordo tra le parti, stabilendo i valori dei terreni soggetti
a tassazione degli anni in questione, peraltro accertati dall’Agenzia delle
Entrate e pertanto, inoppugnabili ed inattaccabili, ai fini delle relative
imposizioni fiscali.

Crediamo che, al di là delle facili speculazioni di qualcuno, il concordato, la
conciliazione, promossa dal Comune, ha sortito dei benefici effetti,
innanzitutto per i cittadini interessati, in quanto, attraverso anche il mio
personale interessamento e grazie all’aiuto dei funzionari del Comune, nonchè
del professionista che ho incaricato, oltre che di alcuni cittadini interessati
alla questione fiscale, si è preso atto, nelle opportune sedi, della equità,
giustezza e legittimità del bonario componimento proposto dal Comune, su mia
spinta e fatto proprio dalla Commissione Tributaria, presieduta, peraltro da un
Magistrato.

In estrema sintesi, per gli anni relativi al 2004 e 2005, oggetto degli avvisi
di accertamento notificati agli oltre duecento proprietari dei terreni, con
destinazione industriale, la stima che ne ha determinato il valore, sulla
scorta di alcuni puntuali accertamenti effettuati dall’Agenzia delle Entrate,
oscilla tra i 6 ed i 7 euro per ogni metro quadro e non più 1 25-30 iniziali.

In considerazione del fatto che l’aliquota ICI era stata determinata negli anni
precedenti intorno al 6 per mille, per ogni ettaro di terreno industriale, si è
passati dagli oltre 1500 euro a poco più di trecento euro per ogni ettaro, e
cioè per ogni diecimila metri quadrati.

Inoltre,grazie al concordato fiscale con il Comune, si ha diritto alla
riduzione delle sanzioni.

C’è da aggiungere che, su proposta dell’Amministrazione Comunale, da me
presieduta, c’è all’esame del Consiglio Comunale la delibera di riduzione
dell’aliquota ICI per le aree industriali dal 6 per mille, al minimo, il 4 per
mille, del valore dei trerreni.

Come si sa, gli avvisi di accertamento relativi all’ICI nelle aree industriali
sono stati recapitati a seguito delle richieste degli stessi cittadini,
interessati ai lavori di esproprio per la realizzazzione del raddoppio e delle
bretelle di collegamento, della Strada Statale 640, Agrigento-Caltanissetta.

Infatti, l’ANAS, per legge, non poteva e non ha ancora potuto pagare gli
espropri nelle zone industriali, proprio perchè tali cittadini dovevano
dimostrare, lo ribadiamo, per legge, di essere a posto con tutti i gravami
fiscali che incombevano ed incombono su detti terreni, compresa l’ICI.

Per cui senza ICI versata, niente pagamento di espropri.

A causa di qualche volgare speculatore, è stata oltraggiata l’immagine del
Comune e dei suoi funzionari, alle prese con un problema che hanno ad oggi
risolto brillantemente, grazie all’applicazione delle vigenti disposizioni
legislative che hanno prodotto tali considerevoli riduzioni per i cittadini.

In fin dei conti si tratta dell’omesso pagamento di poco più di 70 mila euro
l’anno nelle casse del Comune di Racalmuto di ICI che vanno ovviamente divisi
per oltre 250 contribuenti, per l’intera zona industriale.

Fatta qualche divisione, come si diceva all’inizio, si tratta semplicemente di
poco più di trecento euro per ogni diecimila metri quadrati di terreno, dovuti
ogni anno e niente di più.

Se inoltre consideriamo che tale area è anche interessata alla creazione di
importanti opere infrastrutturali che ne stanno rivalutando il valore, crediamo
che per i proprietari dei terreni, nell’immediato futuro, ci saranno sviluppi
economici interessanti, in termini di insediamenti, non solo industriali, ma
anche artigianali e commerciali.

Ad ogni buon conto, anche il Comune di Racalmuto è interessato a comprare,
infrastrutturare e rivendere delle porzioni di area industriale, non solo per
rilanciare il mercato immobiliare, ma anche per incentivare gli insediamenti
produttivi in detta area.

Tant’è che, su proposta del consigliere, Alfonso Bellomo, il sottoscritto ha
inserito, tra le opere da realizzare con fondi ANAS, anche l’acquisto di
qualche ettaro di area industriale, per infrastrutturarla ed assegnarla, con un
bando pubblico, agli imprenditori che ne fanno richiesta.

Crediamo di avvere avviato a soluzione una questione che, su proposta del
funzionario Vittorio Lauricella, avanzata alla prima Commissione Tributaria che
si è già pronunciata, entro l’estate prossima, verrà del tutto affrontata, non
appena cioè, tutti quanti i presentatori dei ricorsi, accetteranno il tentativo
di conciliazione, per adesso esperito positivamente con i primi dieci
ricorrenti e davanti, proprio la Commissione Tributaria Competente.

Meglio di così, non si poteva risolvere, un contenzioso che, altrimenti se non
fermato sul nascere, avrebbe sicuramente prodotto sicure perdite finanziarie e
patrimoniali a carico dei miei concittadini.

E’ stato un grande successo, frutto di un virtuoso percorso che non ha
danneggiato nessuno, anzi, con le controfferte e le proposte del Comune,
beneficerà anche coloro i quali vogliono realizzare dei guadagni.

Altro che perdita economica!

Siamo disponibili a qualsiasi soluzione, per venire incontro ai cittadini
interessati, anche ad adottare la delibera che preveda la regressione a zona
agricola di parte di area industriale, per evitare anche il pagamento, in
futuro, dei 300 euro di tassa ICI prevista per legge per ogni anno e per ogni
ettaro di terreno con destinazione, nel PRG, industriale.

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