di Salvatore Petrotto il 21 giugno 2010 (articolo visto 275 volte)

UNA STORIA SEMPLICE, SCRITTA, INTERPRETATA E SOFFERTA DA SALVATORE PETROTTO, SINDACO DI RACALMUTO.

INTERVISTA A SALVATORE PETROTTO

di Diego Romeo

–Dal sindaco Petrotto che abbiamo imparato a conoscere fin da quella sera quando, fermato dai carabinieri li sollecitava a fargli una doverosa multa, a questo sindaco Petrotto di oggi, con la sua autodafè, cosa è intercorso…cosa è accaduto…
—Niente di particolare… in ogni caso al di là delle mie provocazioni che molto spesso non sono state pienamente condivise, anzi hanno dato parecchio fastidio, continuo ad essere quello di prima, con la differenza che probabilmente mi sono fatto parecchi nemici.
Una volta si diceva tanti nemici tanta gloria, ma nel caso mio non è così perché a forza di ricevere contraccolpi , tutta una serie di esposti, denunce più o meno calunniose e infamanti, hanno ferito la mia dignità personale, la mia famiglia e mi hanno indotto in qualche modo a fare una attenta riflessione sulla risposta alle provocazioni, facendomi maturare l’idea di mollare definitivamente, proprio perché si è attentato alla mia quiete familiare e alla mia situazione psicologica e personale.
—Quindi questa mancata soglia di percezione della violenza anche contro se stesso è dovuta agli attuali accadimenti?
—C’è stata da qualche anno a questa parte una speculazione attorno a delle mie debolezze momentanee come probabilmente ne capitano a tanti.
Il tutto si è trasformato in un gioco al massacro, e così qualche sporadico e momentaneo uso privato di stupefacenti, veniva sbandierato da taluni sedicenti moralisti, presto trasformatisi in cecchini in vena di cinica e micidiale rivincita che, appostati ogni giorno agli angoli della piazza principale del paese, ripetevano e probabilmente continuano a ripetere lo stesso ritornello, una sorta di:
te l’avevo detto che fa schifo ed è un poco di buono!
Al che ho dovuto con molto piacere, anche se debbo aggiungere, con altrettanta sofferenza, esternare come stavano veramente le cose..All’inizio di questo ultimo mandato amministrativo, un po’ per caso un po’ per problemi di stress psicofisico, ho fatto uso di qualche stupefacente.
—Era all’apice del suo successo, come mai …quale è stata la causa scatenante…

Immediatamente dopo il mio insediamento da sindaco, nel giugno 2007, ho incaricato una persona esterna all’ufficio tecnico del comune, un giovane che aveva le opportune specializzazioni in materia di idraulica, che era la figura professionale che mi serviva allora, per mettere mano al passaggio della gestione dei servizi idrici dall’EAS (non c’era ancora Girgenti Acque) , al Comune di Racalmuto.
C’erano dei progetti che riguardavano opere idrauliche da portare avanti, quali gli oltre seicento metri lineari per due metri di altezza ed altrettanti di larghezza dei cosiddetti canali di gronda, per la raccolta delle acque bianche, una grande opera indispensabile per la difesa del centro abitato, poi realizzata in meno di un anno e mezzo.
Avevamo in programma anche la realizzazione di una serie di laghetti collinari per l’irrigazione delle campagne ed altro ancora che riguardava il concepimento di ulteriori opere idrauliche, quali ad esempio la raccolta a valle del paese dei reflui fognari depurati, per un loro riutilizzo, anch’essi per usi irrigui.
Al di là delle battute e delle valutazioni assai discutibili, sull’esperienza del tecnico Domenico Graci, credo che siano state sottovalutate le reali motivazioni che mi spinsero ad operare questa scelta, dettata, lo ripeto da un programma amministrativo che mi ero dato, assieme alle varie componenti politiche.
Del resto ciò emergeva anche dalla campagna elettorale, e non solo, in un paese che pur galleggiando sull’acqua, essendo pieno di sorgenti d’acqua, fontane, lavatoi, un bacino imbrifero con centinaia di pozzi per l’uso delle risorse idriche, si è fatto uso di queste copiose risorse idriche solo a livello privato.
Per gli usi civici e pubblici, quali acque potabili e quelle per usi irrigui, abbiamo da sempre scontato gli atavici problemi di un’endemica carenza d’acqua, per via, appunto di un’assenza di programmazione e, per lo meno, una colpevole carenza di progettualità.
Avrei voluto risolvere definitivamente questi gravi problemi di approvvigionamento e distribuzione delle acque che, nel caso di Racalmuto ce ne sono in abbondanza, ma mai è stato possibile, razionalmente, utilizzarle per i cittadini tutti, gli agricoltori e gli allevatori.
Il tentativo, se mai sarà possibile nel mio paese, era quello di garantire dei servizi essenziali così come nei paesi civili, con l’erogazione dell’acqua potabile nelle case ventiquattrore su ventiquattro, consentendo anche ai miei concittadini di togliere da sopra i tetti delle abitazioni quegli obbrobriosi contenitori, quelle bruttissime vasche di raccolta che fanno cattiva mostra di sé, soprattutto, nel centro storico, sfregiando e rovinando le immagini di un panorama del paese di Sciascia che, altrimenti sarebbe da favola.
Oltretutto, avevamo in programma anche la realizzazione della rete idrica interna sempre nel Centro Storico che è un colabrodo e risale agli anni ’50 del ‘900 e le cui perdite superano il 50% dell’acqua immessa nelle tubature.
A questo serviva il tecnico Domenico Graci, con la sua specializzazione in Ingegneria Idraulica che, seppure giovane e di non grande esperienza, come si attesta da più parti, anche in maniera denigratoria, aveva anche studiato all’Università, Urbanistica, si intendeva di Lavori Pubblici ed era e lo è sicuramente ancora, molto aperto a recepire anche i buoni consigli e pareri, senza le chiusure mentali che spesso caratterizzano coloro i quali, considerata la loro grande esperienza, presumono di saperne più degli altri, ma spesso vanno a tentoni, senza considerare e tenere in debito conto, da grandi praticoni di mestiere, quali spesso sono, né leggi né regolamenti.
Se consideriamo che prima dell’Ingegnere Domenico Graci occupava il posto di Responsabile di Posizione Organizzativa dell’Urbanistica, il Geometra Calogero Chiarelli, assunto al Comune di Racalmuto come Vigile Urbano e che dopo qualche decennio di attività di vigile, con una semplice delibera, senza alcuna valutazione dei suoi titoli o delle sue esperienze pregresse , con un semplice diploma di geometra, viene prima trasferito all’Ufficio Tecnico e poi, nel 1999, fui io, ad essere costretto, non avendo ricevuto nessun’altra disponibilità di altri tecnici all’interno dell’Ufficio, a nominarlo responsabile di posizione organizzativa del Settore Urbanistica, dopo la scomparsa, per lupara bianca, dell’allora Capo Settore dell’Ufficio Tecnico, anch’egli un Geometra, come il Chiarelli.
