Dal prossimo anno, la gestione dei rifiuti, ritorna in parte ai Comuni. Anche a Racalmuto ci stiamo attrezzando.
Alla Segretria Comunale
Letizia Scibetta
Al responsabile dell’Ufficio
Personale
Salvatore Sardo Viscuglia
Al Capo dell’Ufficio Tecnico
Francesco Puma
Al responsabile dell’Ufficio Ecologia
ed Ambiente
Ignazio Romano
Si invitano i Pubblici Funzionari del Comune di Racalmuto, in indirizzo, ciascuno per le sue responsabilità, di attivare le procedure per consentire l’effettuazione delle visite mediche per quei dipendenti comunali di ruolo che hanno lamentato delle loro inidoneità a svolgere determinati servizi, perchè affetti da patologie invalidanti.
In particolare, ci si riferisce alle dieci unità che dovrebbero svolgere le mansioni di operatori ecologici, addetti cioè allo spazzamento delle vie del paese ed alla raccolta di erbacce e rifiuti e che invece, inspiegabilmente, ad oggi non sono utilizzati per tali mansioni.
Il che provoca un grave nocumento per le tasche dei cittadini e per il bilancio del comune.
Infatti alla luce della nuova normativa in materia di raccolta e smaltimento di rifiuti solidi urbani, i Comuni possono attivarsi direttamente nell’espletamento di taluni servizi di igiene ambientale con il personale alle proprie dipendenze.
Ci riferiamo allo spazzamento delle strade e di tutti gli spazi pubblici, oltre che alla raccolta differenziata.
Attualmente tali servizi vengono assicurati, in virtù di un veccchio contratto dell’A.T.O., peraltro già scaduto e semplicemente prorogato, da ditte e personale sterno al Comune, con enormi aggravi di spesa.
Ma trattandosi di servizi regolati da un contratto già scaduto e che vige in regime di prorogatio, ci si deve organizzare immediatamente con il personale comunale, (i mezzi li fornirà la società di gestione dell’A.T.O. rifiuti), a gestire l’intero ciclo dei rifiuti.
Se non si procede in questa direzione, ci si renderà responsabili di un aggravio di spesa a carico del bilancio comunale e dei cittadini di Racalmuto di non meno di 400 mila euro, costo quest’ultimo che contribuirà, sicuramente, a mandare in dissesto i conti del Comune di Racalmuto, con conseguente mobilità per i dipendenti comunali ed ulteriori inasprimenti fiscali a carico dei cittadini di Racalmuto.
Per scongiurare questo pericolo, si invitano pertanto, i responsabili degli uffici pubblici in indirizzo, a provvedere con cortese sollecitudine nell’elaborare i necessari adempimenti di legge, per saggiare l’idoneità del personale di ruolo e, se necessario, anche di quelli a contratto a tempo determinato.
Poi si rivelerà immediatamente necessario interagire con i tecnici della società di gestione dell’A.T.O., di cui fa parte il Comune di Racalmuto, al fine di organizzare i servizi, quali l’istituzione e l’apertura nel nuovo centro comunale di raccolta dei rifiuti differenziati che dovrà essere messo a disposizione dei Comuni di Grotte e Castrofilippo ed i cui costi di gestioni, dovranno essere ripartiti su tutti e tre i comuni che usufruiranno di questo basilare servizio di igiene ambientale.
Appena aperto il centro comunale di raccolta di Racalmuto, si potrà utilizzare parte del personale del Comune, di ruolo ed a contratto a tempo determinato, per assicurare la raccolta differenziata, porta a porta.
Se ci si adopera, entro il mese di settembre, ad avviare a pieno regime il centro comunale di raccolta, nonchè ad assicurare la raccolta differenziata porta a porta, potremo scongiurare per il prossimo anno la dichiarazione di dissesto finanziario, così come, purtroppo, sta accadendo per tanti comuni dell’agrigentino, compreso il capoluogo.
Vi ringrazio, nell’interesse dell’Ente che legalmente rappresento ed a nome di tutti i concittadini che assieme a voi, tutti quanti, abbiamo il dovere di tutelare, assicurando loro dei servizi che, purtroppo, attraverso l’istituzione degli A.T.O., ad oggi hanno solo contribuito a dissestare le finanze di tutti i comuni siciliani ed i genere del Sud Italia, nonchè i bilanci di tuttel le famiglie.
A noi l’ingrato compito di ritornare a gestire a livello comunale, come facevamo sino al 2007, i servizi ecologici e di igiene ambientale, per ritornare ad assicurare l’osservanza di quei criteri di efficienza ed economicità che dovrebbero stare alla base di ogni tipo di gestione dei pubblici servizi, ma che con gli A.T.O. (Ambiti Territoriali Ottimali), nati per risparmiare sui costi ed ottimizzare i servizi non sono stati per niente osservati.
Invece l’unico disastroso servizio che sono riusciti ad assicurare proprio gli A.T.O., come ben abbiamo sperimentato, è stato non solo quello di triplicare i costi a carico dei cittadini e dei Comuni, ma anche quello di lasciarci sommersi, travolti, sotto il peso di rifiuti di ogni genere provocando solo disastri ambientali e debiti per oltre un miliardo di euro solo in Sicilia.

