Oscura ed altalenante è stata la parabola, ormai irrimediabilmente discendente, dell’imprenditore sotto scorta, l’agrigentino, Giuseppe Burgio, ex reuccio della grande distribuzione alimentare in Sicilia.
Oscura ed altalenante è stata la parabola, ormai
irrimediabilmente discendente, dell’imprenditore
sotto scorta, l’agrigentino, Giuseppe Burgio, ex reuccio della
grande distribuzione alimentare in
Sicilia.
Prima fu ritenuto un mafioso: alcuni anni fa scontò infatti qualche anno di
carcere.
Poi scelse la strada
della collaborazione con l’Amministrazione
della Giustizia, facendo arrestare e condannare numerosi soggetti, ritenuti
malavitosi e/o mafiosi a vario titolo.
Tanto da ‘meritare’ una scorta armata che gli è stata
assicurata, sino ad oggi, notte e giorno.
Adesso, con ulteriore somma meraviglia, si scopre che con il
suo C.D.A. (Centro di Distribuzione Alimentare), ed i suoi supermercati, Market Ingross e Di Meglio, ha prodotto debiti, buchi di bilancio ed evasioni contributive, nei confronti dell’INPS, per svariate decine
di milioni di euro.
I suoi soci, numerose aziende del settore e centinaia di
lavoratori, sono stati truffati dal Burgio che è stato denunciato in tutte le
sedi civili e penali.
Adesso arriva, ancor
prima della sua ipotetica bancarotta fraudolenta, una SENTENZA DI FALLIMENTO.
Giuseppe Burgio è
stato dichiarato fallito dal Tribunale Civile di Agrigento, con una sentenza risalente al
15/12/2011, recante le firme congiunte
del collegio giudicante composto dai Giudici Marco Salvatori, Daniela Nunno e
Nelly Gaia Mangiameli.
Il fatto di avere vissuto sotto scorta per anni, quando da
presunto ex mafioso, si trasformò in
pentito, a quanto pare non gli ha impedito di fregare enti previdenziali,
aziende e lavoratori.
In questi ultimi
mesi, ha fatto infuriare tutti coloro i quali, a vario titolo, avevano
avuto a che fare con lui.
Tutti quanti, aziende ed operai, si sono precipitati al
Tribunale di Agrigento, riservandogli bordate e raffiche di denunce, a non finire.
Anche perché, mentre non pagava i suoi dipendenti, da amante qual’era di
Porsche, trovava il modo di comprarsene due, ovviamente con il solito metodo, e
cioè senza pagare.
Tant’è che anche le Porsche, gli sono state sequestrate
dalle autorità giudiziarie.
Adesso i creditori sono alla ricerca del suo tesoretto che,
a quanto pare, ha preso il volo verso l’estero.
C’è chi dice che una ventina di milioni di euro il Burgio li
ha illecitamente esportati in Inghilterra.
Soldi, anche questi, amabilmente sottratti al fallimento, in
maniera elegante ed impeccabile.
La storia personale di Burgio, ci fa pensare ad Arsene
Lupin, il famoso ed affascinante ladro gentiluomo, protagonista di una
riuscitissima serie di telefilm francesi.
Ricordate l’ambientazione delle scene, in cui operava Lupin?
Belle donne ed automobili di lusso, sempre alle
prese con avvincenti avventure, immerso
negli sfarzi ed i lussi.
Intento a nutrirsi diligentemente di ostriche, caviale e
champagne.
Un uomo da tarda Bella Epoque.
Ecco, sempre in questo modo è stata tratteggiata la figura
di Giuseppe Burgio.
O se preferite, un ulteriore pirandelliano gioco delle parti, nell’immaginario
collettivo degli Agrigentini, il Burgio veniva accostato ad un suo più blasonato omologo,
del nostro tempo, ovvero paragonato ad una sorta di Flavio Briatore di
provincia!
Ora, il Burgio mafioso, il Burgio Antimafioso, è forse
ritornato ad essere quello che originariamente era, da giovane.
Un perfetto fallito!
Adesso un fallito con
tanto di sentenza del Tribunale di Agrigento!