L’ incarico, tra l’altro riconfermato, al Chiarelli dal 2002 a 31 maggio del 2007, dal mio successore e predecessore, il sindaco Luigi Restivo Pantalone era il risultato di una scelta che inizialmente doveva essere temporanea ma, che poi, si prolungò nel tempo, con tutti i problemi che ciò comportò per il Comune di Racalmuto.
Quando a giugno del 2007, prima di incaricare l’Ingegnere Domenico Graci, quale Capo dell’Ufficio Tecnico, a norma di legge e di regolamento comunale, qualcuno sua sponte, senza averne titolo od incarico da parte mia, ha firmato atti di rilevanza esterna, sui quali nessuna firma poteva apporre, in quanto non nominato dal sottoscritto responsabile di posizione organizzativa, è esclusivamente egli l’unico responsabile degli atti che ha firmato, ci riferiamo al Chiarelli Calogero, il quale per come giustamente evidenziato nelle ordinanze di chiusura delle indagini, aveva un incarico di posizione organizzativa, del mio predecessore, il sindaco Luigi Restivo che gli scadeva il 31 maggio del 2007.
Avendo lo stesso Chiarelli, firmato, per ciò che si evince dai documenti acclusi alle ordinanze di chiusura delle indagini, atti in data successiva alla scadenza del 31 maggio, del suo incarico di posizione organizzativa, dei quali soltanto adesso sto venendo a conoscenza, io non posso rispondere dell’attività posta in essere dal Chiarelli, che ha agito in assenza del necessario incarico di posizione organizzativa da parte mia.
Gli incarichi di posizione organizzativa, oltre ad essere degli incarichi fiduciari, conferiti dal sindaco, scadono, come nel caso in questione, con la fine del mandato del sindaco.
Pertanto, io, non solo non sapevo della durata e se esisteva un incarico di posizione organizzativa del Chiarelli, ma conscio del fatto che gli incarichi di posizione organizzativa non si ereditano dal sindaco precedente, ma caso mai si devono riconfermare con uno specifico atto di nomina che, lo ribadisco è di esclusiva competenza del sindaco, ero allora e sono sicuro adesso che nulla c’entro con gli atti posti, autonomamente in essere, firmati, od ai quali ha dato esecuzione il Chiarelli, che io non ho riconfermato quale responsabile all’Urbanistica, a partire dall’uno giugno, né ho mai più nominato in seguito.
Consideriamo adesso le vicende Project, evocate nella presente inchiesta che, per esplicitarle ed essere più chiare sono alcune autorizzazioni edilizie, più o meno legittime, rilasciate dal vecchio Responsabile del Settore Urbanistica del Comune di Racalmuto, proprio quel Geometra Calogero Chiarelli che io all’inizio sostituii con un Ingegnere, con tanto di laurea.
Una di queste autorizzazioni, riguardava una struttura precaria e dal temporaneo utilizzo, consistente in alcuni modesti prefabbricati in legno, denominata Discoteca Palladium, peraltro espropriata adesso dall’ANAS nel corso dei lavori di raddoppio della Strada Statale Agrigento Caltanissetta 640.
L’inchiesta che ne scaturì, a seguito di una ventina di avvisi di garanzia pervenuti anche all’allora vice Prefetto Dott. Greco, al Comandante dei Vigili del Fuoco, a funzionari e tecnici del Genio Civile ed altri Enti ancora, culminò con la condanna ad otto mesi di un tecnico comunale di Racalmuto, per il sol fatto che nel corso di un sopralluogo a parere dei giudici fu un po’ evasivo, riguardo a quell’accertamento.
E fu così che il Geometra Salvatore Canicattì, fu condannato ad una pena (peraltro sospesa) di otto mesi a causa di una dubbiosa valutazione tecnica estrinsecata attraverso l’espressione contenuta nella sua relazione che, in linea di massima, le modestissime opere realizzate erano conformi al progetto presentato al comune ed autorizzate.
Il Canicattì, fu l’unico a ricevere una condanna, delle oltre venti persone indagate e processate, compreso, ovviamente il sottoscritto, per il sol fatto di avere affermato solo parzialmente la conformità richiesta, a torto od a ragione (ma le sentenze, come si sa, si devono rispettare ed al limite si possono solo commentare).
Purtroppo, dopo la conferma in appello di tale condanna, peraltro prossima alla prescrizione che di lì a qualche settimana poteva essere tranquillamente eccepita in Cassazione, esattamente due giorni dopo avermi preannunciato che sentiva in cuor suo che sarebbe morto, morì davvero.
Il povero Salvatore Canicattì, davanti al Municipio il venerdì della notizia relativa alla conferma in Appello della condanna, di quella che non solo per lui, ma anche per me, è e rimane una sentenza memorabile, non solo in senso sciasciano, dicevo il Canicattì, sconfortato e con le lacrime agli occhi mi disse: a lunedì non ci arrivo.
E così fu.
All’indomani lo piangemmo tutti quanti sul suo letto di morte.
Le inchieste, i polveroni, le presunte associazioni a delinquere, i tentativi di costruire castelli accusatori che coinvolgono un intero paese, come nel caso delle odierne vicende relative a degli abusi edilizi riguardanti la costruzione di alcuni alberghi od il legittimo conferimento di alcuni incarichi, per Racalmuto non sono una cosa nuova.
Risalgono alla fine degli anni Novanta, con l’inchiesta appena evocata, denominata Palladium e proseguono con l’altra vicenda, relativa ad un distributore di carburanti, peraltro, malgrado le inchieste giudiziarie e le relative condanne, ancora aperto e che ha subito qualche sequestro giudiziario, ma prontamente è stato dissequestrato, a dimostrazione, forse, ritengo, che il titolare lo ha legalmente e legittimamente realizzato.
Anche lì, polveroni, inchieste, una decina di persone coinvolte.
Ma andiamo all’oggi, la storia si ripete, 27 persone coinvolte, intercettazioni che tutto evidenziano, tranne che reati.
Conversazioni che si presume, potevano riguardare anche dei segreti d’ufficio, faccende private e personali, storie di presunte corna che dovevano servire a sgominare una banda di malfattori, con a capo un avvocato, reo di avere espresso delle opinioni, di aver dato dei consigli legali, a titolo gratuito che poi si rivelano giusti, alla luce dei sequestri di tre immobili che dovevano essere utilizzati come alberghi.
