Il prima, i, si fa per dire, favolosi Anni Ottanta ed il RINASCIMENTO DELLA RACALMUTO DI OGGI.
E’ stata una seduta all’insegna di una mirabile compartecipazione democratica, quella svoltasi giovedì 15 aprile, nell’Aula Marchese del Consiglio Comunale di Racalmuto.
A differenza, di quei, si fa per dire, favolosi anni Ottanta, quando le progettazioni di opere miliardarie e relativa programmazione e finanziamento di opere inutili, devastanti, ma faraoniche venivano concertati in camera-caritatis, con atti illegittimi, incarichi senza copertura finanziaria, contra-legem, in violazione delle vigenti leggi di allora così come di oggi , adesso, dal 1993, le cose sono notevolmente e radicalmente cambiate. Certo, non siamo più ai floridissimi tempi di una volta, di quando cioè si poteva, impunemente, sperperare, bruciare, persino cinque miliardi di lire per una sola strada inutile di meno di mille metri di lunghezza per sei metri di larghezza, sul finire degli anni Ottanta. E cinque miliardi di vecchie lire di allora, considerata l’inflazione e non solo, equivarrebbero a circa 15 milioni di euro di adesso. Ve lo immaginate che fiumi di denaro sono stati spesi per devastare le nostre contrade di campagna, per lucrare su laute parcelle,
elaborando progetti fasulli, eseguiti commettendo montagne di falsi e truffe, documentando calcestruzzi,ovviamente depotenziati, spropositati rispetto a quelli realmente utilizzati, quantità di ferro inesistente, parcelle illegalmente raddoppiate, per poi, alla fine, lasciare incomplete dette opere a far mostruosa mostra di sé ancora oggi.
E di queste infauste e disastrose realizzazioni, tese solo a truffare soldi alla Regione, allo Stato od alla Unione Europea, a Racalmuto, così come in giro per la Sicilia e nell’Italia intera, ce ne sono a migliaia. Si tratta di truffe e devastazioni che appartengono ad una filosofia di vita pubblica e privata che ha prodotto un pauroso deficit pubblico, che pesa maledettamente ancora oggi nell’ordine di oltre mille e settecento miliardi di euro su di noi e che peserà anche sulle future
generazioni. Ma tali furti di sviluppo e futuro, ai nostri danni, ha anche prodotto un insolito stile architettonico fatto di obbrobriose opere pubbliche e private, più o meno volutamente lasciate incomplete, non finite, che si inquadrano all’interno di uno stile che, altrimenti, può
tranquillamente essere definito, considerata anche la nostra specificità isolana, ben visibile a qualsiasi cittadino autoctono o visitatore che viene da fuori, NON FINITO SICILIANO.
Si è trattato, in passato, di una terribile orgia collettiva, fatta di cemento, calcestruzzi, ferro e, soprattutto tanta devastazione anche morale e civile, che ha impedito qualsiasi forma di organico sviluppo dei nostri territori, ma anche qualsiasi forma di democrazia.
Oggi, invece, col poco, dobbiamo fare molto.
E, per Racalmuto, questa goccia, costituita dai fondi ANAS, se rapportata alle motagne di soldi rubati nel corso dei ‘favolosi’ anni Ottanta, questi 2 milioni e trecentomila euro di fondi di compensazione ANAS, sarà una grande occasione per mettere mano al patrimonio viario ed edilizio pubblico.
E ciò sarà possibile grazie a delle proposte che, seppur di poco valore economico, sono assai utili, indispensabili, per consentire ad esempio ai cittadini di Racalmuto, di recarsi in campagna, percorrere tranquillamente le vie del paese od anche adeguare e mettere in sicurezza le strutture sportive comunali ed anche tutti edifici pubblici, od ancora, acquisire porzioni di case fatiscenti o di terreni destinati per attività produttive, da offrire con i relativi bandi, a quanti, volessero costruirsi una casa od iniziare una nuova attività imprenditoriale o magari ampliare quella esistente. Di questo e di più, si è discusso nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, con proposte realmente interessanti, avanzate da tutti i consiglieri comunali.
Ed è questa la differenza tra gli anni Ottanta ed oggi. Oggi si pensa a tutto ciò che è utile e produttivo per i cittadini e le aziende che danno lavoro.