Un fallito, costretto
a subire la spinta dei creditori truffati e dei lavoratori, a dir poco arrabbiati per
essere stati costretti, per svariati
mesi, a non ricevere lo stipendio.
Molti di loro, si sono barricati dentro i supermercati,
ottenendo una sorta di parziale risarcimento di quanto dovuto dal Burgio, in natura, ovvero rifornendosi di generi
alimentari.
Tutti quanti, operai e creditori del Burgio, sono stati
ridotti, come ben si può capire, a pane
ed acqua.
Mentre, sempre il Burgio, non più tardi di un anno fa, a Livorno, dopo le scorribande inglesi, varava
un panfilo del valore di svariati milioni di euro che, a chi c’è salito
sopra quel panfilo, anche questa
lussuosissima imbarcazione, sembra essere nella sua disponibilità!
Il grande viveur, Burgio, dopo essere stato arrestato, alcuni anni fa.
Dopo essersi pentito e perciò essere stato scortato per anni.
Adesso, riteniamo che la scorta, probabilmente gliela dovranno assicurare da qualche altra
parte.
Onde evitare che continui a fare danni in giro, tra la
gente, le aziende ed i lavoratori che ha
ridotto tutti quanti sul lastrico; anche grazie alle sue manie di volere vivere
alla grande ed a spese di chi produce e di chi lavora.
Magari mantenendo fede al vizietto di tanti che è quello di
far abracadabra con i soldi, facendoli scomparire con i soliti trucchi del
mestiere.
Come si suole dire, in questi casi, pagare e morire più
tardi che si può.
Ed il nostrano imprenditore agrigentino, Giuseppe Burgio, ha preferito le Porsche, i panfili, la bella
vita ed il trasferimento di capitali all’Estero, piuttosto che pagare quanto
dovuto a chi di dovere.
Salvatore Petrotto

sig Petrotto proprio oggi che siamo strapieni per le scorpacciate alimentari ci parla di certa gente che fa venire il voltastomaco?
Comunque a parte la battuta, grazie a gente come voi che riesce a raccontare queste brutte storie purtroppo reali e impunite, io da ex dipendente ne ho viste di tutti i colori in quella azienda ma purtroppo in Italia la giustizia non é giustizia e quindi i poveracci come me, che vanto un credito di lavoro, non avranno niente e i lecchini e gragari se la spasseranno.
Grazie
Se volete assistenza legale, io sono a vostra disposizione, per quello che posso fare.
Le ricordo che, da questo soggetto io ho ricevuto dei danni incalcolabili, per le falsità da lui raccontate.
Si tratta di un uomo che è riuscito ad ingannare le autorità giudiziarie e le forze dell’ordine, coprendo di calunnie e debiti, tantissima gente.
Grazie a Lei se si vuole aggiungere al coro di coloro i quali, come me e Lei, abbiamo, tutti quanti subito l’arroganza, la prepotenza, le angherie di questo individuo che, da prestanome qual’era, buono a riciclare solo soldi di dubbia provenienza, si è trasformato in un falso eroe antimafia. Speriamo che la Giustizia, riguardo a soggetti del genere, faccia sino in fondo il suo corso.
caro sig.petrotto
come mai ha il dente cosi avvelenato con giuseppe burgio?
Sarebbe giusto spiegare come mai visto che sembra informatissimo sulla vita privata di questa persona.
Ci racconti come mai questo livore.
Bisognerebbe farsi raccontare da Lui, cosa ha detto e fatto in questi lunghissimi anni di sua impunità!
Io non nutro alcun sentimento di livore nei confronti di un individuo, col quale mai ho avuto a che fare, in vita mia.
Piuttosto gli chieda Lei, se lo conosce, mi scusi l’impertinenza, come mai, visto che mai, il sottoscritto ha avuto a che fare con questo tizio, si è messo in bocca, in maniera del tutto fuoriluogo, fuorviante e falsa, il mio nome, a proposito di cose che appartengono alla ssua forma-mentis ed al suo modus-operandi. Di quando cioè, banchettava e decideva sul da farsi, relativamente alle sue attività economiche, con i fratelli Di Gati, per sua stessa ammissione. Considerati, inizialmente, da Lui, amici e validi interlocutori. Salvo a pentirsene dopo!