Storie vecchie che si intersecano con storie nuove.
Si tratta di progetti di alberghi autorizzati dal Geometra Calogero Chiarelli e da altri tecnici, quali il Puma od il Lombardo, qualche anno prima che mi insediassi io, finanziati mesi ed anni precedenti a questo mio ultimo mandato di sindaco.
Eppure, si trova il modo di coinvolgermi tralasciando il fatto che non c’entro per nulla in materia di repressione edilizia, visto che il Comune di Racalmuto, sin dagli anni Ottanta ha assunto un Responsabile Unico del Procedimento di Repressione dell’Abusivismo Edilizio e per il rilascio delle Autorizzazioni e Concessioni Edilizie in Sanatoria, l’Architetto Accursio Vinti, di categoria D che, giusta anche sentenza del Giudice del Lavoro, risalente al 2004, non può contemporaneamente ricoprire il ruolo di Capo dell’Ufficio Tecnico, in quanto, l’attività di repressione è in contrasto con quella dell’altro ufficio, giusto pronunciamento del… (giudice del Lavoro nel 2004)
Tra l’altro il Vinti è l’unico, non solo Tecnico, ma anche impiegato al Comune di Racalmuto, assunto con la laurea ed inquadrato con la cosiddetta categoria D che gli consente di agire autonomamente nelle decisioni che attengono al suo ufficio; ha pieni poteri di firma, i suoi atti hanno autonoma rilevanza esterna e pertanto, non solo, visto che era al seguito delle Forze Dell’Ordine, nel corso dei sopralluoghi relativi ai costruendi alberghi, era suo esclusivo compito (giusta anche mia determinazione sindacale del 1994) quello di redigere, emettere, firmare soltanto egli e nessun altro e notificare i provvedimenti finali in materia di repressione edilizia che si concretizzano nelle ordinanze di demolizione o nelle eventuali concessioni (oggi permessi di costruzione) in sanatoria, in quanto percepisce anche un indennità di funzione specifica per svolgere questa sua esclusiva attività.
Il richiedere la firma, congiunta, sul provvedimento finale, da parte del Vinti, di un altro tecnico, non solo è sbagliato, ma è in contrasto con i suoi compiti d’ufficio che semmai sono anche di controllo nei confronti dell’altro ufficio, quello preposto al normale rilascio, non quello in sanatoria, di autorizzazioni e /o permessi di costruzione.
Semmai, l’ufficio che rilascia le regolari o presunte tali autorizzazioni o permessi di costruzione, si può limitare, in autotutela, a sospendere i lavori, laddove vengono riscontrati degli abusi.
Mentre il potere di repressione, con la predisposizione, firma e notifica delle ordinanze di demolizione o delle concessioni in sanatoria, al Comune di Racalmuto, compete all’unico funzionario che per tali responsabilità percepisce una specifica indennità di funzione e che è l’architetto Accursio Vinti.
Rispetto alla posizione ed alla condizione del Vinti, devo comunque precisare ulteriormente che lo stesso, nell’aprile del 2007, due mesi prima cioè che io mi insediassi, faceva presente che era affetto da una grave malattia che non gli consentiva di assumere, addirittura, l’incarico di responsabilità che ricopriva, manifestando la volontà di volervi rinunciare.
Mentre in precedenza, come ricordato sopra, nel 2004, il Giudice del Lavoro, a seguito di un suo ricorso contro la decisione dell’allora sindaco, Luigi Restivo, di incaricare altri anziché lui, sentenziò che il Vinti non aveva alcun diritto a rivendicare alcuna posizione organizzativa, in quanto egli già godeva di un incarico, quello di Capo Staff Sanatoria e Responsabile per la Repressione dell’Abusivismo, con relativa indennità di funzione, incarico che, lo ribadiamo, era ed è in contrasto e non compatibile con l’attività svolta all’interno degli uffici Urbanistica e Lavori Pubblici, proprio perché il suo Ufficio è preposto anche al controllo degli altri due uffici.
Nel caso in cui il Vinti ricoprisse, per come è avvenuto successivamente, per alcuni mesi nel 2009, quando avendo provato a reggere l’Ufficio Tecnico (si è subito dopo visto costretto a rinunciarvi, giuste due lettere indirizzate al sottoscritto, per gravi motivi di salute), anche l’incarico di Capo Ufficio Tecnico, chiaramente deve dimettersi da Responsabile Unico del Procedimento di Repressione dell’Abusivismo Edilizio e di Capo Staff Sanatoria; altrimenti si verificherebbe la strana situazione del controllare che è nello stesso tempo il controllato!
Quindi, il Vinti era il solo ed unico tecnico competente e responsabile, e nessun altro, preposto a firmare ed a far notificare ai diretti interessati, tutte le ordinanze attinenti la repressione dell’abusivismo, comprese quelle di demolizione.

Sulla posizione del Geometra, Francesco Puma, preciso che è inquadrato al Comune di Racalmuto con la categoria C e che pertanto non può accampare diritto alcuno riguardo alla nomina di posizione organizzativa, anche se in possesso di laurea, conseguita qualche decennio dopo l’assunzione al Comune di Racalmuto.

Del resto leggi e regolamenti alla mano, previo parere chiesto agli uffici ed alla segretaria comunale, mi consentirono allora di fare una scelta specialistica, quella dell’Ingegnere Domenico Graci, incaricato, tra l’altro, non prima di avere consultato altri tecnici, che però si erano rifiutati di accettare l’incarico in questione.
Tale incarico esterno ha dato terribilmente fastidio agli impiegati di ruolo che si sono sentiti defraudati dei posti di responsabilità e di potere…
Sono tre o quattro che hanno serrato le fila contro la mia scelta.
Con una serie di denunce in sede civile che poi sono approdate in sede penale , accuse che presumo dal mio punto di vista campate in aria, anche perché poi questo giovane, semmai, assieme a me, è stato pressato, in malo modo, per via di alcuni interventi nel territorio che riguardano dei costruendi alberghi i cui lavori sono stati sospesi proprio dall’Ingegnere Domenico Graci.
Infatti, a seguito di una denuncia presentata da alcuni vicini di casa dei proprietari di quelle strutture che dovevano essere trasformate in alberghi (che non si sa che fine faranno), sono stati fatti degli accertamenti e, guarda caso, la persona che doveva andare ad accertare e predisporre l’ordinanza di demolizione o le eventuali sanatorie, assieme alle forze dell’ordine, ha scaricato ogni responsabilità proprio su quel malcapitato tecnico esterno che avevo incaricato.
