Chiedo scusa ma sono sempre io, con la mia voglia di fare, le mie passioni e soprattutto il mio amore per i Racalmutesi.
Cadere e farsi male non è difficile.
Spesso è più difficile rialzarsi!
Lo sciacallaggio è comunque un tritacarne che difficilmente può tornare utile per perseguire il bene proprio e quello deglia altri.
Uscire definitivamente da una difficile situazione, durata alcuni mesi, vuol dire avere carattere, fierezza e tanta dignità oltre che tanto amore per sè stessi e per gli altri.
Chiedo scusa, se ho sbagliato, ma sono pronto a dimostrare la mia integrità non solo fisica ma anche morale.
E’ ovvio che sono pronto ad accettare qualsiasi lezione di vita ed a chiedere perdono se ho fatto del male ad uno od a tanti.
Ma essere vilipeso da un anno a questa parte, mortificato, esposto al ludibrio della gente per aver ceduto ad una momentanea debolezza, questo credo che non fa parte del patrimonio genetico di tutti quanti noi Racalmutesi, mai inclini a piegarci agli strumentali moralismi ed alle supponenti valutazioni ciniche.
Ho sbagliato ed ho, credo dal mio punto di vista, abbondantemente riparato ed espiato le mie colpe.
Ma ora basta con questo andarci addosso!
Chiedo pietà e tanta considerazione anche a chi, in questo momento, sembra fiero del suo crudele cinismo.
Smettiamola di lacerarci, in questo nostro beneamato paese, finiamola di essere autolesionisti, di sbranarci vicendevolmente, di distruggere tutto e tutti.
E’ arrivata l’ora di far pace, di lavorare serenamente per costruire un presente ed un futuro all’insegna del vero rispetto e del reciproco volersi bene, per il bene di tutti noi che non ne possiamo più di questi continui odi e rancori, coltivati all’ombra di un ferale cinismo.
Grazie anticipatamente se qualcuno vuole mettere in campo un minimo di sana sensibilità umana, al di là delle speculazioni pseudo-politiche.
Siamo uomini, soggetti a sbagliare ed in qualche caso pronti a riparare, per gli errori commessi ed immediatamente, come dimostrano i fatti degli ultimi tre anni, con l’esclusione dei primi sette mesi.
E quando parliamo di errori, ci riferiamo a qualche comportamento, ai modi ed alle necessità, non tanto agli atti formali od alle prese di posizione che sostanzialmente potevano anche essere giuste ma che sicuramente difettavano riguardo a delle maniere non proprio ortodosse e sicuramente sbagliate.
Ed allora che facciamo, continuiamo a farci del male?
Io sono qui pronto a dare in privato ed in pubblico, ampia dimostrazione del profondo ravvedimento e rivolgimento di quei modi e di quelle abitudini, sicuramente insane.
Oggi, non intendo sfidare nessuno!
Intendo piuttosto lanciare una sfida a tutti quanti e cioè quella di sotterrare l’ascia di guerra, tentando di pacificare un paese che non può rimanere dilaniato ed in preda a nuovi e feraci furori che reclamano sangue e vendetta.
Abbiamo bisogno, tutti quanti, di far pace e di saper perdonare, nel vero senso della parola.
Dobbiamo celebrare un grandiosa festa della pace e della riconciliazione anche con chi, in questo momento tenta di utilizzare argomenti che il tollerante ma sanissimo popolo racalmutese che io ricordi, non ha mai compreso dai tempi del mio maestro, Eugenio Napoleone Messana, sino ad oggi.
Con affetto e tanta voglia di lavorare bene per Racalmuto.
Il vostro sindaco, Salvatore Petrotto

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano in visita a Racalmuto, il 24 maggio 2009, in occasione del Ventennale della morte di Leonardo Sciascia. Davanti la statua dell'insigne scrittore di Racalmuto, collocata, in maniera suggestiva, proprio su quel marciapiedi che, dal Circolo, alla Matrice, era solito percorrere in vita.

La grandezza e la saggezza di un uomo, aldilà del ruolo che ricopre nella società, sta nel sapere ammettere i propri errori. Siamo deboli, umili creature di DIO. Sbagliamo e cadiamo continuamente, ma presa consapevolezza della nostra piccolezza, dobbiamo sforzarci di non cadere nelle mille trappole che ci prepara la vita. Caro Sindaco, ha tutta la mia stima di UOMO, di POETA , di ARTISTA , e soprattutto di CRISTIANO, innamorato della figura di GESU’ CRISTO, unica nostra forza ed unico vero nostro esempio di vita da seguire. Tutti i cittadini di Racalmuto, aldilà delle proprie ideologie politiche e delle proprie convinzioni personali,possono solo essere ORGOGLIOSI di avere come sindaco un UOMO del Suo spessore culturale, un UOMO dai profondi VALORI CRISTIANI come Lei, e che ha l’umiltà ( VIRTU’ DEI SAGGI) di chiedere pubblicamente scusa per i propri errori. I racalmutesi tutti, hanno il DOVERE di mettere la propria mano sulla coscienza e dire, come disse GESU’ CRISTO davanti alla peccatrice che rischio’ di essere lapidata: “CHI E’ SENZA PECCATO , SCAGLI LA PRIMA PIETRA”. C’è forse qualcuno, tra tutti i racalmutesi pronto a SCAGLARLE ANCORA ADDOSSO CINICI ATTACCHI, E AD INFANGARLA?
Affettuosamente.
Sal Marchese.