Ieri, invece, si pensava solo a rubare, non solo le ingentissime risorse pubbliche, sotto forma di gonfiate parcelle, con progetti e relative realizzazioni degne di veri e propri criminali dell’ambiente e della finanza pubblica, ma soprattutto è stato rubato il futuro dei nostri figli.
E questo è stato il più drammatico misfatto consumato ai danni delle future generazioni, sulle quali peserà solo il peso di quei mille e settecento miliardi di euro di debiti, accumulato da quegli aguzzini, arraffatori di denaro pubblico che hanno distrutto l’ Italia, facendoci regredire e causando quel declino economico e di sviluppo di cui siamo vittime oggi tutti quanti, non riuscendo a garantire alcun futuro di lavoro ai giovani, a causa di quelle scellerate cicale degli anni Ottanta, tutte protese a rubare i pubblici finanziamenti per opere assolutamente inutili e devastanti. Nel corso del Consiglio, si è parlato anche di energie rinnovabili, di parchi eolici, di solare, di progetti per la produzione di energia, ovviamente sempre da fonti rinnovabili e di risparmio energetico. Inoltre, il sottoscritto ha posto anche l’accento, su una conferenza di servizio che si terrà a Palermo, presso l’Assessorato Regionale Competente, per decidere l’installazione di ben 57 torri eoliche, tra i territori di Grotte, Milena e Campofranco.
Immaginiamo che, se per le 17 torri di Racalmuto, sono state prodotte denunce in tutte le Procure ed i Tribunali d’Italia, isole comprese, per le 57 programmate in questo nuovo, enorme parco eolico, le denunce si triplicheranno e, questa volta, almeno lo speriamo, non riguarderanno Racalmuto, che nel 2005, sindaco il mio predecessore, Luigi Restivo e vice-sindaco, l’attuale capogruppo del PD al Consiglio Comunale di Racalmuto, stipulò, con delibera di Giunta, una convenzione con una società che, sta realizzando diciassette giganteschi aereogeneratori in contrada Gargilata e Villanova. L’unico torto che si può imputare al sottoscritto, come al solito per un eccesso di spirito democratico, è stato quello di avere sottoposto all’esame del Consiglio Comunale quella delibera di Giunta, risalente al 2005, sindaco Restivo, vice-sindaco Sardo, per approvarne o meno i contenuti e chiedere delle ulteriori agevolazioni alla Società costruttrice di questo primo parco eolico, ben più modesto, rispetto a quello che si vorrebbe realizzare in quel di Grotte, Milena e Campofranco.
Il Consiglio Comunale di Racalmuto, in quella circostanza, all’unanimità, si è pronunciato a favore del parco eolico di contrada Gargilata e Villanova.
Sempre nel corso del Consiglio Comunale di Racalmuto, il sottoscritto ha comunicato l’inserimento nello strumento di programmazione denominato PIST dell’ex Ospedale Maria SS. Del Monte, un convento del Seicento, quasi del tutto restaurato e recuperato, di proprietà
dell’ASP (Azienda Sanitari Provinciale), in ottime condizioni e pronto per crearvi all’interno una struttura socio sanitaria, da mettere al servizio di tutti e sette i comuni del distretto socio-sanitario che fa capo a Canicattì.
Mentre un altro importante progetto che ho fatto inserire, è stato quello relativo al completamento dei lavori di restauro e riuso del Castello Chiaramontano, un meraviglioso complesso monumentale, risalente al Duecento e rimaneggiato nel corso dei secoli attraverso
delle superfetazioni che risalgono all’epoca Chiaramontana ed al Cinquecento.
Tale suggestiva struttura, al momento, per metà restaurata e restituita alla pubblica fruizione, sin dal 1999, è utilizzata, con i suoi spazi museali e le sue sale, per mostre, conferenze, corsi di formazione e pubbliche manifestazioni in genere. Un cenno ho fatto anche ai progetti, in corso di elaborazione, riguardanti il risanamento ambientale e la creazione di due aziende destinate che si occuperanno di trattamento e di riutilizzo dei materiali di risulta degli sbancamenti e delle demolizioni di fabbricati e di quello relativo al riciclo di elettrodomestici, di materiali elettrici ed elettronici.
Salvatore Petrotto
sindaco di Racalmuto

