di Salvatore Petrotto il 7 agosto 2010 (articolo visto 150 volte)

Che tristezza, quante falsità, quanto odio contro un paese, quanta voglia di distruggerlo. RACALMUTO ED I SUOI BARI

Purtroppo, a causa di una improvvida e nefasta inchiesta giudiziaria, dal mio punto di vista totalmente campata in aria, sono stati sottoposti a sequestro giudiziario, ormai da più di due anni, tre piccole strutture ricettive nel centro storico di Racalmuto che avrebbero potuto dare ulteriori risposte occupazionali.

Chiaramente si tratta di un’iniziativa da parte del locale Comando dei Carabinieri, in un tentativo disperato di mettere a segno un colpaccio propagandistico, con degli speciali effetti in termini di spettacolari blitz che hanno danneggiato enormemente non solo l’economia, ma anche l’immagine di Racalmuto oltre che scoraggiato irrimediabilmente tutti gli imprenditori locali e non.
Un maresciallo, da oltre undici anni in servizio a Racalmuto, per motivi che dovrà spiegare in tutte le sedi, ha tentato di fare arrestare un intero paese tra politici, tecnici comunali, professionisti ed imprenditori.

Ha prodotto e trasmesso alla Procura della Repubblica di Agrigento, montagne di carte contenenti intercettazioni telefoniche a carico di due tecnici, convinto come era di avere scoperto una mega associazione a delinquere, con al suo interno un intero paese.

A Racalmuto ci aspettiamo lo stesso zelo ed accanimento giudiziario per cose ben più gravi e che riguardano sparizioni e lupare bianche.

Non con azioni dimostrative ed eclatanti, magari all’indomani delle proteste di familiari di vittime e cittadini inermi.

Non con intercettazioni a carico solo di persone la cui condotta morale e civile risulta, dalle stesse intercettazioni, specchiata.

Ma il danno al paese che rappresento è stato fatto, a causa di un inspiegabile nervosismo di una persona che da oltre dieci anni insegue discoteche, pompe di benzina, bar ed alberghi e tante altre attività economico-produttive di Racalmuto.

Perché questo accanimento contro l’economia di un paese?
Chi sono i delinquenti, tutti quei professionisti, tecnici comunali, politici ed imprenditori che si sono sforzati di costruire un futuro di sviluppo e lavoro per i tanti giovani disoccupati?
E’ da oltre dieci anni che assisto a sequestri di cantieri di lavoro ed al fermo giudiziario di quasi tutte le attività produttive di un intero paese.
Ma se poi, come è da sempre successo, si dimostra, ma solo dopo anni, quando il danno è fatto, che quei sequestri erano e sono ingiusti ed ingiustificati, come la mettiamo?
Credo che nel caso di Racalmuto, si tratti di una forte e pesante ingerenza in fatti amministrativi e che attengono la sfera della politica locale e regionale.
Mi spiego meglio.
Se un paese registra qualche problema urbanistico, rilevato magari sempre dallo stesso tecnico nominato dalla Procura della Repubblica, al posto del tecnico comunale che invece è preposto a svolgere le attività di controllo, credo che ci sia qualcosa che non quadra.
Che bisogno aveva ed ha sempre avuto, la locale stazione dei Carabinieri di Racalmuto, da dieci anni a questa parte, di farsi nominare dalla Procura della Repubblica un tecnico, sollevando da tale incarico il tecnico comunale preposto?
Perché?
Perché non si è lasciato fare a chi aveva la competenza di effettuare i controlli richiesti?
Ritengo che in materia urbanistica sono caso mai il Consiglio Comunale di Racalmuto e l’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente gli organi istituzionali preposti a definire le pratiche urbanistiche e non il maresciallo dei Carabinieri!
Che c’entra il maresciallo con i controlli edilizi che avrebbero invece dovuto effettuare il Corpo dei Vigili Urbani, assieme al Tecnico preposto?
Perché sistematicamente si è imboccata la via giudiziaria, quando a sanare tutto, con dei provvedimenti di carattere generale e che riguardano ormai, come è noto, l’intero paese, sono preposti il Consiglio Comunale e l’Assessorato Regionale competente in materia urbanistica?
Se tutto quanto è stato rilasciato dall’Ufficio Tecnico di Racalmuto, a seguito di tutti i controlli eseguiti, risulta sempre illegittimo, malgrado abbiano ricoperto l’incarico di responsabile dell’Urbanistica, a rotazione, tutti i tecnici comunali di Racalmuto, ed allora delle due una.
O tutti quanti i tecnici del comune di Racalmuto sono incompetenti e/o deficienti, compresi gli oltre cinquanta tecnici esterni che hanno fatto parte, nel tempo, delle varie commissioni edilizie comunali.
O piuttosto c’è qualcosa, o più di qualcosa di sbagliato, come è sempre emerso nelle sedi giudiziarie, negli accertamenti disposti, guarda caso, avvalendosi sempre di tecnici esterni al Comune di Racalmuto e mai facendo ricorso a chi è pagato dal Comune per svolgere questo lavoro.
Ed il maresciallo dei Carabinieri di Racalmuto, questo lo sa bene, perché al Comune di Racalmuto fin dal 1994 è stato nominato un tecnico con queste specifiche funzioni, come previsto dalla legge contro la repressione dell’abusivismo edilizio.
Ed è l’unico che per legge è preposto ad effettuare questi controlli e ad emettere i provvedimenti finali, comprese ordinanze di demolizioni e/o sanatorie edilizie.
Eppure si è sempre preferito farsi nominare, anche in prima battuta, un tecnico dalla Procura della Repubblica!
Perché non è stato consentito al tecnico comunale di fare il suo lavoro, per il quale è pagato e si è sempre preferito fare ricorso a chi non era e non è preposto a fare ciò che la legge prevede, ostacolando il lavoro del Comune?
O forse è stato scavalcato il Comune ed il tecnico incaricato che è l’unico lo ribadiamo per come prevede la legge, preposto ad effettuare tali controlli, per denunciare sistematicamente il sindaco?

Chiedo, alle Forze Politiche tutte, a tutti i miei Concittadini, di aiutarmi a trovare queste poche risposte a dei semplicissimi interrogativi.
Per delle spettacolari indagini dal profilo palesemente calunnioso nei confronti di un intero paese, per una sorta di prevaricazione, si è preferito tentare di impedire qualsiasi forma di attività economica e produttiva.
Bisogna fare in fretta, nell’interesse generale dell’intera collettività che rappresento, nel chiedere con forza il dissequestro di tutti quei cantieri bloccati per delle, chiamiamole pure sviste investigative.
Tutto il castello accusatorio fin qui costruito va, in tutta fretta, smontato pezzo per pezzo per il bene di Racalmuto.
Ci sono tutte le condizioni legittime e legali per far dissequestrare tutti gli immobili che, anche a voler accordare tutta la buona fede di questo mondo, sono stati posti sotto sequestro, come sempre, purtroppo, in maniera del tutto ingiustificata.

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