In altre parole per essere chiari, noi abbiamo in pianta organica a Racalmuto un tecnico che è stato assunto negli anni 80 come capo staff della sanatoria e come capo della repressione dell’abusivismo’, con lo specifico ed esclusivo compito di predisporre, firmare e notificare ai proprietari degli immobili abusivi tutti gli atti conclusivi dei procedimenti di repressione, comprese le eventuali ordinanze di demolizione.
Malgrado ciò anziché emettere tali suoi doverosi provvedimenti, non si sa perché, si è preferito denunziare 27 persone, compreso il sindaco.
Questo è il paradosso di tutta la vicenda alberghi.
Come paradossale è la vicenda della revoche degli incarichi che erano pienamente legittimi e che caso mai attengono alla materia più amministrativa che penale. Si trattava allora di distribuire i servizi e gli incarichi all’interno degli uffici e da allora notai che c’era un tecnico in particolare che aveva un maggior numero di incarichi rispetto a tutti gli altri, oltre 15, mentre ce n’era qualcuno che non ne aveva nessuno.
Così ho cercato di redistribuire all’interno degli uffici gli incarichi dei responsabili dei procedimenti e anche su questo fatto ancora denunce.
Detto questo si presumeva allora che a Racalmuto 27 persone si sono messe assieme, secondo una lettura investigativa particolare, per fare abusi edilizi, abusi d’ufficio …quindi tecnici interni, proprietari degli immobili…27 persone tra questi numerosi professionisti…quasi mezza Racalmuto si sarebbero messi d’accordo per fare chissà quale truffa…prima che mi insediassi io, attenzione,… queste autorizzazioni risalgono a prima che mi insediassi io, …l’unica mia colpa è stata quella di avere richiamato al suo dovere chi era preposto alla repressione dell’abusivismo edilizio.
Come sempre mi è capitato storicamente, devo necessariamente risultare il solito pifferaio che va per suonarle ed è sistematicamente suonato dagli altri.
Devo essere e risultare, per forza uno zimbello, vedi il caso della Discoteca Palladium e di altre strane, curiose e sciasciane vicende.
Delegittimato, denigrato e per questa volta anche infangato moralmente.
Si sostengono tesi inverosimili, del tipo che io sarei stato da vent’anni legato ad un avvocato, figlio di una mia cugina, il quale, si sostiene che fa politica con me da quando ho iniziato la mia attività politica.
Nulla di più falso!
Io ho avuto a che fare con questo mio avvocato, principalmente per dei procedimenti giudiziari che mi riguardavano e nei quali egli era mio avvocato di fiducia.
Tra l’altro, in alcuni casi, si tratta di vicende che riguardano proprio l’Urbanistica ed il Comune di Racalmuto, vedi proprio le inchieste evocate nel rapporto a firma del maresciallo Alessandro Costa.
E che ci troviamo di così strano se l’avvocato Calogero Mattina, regolarmente iscritto all’Albo difende il Sindaco di Racalmuto ed anzi vince le cause in Tribunale e fuga tutti i tentativi di denigrazione pubblica, attraverso delle sentenze a mio favore?
Che cosa si può trovare di strano in un insegnante di Italiano e Storia che, non avendo il Comune di Racalmuto, alcun ufficio legale, non essendoci nessun impiegato di ruolo o precario, munito di laurea in Giurisprudenza, non volendo gravare sulle Casse del Comune, per i contenziosi in corso, a titolo gratuito, io od altri, chiedevamo qualche consiglio legale?
Per forza di cose, esprimere un parere, giusto o sbagliato che sia od una semplice opinione su questa o quella pratica di cui ci si stava, più o meno bene occupando, è e deve costituire reato, soprattutto se si tratta di un professionista, un valente avvocato, non solo dal mio punto di vista, ma a parere di tanti suoi colleghi, come lo è l’avvocato Mattina?
E’ reato allora esprimere opinioni e pareri su atti che, ripeto, sono e restano atti pubblici visto che parliamo di autorizzazioni o concessioni pubbliche più o meno legittime ed è ancora più reato se questi pareri sono espressi magari da un sindaco, dal suo avvocato di fiducia o da un ingegnere?
E’ sconfortante, denigrante, delegittimante, umiliante, e questo lo può capire soprattutto chi mi conosce bene, il solo pensiero che il sottoscritto che ha conosciuto, per motivi professionali e poi anche politici, un avvocato, col quale storicamente eravamo stati anche acerrimi avversari, debba essere tacciato come chi era succube dell’avvocato Calogero Mattina!
La più grossa infamia che mi si può rivoltare contro è proprio questa, quella di chi per un attimo o per qualche anno, non solo ha pensato, ma ha anche scritto cose inenarrabili, indicibili, sul conto di un uomo la cui dignità ed il cui orgoglio sono stati impunemente calpestati, in nome di un accanimento investigativo, provocato e suscitato proprio da quel mio avvocato di fiducia, per via degli atti di sfida lanciati all’indirizzo dell’attuale capo dell’Ufficio Tecnico, il redivivo, Francesco Puma, ritenuto reo proprio dall’Avvocato Calogero Mattina di avere in un qualche modo, da responsabile dei lavori pubblici, fatto affari con la mafia.
E queste cose furono proferite dal Mattina sul conto del Puma davanti ai Carabinieri, con l’intento e la volontà espressa in maniera esplicita di farsi querelare per dare ampia dimostrazione di quanto sostenuto, proprio dal Mattina nei confronti di Puma.
Da lì partono tante cose, tra le quali una smodata, disordinata, arrembante difesa del Puma che di lì a breve si trasformerà nella vittima di un folle scatenato dal quale si difende attaccando tutto e tutti, compreso il sottoscritto.
Di lì a breve si verificherà anche la morte di crepacuore, del Geometra Salvatore Canicattì già citato sopra a causa dell’unica condanna comminata proprio al Canicattì a seguito dell’altro polverone giudiziario, denominato Palladium.
Anche in quel caso c’entrava il Puma, additato dall’avv. Calogero Mattina, per stessa ammissione del Maresciallo capo della Stazione dei Carabinieri di Racalmuto, quale esca dentro l’Ufficio Tecnico, all’atto delle intercettazioni ambientali che hanno riguardato l’Affaire Palladium, culminato come sappiamo con gli otto mesi di condanna di Canicattì, a fronte di oltre venti persone coinvolte, con accuse rivelatisi false ed anche pesanti mosse da parte di chi, ieri come oggi, chiedeva arresti e retate a tutto spiano.
Sempre il Puma, come si evince sempre dal rapporto a firma del nostra maresciallo, Alessandro Costa, viene nominato come si suole dire in termini giudiziari, Tecnico di PG, Tecnico per conto della Procura in un procedimento amministrativo riguardante altri abusi edilizi in contrada Bovo, in una area per edilizia convenzionata, culminati con altri sequestri giudiziari.
