di Salvatore Petrotto il 25 luglio 2010 (articolo visto 120 volte)

Leonardo Sciascia, Racalmuto, contrada Noce ed il piacere della letteratura

Racalmuto, Leonardo Sciascia, la sua contrada Noce ed il miracolo della sua pagina letteraria.

E’ più che evidente, inoltre, che il luogo della quiete agreste, dove lo scrittore si riconciliava col mondo intero, scrivendo od anche polemizzando, quando era necessario, era ed è quella contrada Noce, quella suggestiva campagna racalmutese, dove tra ulivi saraceni, mandorli e vigneti, si sprigionava tutto quell’estro letterario che conosciamo, nonché la sua forza di intellettuale a tutto tondo.
Qualcuno potrebbe sostenere che si tratta del cosiddetto genius – loci, per cui Racalmuto diventava la metafora morale, civile, spirituale e letteraria di un mondo la cui visione sciasciana ne ha dilatato i contenuti, ne ha fatto apprezzare i valori autentici e lo ha reso conturbante, ammaliante, affascinante.
In altri termini, la visione prospettica, fortemente dialettica delle cose di questo mondo, in Sciascia ha contribuito ad esaltare i sapori della vita, ci ha fatto provare il gusto e l’orgoglio di essere siciliani veri e, nello stesso tempo, cittadini del mondo.
Un miracolo, questo, che si avvera ad ogni pagina dei suoi libri, intrisi di quelle essenze tra le più intime, ma anche scenografiche e spettacolari della mentalità e della cultura siciliana.
Non riscontriamo il vittimismo verghiano e neanche il gattopardiano destino che ti inchiodano sulla croce di un martirio senza speranza.
No, in Sciascia troviamo i germi di un grande apprezzamento per la nostra terra ed i conati di una profonda ribellione contro l’antistato, la mafia ed ogni forma di potere inquisitorio, cieco e violento.
Ad animare l’azione in difesa dello Stato, ovvero dello stato di diritto, sono degli umili ed integerrimi servitori proprio di quello Stato che nelle sue articolazioni deviate, invece, tenta di affermare i disvalori dell’eversione, della negazione della giustizia giusta.

Chissà quanto la campagna di Racalmuto, i personaggi della quotidianità, il circolo di Racalmuto, l’arciprete o il farmacista, od ancora le figure storiche e leggendarie della sua Regalpetra, hanno influito nel fargli maturare il senso del fluire della sua pagina letteraria o della sua visione teatrale e cinematografica della vita di un paese, dove non solo egli è nato, ma dal quale mai si è distaccato, tanto da voler riposare nel nostro cimitero.

* Sindaco di Racalmuto e Presidente della Fondazione Leonardo Sciascia

La copertina del mio primo libro.

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