Nomina che a detta dell’Avv. Calogero Mattina è illegittima, in quanto il Puma è caduto in pieno conflitto di interessi, in quanto da tecnico del Comune di Racalmuto, non può effettuare accertamenti, per conto della Procura, come se si trattasse di un Tecnico di fiducia della Procura e non tanto un tecnico del Comune di Racalmuto.
E’ come se cioè il Puma lavorasse per conto della Procura e non del Comune di Racalmuto.
A detta dell’Avv. Calogero Mattina.
C’è da considerare poi anche che, nell’ultima inchiesta questa denominata anche giochi di potere (vedremo chi ha giocato alla fine della partita!), il Puma, a differenza di tutti gli altri tecnici comunali coinvolti a vario titolo, pur avendo firmato atti autorizzativi riguardanti uno dei tre alberghi incriminati, così come tutti gli altri suoi colleghi geometri, è l’unico che non viene indagato, a differenza di tutti gli altri suoi colleghi geometri.
L’unico geometra, inquadrato come tale, nella dotazione organica del Comune, così come tutti quanti gli altri dipendenti dell’Ufficio Tecnico ma in possesso di laurea in ingegneria, viene tratto in inganno nel rilascio di un’autorizzazione per uno dei tre alberghi incriminati.
Caso singolare, il più competente, il più titolato, anche se pur sempre un geometra, in possesso di una laurea in ingegneria, si rivela più sprovveduto di tutti gli altri suoi colleghi e cade in inganno, come se non conoscesse fatti e circostanze che riguardavano ciò che ha firmato.
Per lui vale la presunzione di innocenza, per tutti gli altri indagati, a quanto pare, solo la ragionevole certezza che verificheremo al cospetto dei Giudici, che hanno firmato degli atti di cui erano consapevoli.
Il Puma, ingenuamente, sarà un caso, è stato tratto in inganno, anche se più esperto e titolato di tutti quanti gli altri indagati.
Quando si dice che conta l’esperienza!
In questo caso l’esperienza non è servita a niente, ha contato di più l’ingenuità del Puma.
Tra l’altro, con mia somma sorpresa, ho recentemente scoperto, per sua stessa ammissione che la laurea dal Puma conseguita alcuni anni fa era in Ingegneria Urbanistica.
Ma il Puma si è guardato bene dall’esibirmi, in passato, tale suo titolo, anche perché, diversamente non si sarebbe potuto rifiutare, come sempre ha fatto, chissà perché, tranne alla data odierna, di ricoprire l’incarico oltre che di responsabile di posizione organizzativa, relativa ai lavori pubblici, anche di responsabile di posizione organizzativa all’Urbanistica.
Tra l’altro, il Puma, l’ho dovuto reincaricare, questa volta e per la prima volta, quale responsabile di posizione organizzativa dell’intero ufficio tecnico, sia della branca urbanistica sia di quella dei lavori pubblici, pur avendo gli stessi requisiti giuridico-amministrativi, degli altri suoi colleghi tecnici, essendo stato inquadrato con il diploma di geometra e con la categoria C, pur non avendo nessun particolare diritto, più degli altri a ricoprire l’incarico di Capo Ufficio Tecnico.
Ciò e avvenuto a seguito della recente, ennesima e duplice rinuncia dell’Arch. Accursio Vinti, per gravi motivi di salute, gli stessi motivi addotti due mesi prima del mio insediamento, nell’aprile 2007.

Anzi, adesso, il Vinti vorrebbe essere addirittura esonerato da qualsiasi incarico di responsabilità anche se ciò non è possibile, perché assunto con la specifica mansione, lo ribadiamo, di capo staff per la repressione dell’abusivismo edilizio e responsabile unico delle sanatorie.
Se non può svolgere anche i suoi normali compiti d’ufficio per i quali è stato assunto, a causa della sua grave malattia, chiaramente gli uffici del personale, per come credo stiano facendo, devono avviare le procedure per l’eventuale prepensionamento per le malattie invalidanti che lo hanno colpito.
Facendo qualche passo indietro al 2007, la situazione in cui mi trovavo era la seguente:
Il vecchio responsabile del settore urbanistica, che poi era un ex vigile urbano che grazie al suo diploma di geometra ed una semplice delibera del comune diventa, prima tecnico comunale ed a partire dal 1999, per via della rinuncia di tutti i suoi colleghi, sono costretto a chiamarlo a ricoprire l’incarico di posizione organizzativa della sezione urbanistica, dopo la scomparsa, per lupara bianca, dell’allora capo dell’Ufficio Tecnico, il geometra, Alfonso Delfino.
Il Chiarelli, bersagliato da una lunga serie di inchieste giudiziarie che hanno riguardato quasi esclusivamente la sua sezione, dopo i 5 anni trascorsi con Restivo, a reggere, tra turbolenze varie, sempre l’ufficio urbanistica, lo ritroviamo sino al 31 maggio del 2007 sempre in quel posto.
Da quel momento, pensando di avvalermi dei poteri che la legge ed i regolamenti mi consentivano, ho pensato bene di fare ricorso ad un tecnico esterno, questa volta un ingegnere, munito di laurea.
Era forse meglio continuare con l’esperienza dei geometri?
Avevo bisogno di qualcuno che sostituisse il Chiarelli perché era, tra l’altro, entrato in conflitto di interessi nella sezione urbanistica, per via di alcune pratiche sub iudice, al vaglio della magistratura e che, dopo alcuni mesi dal mio insediamento gli cagioneranno, una condanna a più di 4 anni di reclusione.
Per uscir fuori dal guado, visto che il Vinti ci aveva scritto nell’aprile 2007, che era gravemente malato ed era, tra l’altro, lo ribadiamo sempre, incompatibile con il ruolo di capo dell’Ufficio Tecnico per via delle mansioni che svolgeva di capo della repressione dell’abusivismo edilizio, per come sentenziato dal Giudice del Lavoro, nel 2004, e per tali ragioni non voleva allora assumere alcun incarico di responsabilità, così come ribadito per ben due volte, recentemente.
Il Puma non voleva allora ricoprire l’incarico di responsabile di posizione organizzativa all’Urbanistica, anche se non ero tenuto a chiederglielo, in quanto dipendente inquadrato con il diploma di geometra e con la categoria C, ma avrebbe voluto soltanto l’incarico per la sezione relativa ai lavori pubblici.
Ed allora, al fine anche di nominare un responsabile unico optai per un esterno e cioè l’Ingegnere Domenico Graci.
Tale scelta, lo ribadisco, la feci in virtù della specificità della sua Laurea, in Ingegneria Idraulica, per mettere mano ad una importantissima progettualità relativa alla gestione delle risorse idriche e per seguire delle opere idrauliche che ritenevo allora e ritengo ancora oggi, importantissime.
Il fatto di aver visto svilita e mortificata una scelta politico-amministrativa, condivisa allora anche da tanti miei colleghi di giunta e da molti consiglieri comunali, oltre che da parte della cittadinanza, attraverso un indagine tendente a dimostrare che tale ingegnere, a detta di qualche investigatore, l’ho scelto perché parente dell’amante di un avvocato, quando tale scelta, in maniera del tutto sincera, posso testimoniarlo e gridarlo anche in faccia a Dio, fu del tutto casuale, mi brucia parecchio!
A riprova di ciò che sto dicendo, c’è vivo e vegeto l’ingegnere Francesco Morgante, di Racalmuto che è stato uno dei tecnici esterni che allora io interpellai per ricoprire l’incarico di Capo dell’Ufficio Tecnico di Rcalmuto, tant’è che aspettati una ventina di giorni una sua risposta che, inizialmente sembrava potesse essere positiva e culminare con una sua accettazione ma che poi fu negativa.
Quindi se qualcuno ha puntato il dito contro un avvocato in vena di ordire complotti utilizzando un tecnico per condizionare l’attività edilizia ed altro al Comune di Racalmuto, si sbaglia di grosso, ha preso un grossissimo abbaglio.
Con me, mai nessun tecnico, avvocato, professionista od impresa, è riuscito a condizionare un bel niente, a causa del mio scostante e scorbutico carattere, della mia educazione, della mia cultura della legalità, della mia autonomia di valutazione e di giudizio riguardo ad ogni singolo aspetto della vita pubblica o privata che sia.
E’ oltremodo ingiurioso ed offensivo, pensare che io nell’investire di incarichi di responsabilità dei professionisti, siano essi interni od esterni alla macchina burocratica del Comune di Racalmuto, abbia mai preteso di condizionare o di farmi condizionare da chicchessia.
Potremo chiamare a testimoniare ciò tutti quanti gli impiegati del Comune, i professionisti e le imprese che hanno operato a Racalmuto e scopriremo che tutti quanti, anche se qualcuno forse ci ha provato ad incastrarmi, in malo modo, preparandomi lungo il mio lungo cammino amministrativo delle mortali trappole, potranno solo testimoniare che ho da sempre mandato a quel paese in malo modo, chiunque si è permesso di attentare al regolare svolgimento dell’azione amministrativa, così come previsto dalle vigenti leggi e dai regolamenti comunali.
E’ forse per queste ragioni, a forza di dover dire molte volte no, per le cose impossibili che ieri pagavo il prezzo in termini di minacce, intimidazioni ed attentanti ed oggi, per non avere soddisfatto, magari anche a mia insaputa, alcune insane richieste od avere preteso il rispetto della legalità, che alcuni soggetti, ben individuati, strumentalmente, hanno imbrattato non solo carte, ma la coscienza mia e dei cittadini che rappresento, pur di ritornare a rimescolare nel torbido dalle posizioni di più o meno giustificato privilegio burocratico amministrativo riconquistate, con il concorso di quanti, soltanto adesso, hanno capito, dove si voleva arrivare e cioè a ripristinare i vecchi assetti burocratici.
In questa ottica si inquadra anche la vicenda delle revoche e delle nomine dei cosiddetti R.U.P. (Responsabile Unico del Procedimento).
La morte del geometra Canicattì, la fuga del tecnico Graci, indotto a scappar via, pressato com’era da chi esercitava una costante e continua opera di denigrazione e di delegittimazione anche presso la Caserma dei Carabinieri, il pensionamento del Geom. Calogero Chiarelli, mi hanno visto costretto a ridare tutto in mano ad un solo soggetto, con l’Arch. Accursio Vinti, irrimediabilmente out, a causa della sua grave malattia, compresi alcuni di quei R.U.P. di chi non c’è più perché morto o perché in pensione.
Che brutta storia, vista, romanzata e letta solo in un senso.
Un avvocato folle e cocainomane, un tecnico succube dell’avvocato per via di pruriginose questioni di letto, un sindaco allo sbando nella ricerca di dare ordine a qualcosa che apparentemente era condizionato e scombussolato da tutto ciò.
Invece scopriamo che l’avvocato era una vittima del suo vizio e spesso in cura per riaversi dalla sua assuefazione, che il letto, il sesso, c’entra come in tutte le cose anche normali di questo mondo.
Un avvocato aveva un’amante ed è questo il reato?
E cioè che grazie a questa amante, al Comune di Racalmuto al posto dell’ex vigile urbano acconciato da geometra, Calogero Chiarelli, viene nominato per la prima volta nella storia repubblicana di Racalmuto, un Ingegnere con tanto di Laurea e Specializzazione!
E’ questo il reato?
Era meglio il l’ex vigile, facilone, imbroglione e che non sapeva dire di no a nessuno, neppure a sé stesso, facendosi dei favori personali per i quali è stato pure condannato?
Questo è il reato che avrei commesso?
Sulle modalità di scelta di un professionista, o di un dipendente di altra Pubblica Amministrazione, bisognerebbe chiederlo a chi di dovere, visto che ci sono leggi e regolamenti fatti osservare al Comune dalla mia Segretaria Comunale, dal Collegio dei Revisori dei Conti, dall’Ufficio Personale e fuori da Comune dal Maresciallo dei Carabinieri, previa denuncia delle persone interessate a ricoprire più o meno legittimamente tali incarichi, leggasi gli esiliati Chiarelli e Puma.
Parliamo delle persone offese, perché allontanati dai loro uffici.
Per stare tranquillo avrei dovuto forse riconfermare il Chiarelli, dopo avere constatato i suoi numerosi conflitti di interessi per i quali è stato pure condannato?
Ci riferiamo proprio alla vicenda project evocata nel rapporto del maresciallo dei carabinieri e cioè oltre che la Palladium, la storia del distributore di benzina e di un antenna per le quali come già detto il Chiarelli era stato condannato.
E quando mi sono insediato, accortomi che in uno dei tre alberghi incriminati di cui stiamo parlando era socio proprio il figlio di Chiarelli, capii, che la storia dei suoi conflitti di interesse, per pratiche che più o meno direttamente riguardavano lui ed i suoi familiari, continuava.
Ed allora decisi di allontanarlo dal suo ufficio di responsabile all’Urbanistica.
Se ho sbagliato, signori giudici, chiedo scusa, per primo al Chiarelli ed al suo compagno di sventura, il Puma che, proprio nella pratica che riguardava il figlio di Chiarelli appone la sua firma, di autorevole geometra, munito di laurea in ingegneria urbanistica, conseguita da impiegato e tenuta nascosta per parecchi anni, al fine di evitare che si leggesse che il suo posto, avrebbe dovuto essere quello di Chiarelli visto che è munito di titolo di laurea in Ingegneria Urbanistica.
In un solo caso comunque si lasciò andare nell’apporre una doverosa firma su un’autorizzazione edilizia, sulla concessione del Chiarelli figlio, per l’albergo Ambra, quello del figlio di Chiarelli, il Puma si ricordò ad un tratto di essere ingegnere specializzato in Urbanistica, ma fu tratto in inganno dal procuratore di Chiarelli, tal Eduardo Patito che egli ben conosceva ma che lo indusse in errore, tanto che quello che per gli altri è reato, per il geometra –ingegnere ed oggi, scopriamo esperto di Urbanistica, dopo la bufera Chiarelli, dicevamo, per il tecnico di più lungo corso del Comune di Racalmuto, per il più esperiente ed a questo punto più titolato, ribadiamo, per lui firmare una autorizzazione edilizia, presumibilmente illegittima, non è reato ma è stato solo frutto di un inganno, perpetrato ai suoi danni!

E se si scoprisse alla fine che ad essere ingannati sono stati tutti quanti i cittadini di Racalmuto, a seguito dei perversi meandri in cui si è incanalata una magmatica e tortuosa indagine in cui possiamo trovarci di tutto, dalla droga, al sesso, agli abusi ed alle truffe, alla mafia e quant’altro contribuisce a costituire un efficace guazzabuglio di cui va ghiotta qualche mente, più o meno malata di Racalmuto ed anche di fuori, che si può tranquillamente divertire in una lettura di fatti e circostanze che ci fanno riflettere su valore della giallistica di Leonardo Sciascia e sul fatto che a forza di leggere e rileggere le opere dello scrittore di Racalmuto, non ha fatto altro che scrivere una storia, assai simile al suo ultimo romanzo ovvero Una storia semplice.
Il finale probabilmente lo scriverò anch’io, spero a seguito di attente e veloci riflessioni che possono contribuire a spiegare che se c’è qualcuno che a Racalmuto sciaguratamente ogni tanto scompare non è perché viviamo nel paese dei Gialli o del Noir, ma è perché qualcuno lo fa scomparire.
Ma ad apparire sono sempre, chiaramente le imposture, volutamente figlie degli equivoci, dei malintesi, degli errori, di qualche timida persecuzione o più semplicemente della voglia di occultare la verità, sin dai tempi di quando si costruivano le cosiddette cattedrali nel deserto, vedi le inutili e dannose strade miliardarie che scempiavano e distruggevano tutte le campagne della Sicilia, sperperando e rubando soldi a man bassa.
E tutti coloro i quali mettevano manono, progettavano, approvavano, finanziava ed eseguivano, si fa per dire, queste proverbiali opere pubbliche figlie solo di scandalosi e furtivi investimenti, erano tutte persone per bene, che andavano regolarmente in chiesa, ingurgitavano, come direbbe sempre il nostro Sciascia, quintali e quintali di farina maiorchina, sotto forma di ostie consacrate, erano sani di mente, non facevano e non hanno mai fatto uso, nella loro vita di stupefacenti.
L’unica cosa veramente stupefacente che facevano era quella di rubare non solo soldi, ma il futuro all’Italia Repubblicana, a partire, in modo particolare, dalla seconda metà degli anni Settanta del Novecento.
Ma questa è un’altra storia, direbbe Carlo Lucarelli, quel giallista televisivo che, chissà se su questi nostri fatti che stanno a metà tra il grottesco, il ridicolo, il calunnioso, l’ingiurioso, l’infamante, l’illazione e la calunnia, gradirebbe leggere, sentire, ascoltare, alla stregua del nostro Magistrato che, giustamente, vuole capire che cosa è successo a Racalmuto.
Niente di particolare, un ingegnere ed un geometra , ex vigile, ce l’avevano a morte con me, perché non li ho riconfermato nei posti di potere e gestione della cosa pubblica, dai quali, avevano fatto, nel bene e nel male, ciò che giustamente, dal loro punto di vista ritenevano e ritengono, forse ancora oggi, giusto fare e dire contro di me, un avvocato ed un ingegnere, in questo abbondantemente seguiti da chi era interessato in vicende di alberghi e non solo, compresi loro stessi che si favorivano, chi in un ufficio e chi in un altro.
Della serie, attenti a quei due.
Eppure, nessuno si è voluto accorgere di ciò.
Si è preferito vedere dei mostri altrove, dalle mie parti o per meglio dire dalle parti di chi aveva solo commesso un grave reato di lesa maestà, quello di essere stato rieletto sindaco per la terza volta e di non avere lasciato che quel piccolo mondo, fatto di incarichi, affari e quant’altro, continuasse ad andare nella solita direzione decisa e determinata da chi in passato, facendosi a volte scudo di me si è fatto i propri interessi.
Salvo poi a coinvolgermi, come sta avvenendo anche in questa occasione, per alzare polveroni a loro vantaggio, distrarmi, farmi sprecare preziose energie che invece potrei impiegare, riversare più proficuamente nell’azione amministrativa.
In tal modo chi ha da curarsi i suoi interessi è e rimane indisturbato, nel suo ufficio, a curare i suoi affari e quelli dei suoi amici, anche quando formalmente, qualcuno lo inganna.

Non si capisce perché poi, come mai succede, che all’interno di questa inchiesta vengono catapultate storie, liti, contrapposizioni, chiacchiericcio di piazza, dicerie, problemi attinenti altri soggetti, per esempio un avvocato che tra le altre cose era il mio avvocato di fiducia in alcune cause penali è stato additato come chissà chi… si dice che avrei tolto di mezzo un tecnico comunale perché mio avversario politico. In realtà ho solo consentito la redistribuzione e la rotazione degli incarichi, assegnati, in maniera imparziale, a tutti i dipendenti dell’Ufficio Tecnico, come del resto espresso nelle motivazioni contenute negli atti amministrativi recanti la mia firma.
Si dicono cose, per esempio, quali quella secondo cui io avrei ordinato al tecnico preposto alla repressione dell’abusivismo edilizio di fare un sopralluogo per gli alberghi per rilevare e sanzionare eventuali abusi, con dei suoi esclusivi provvedimenti, a sua esclusiva firma, così come rientra tra i compiti d’ufficio per i quali è stato assunto al Comune di Racalmuto, ma vengo inspiegabilmente denunziato a mia volta, forse perché così, hanno maldestramente tentato di rovesciare la frittata su di me, sottraendosi ai propri doveri e per paura di firmare degli atti di demolizione!
Oltre ad essere una cosa assurda, questa impostura è una vergogna, degna della giallistica sciasciana, un intrigo simile ad UNA STORIA SEMPLICE, uno dei tanti biechi rovesciamenti di fronte e ribaltamento di verità che ho subito negli ultimi dieci anni.
—Se le dicessi che non credo che lei abbia “bussato” a stupefacenti …che risponderebbe…
—Non si è trattato di un ricorso a sostanze per le motivazioni di cui parlavamo poco fa, sono fatti incidentali che poco o nulla hanno a che fare con tutto quello che è successo in quel periodo…
—… personalmente…continuo a non crederlo…ma non è che per caso lei ha voluto sacrificare la sua figura, il suo ruolo di sindaco in nome di un allarme che voleva mandare ..dal punto di vista sociale…denunciare la consunzione della politica…
—Dico semplicemente che ho cercato di essere sincero rispetto a dei fatti occasionali, non posso mentire a me stesso e ad altri… da questo ce ne passa rispetto a quello che si fa in genere nelle istituzioni pubbliche, cioè si mente, ci si atteggia a farisei, non si da l’idea giusta, chiara di ciò che noi rappresentiamo. Mi spiego meglio….
—Conferma la sua debolezza…anche se ci sarebbe da precisare che certe sostanze non si trovano ad ogni angolo di strada…ma lasciamo stare… è consapevole di questo allarme da lei lanciato…
—Come no, se può servire questo e credo che è servito … sono convinto che bisogna fare una battaglia contro tutte le devianze che ci sono nella nostra società e che riguardano anche il mondo delle pubbliche istituzioni… spesso si preferisce mentire e non si vuole spettacolarizzare come ho fatto io anche se, in fondo si è trattato di eventi occasionali che una volta diventati di dominio pubblico, rischiavano, diversamente, di trasformarsi in una sorta di etichetta, apposta ad un prodotto fuori commercio!
Ho smesso da più di un anno persino di fumare.
Non avevo allora e non ho oggi alcun vizio.
Sul mio conto hanno esagerato …
—vuol dire che la sua è stata una esagerata voglia di visibilità…
—…in questo caso no…
—lei comunque si è almeno analizzato…si è scoperto un “cupio dissolvi” in questa sua vicenda? Un disgusto della politica …
—…più che altro ho scoperto di essere stato perseguitato a mia insaputa da circa dodici anni a questa parte, a causa di una battaglia politica spinta da qualcuno alle estreme conseguenze e trasferita negli atti giudiziari.
Perseguitato per una serie di vicende , per semplici casi di abusivismo le cui competenze erano di altri perché mai ho interferito con il tecnico responsabile né nelle precedenti legislature né adesso…ci sono prove e riscontri di quello che dico.. e poi si andava a finire invece sul sindaco…vedi discoteca Palladium, pompa di benzina ecc.
…insomma un po’ di disgusto della politica si è fatto strada…
…si è fatto strada il disgusto per la scorrettezza , la delazione gratuita, calunniosa, il fatto di essere consapevole che i responsabili sono altri che hanno individuato nel sindaco un soggetto da bersagliare…perché ci si deve sbarazzare di un uomo, di una storia, di una persona che ha contrastato una miriade di grossi interessi con cifre iperboliche, che ha cercato di consentire un’equa redistribuzione della ricchezza a Racalmuto, attraverso la partecipazione attiva di tutti i cittadini….
—Parliamo del futuro, consoliamoci con le realizzazioni che deve mandare avanti…
—Una delle realizzazioni per la quale mi sono speso in termini di coinvolgimento dell’intera cittadinanza, chiamando all’appello tutti i Racalmutesi è l’utilizzo dei fondi di compensazione dell’ Anas che ammontano attorno a due milioni di euro, in una Racalmuto che, grazie al raddoppio della strada Statale 640 ed alla realizzazione di otto chilometri di viabilità secondaria, al servizio di una vasta area interessata da numerose attività produttive, nei settori artigianale, industriale e commerciale, nonché l’unico circuito automobilistico attivo dell’Italia Meridionale ed un grosso Centro Commerciale, sta diventando uno degli epicentri del rilancio economico della provincia di Agrigento.
Poi abbiamo una serie di interventi che riguardano tutte le scuole di Racalmuto, ci sono più di due milioni di euro finanziati e a giugno ci saranno le prime gare.
—Sul fatto culturale..la designazione di Catalano a direttore artistico del teatro è stata decisiva…
—Anche questo mi ha creato qualche inimicizia di troppo… abbiamo fatto con 55mila euro, tutti soldi del comune, spettacoli invidiabili di alto livello…insieme a spettacoli di musica leggera…
—Sul cinema invece?
—Abbiamo preso dei contatti col direttore generale di Cinecittà che è stato qui l’altro giorno per fare delle produzioni con la Sicilia come set cinematografico..
—Per chiudere questi discorsi, ci possiamo lasciare tranquillamente senza pensare al cupio dissolvi, all’horror vacui, alla depressione “post victoriam”…
—Ho sempre riempito di contenuti la mia esistenza e quella del mio paese, credo di avere fatto la mia parte.. poche ore fa sono stato piacevolmente a parlare con l’arciprete di Racalmuto e si parlava di sant’Agostino, peccatore e santo, non credo che tirare fuori fatti personali sia un atteggiamento sbagliato, ritengo semplicemente che un uomo pubblico deve farlo e tutto ciò non può e non deve condizionare l’operato di chicchessia…mi sono attenuto alle leggi e ai regolamenti. Il paradosso è che non si sa in base a quali leggi ,in base a quali regolamenti dovrei essere processato. Ho controllato, ho programmato, ho indirizzato, ma non ho mai interferito nella attività di gestione perché le leggi sulle autonomie locali, non ci consentono di porre in essere atti di gestione.
—Ha lasciato intendere che tra non molto mollerà tutto, un addio alla politica
—In queste condizioni è chiaro, è venuto meno il rispetto della dignità degli uomini, si può anche sbagliare ma questo non significa coltivare a oltranza sentimenti di rancore, odio o vendetta. Non appartengono alla mia educazione.
—Anche lei “se ne ricorderà di questo paese” come sta scritto sulla lapide di don Leonardo.
—In questo paese abbiamo proposto a teatro “la commedia di Candido”…
—…in questo paese “quanto lontano dalla Ragione”…lo dice Lui…
—No, se riferito a tutto il paese, ci riferiamo a una ristretta cerchia di persone che continuano ad alimentare false fedi e a tentare di distruggere, delegittimare, denigrare…

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