Un autentico professionista dell’antimafia dei rifiuti: Il Presidente di Confindustria Agrigento e Vice Presidente di Confidustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro!
La saga degli imprenditori agrigentini di successo, ne
annovera uno che è il portabandiera della categoria. Un autentico professionista dell’antimafia dei
rifiuti!
Ci riferiamo al presidente di Confindustria Agrigento, nonché
vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro: uno dei ras delle
discariche in Sicilia.
Uomo abile nel guadagnarci per ben due volte sui rifiuti di
mezza Sicilia, con la sua discarica di Siculiana.
Con i macchinari che egli utilizza, per selezionare e
rivendere i rifiuti, raccolti in maniera indifferenziata, assieme ad altri imprenditori agrigentini, fa pagare un centinaio di euro per ogni tonnellata
di immondizia a lui conferita, in quella che,
in origine era una discarica pubblica
E poi, per ogni singola tonnellata, egli, assieme ad altri
suoi colleghi, smista alluminio,
carta e quant’altro ha un valore di mercato e nelle vesti di bottegaio, si
rivende il tutto a peso d’oro.
Intelligenti i nostri amici imprenditori agrigentini,
siciliani o campani!
Anziché darci i soldi
per l’alluminio, la carta, la plastica, il vetro e quant’altro
ha un valore commerciale, come
prevede la legge sulla raccolta differenziata,
essi svolgono un’attività di
intermediazione parassitaria!
Si rivendono ai consorzi che riutilizzano i rifiuti
riciclabili, quei rifiuti che per noi dovrebbero essere un
guadagno, se li vendessimo attraverso i
comuni o noi cittadini direttamente, ai centri di raccolta differenziata.
Per la raccolta dei
rifiuti ed il loro relativo smaltimento, noi mica paghiamo una tassa
facoltativa!
Tutte quante le famiglie italiane, pagano una tassa
obbligatoria!
Non è che possiamo rifiutarci di conferire i nostri rifiuti
e smaltirli per conto nostro, senza pagare la relativa tassa!
Assolutamente no!
Nell’agrigentino, ad esempio, come si suole dire in
siciliano, dobbiamo ‘sbattiri lu mussu’
contro Catanzaro ed altre due ditte, la SAP e l’ISEDA!
Ditte, queste ultime,
la SAP e l’ISEDA , che ormai da 4 anni,
operano in regime di assoluto monopolio.
Ciò avviene da quando è diventato operativo l’ ATO rifiuti
AG 2, comprendente 19 comuni agrigentini, compreso il capoluogo.
In che cosa consiste questo loro monopolio, presto detto.
Un’amabile signora originaria di Palermo, la dott.ssa Teresa
Restivo , due anni fa, è stata
eletta dai sindaci che hanno la
maggioranza dell’ATO AG 2, amministratore unico della relativa società di gestione.
Poi, sempre la signora Restivo è stata nominata, dalla Regione Sicilia, commissario straordinario per sciogliere e mettere in liquidazione, la società pubblica dell’ATO AG 2.
In questi ultimi due anni, così come nei due precedenti, sapete che cosa è successo?
Non si sono più potute celebrare delle pubbliche gare d’appalto,
per affidare tali delicati servizi di
igiene ambientale!
Più di duecentomilioni di euro di servizi, sono stati
affidati, senza gara, direttamente e con
delle proroghe del costo di circa 50 milioni di euro l’anno, alle aziende
agrigentine, SAP ed ISEDA!
I costi e la tipologia dei servizi sono stati, di fatto, imposti dalle due ditte in questione, compresa
la tecnica di raccolta indifferenziata, funzionale all’utilizzo degli impianti
di smaltimento del raggruppamento di
imprese.
SAP, ISEDA e Giuseppe Catanzaro, come dimostrano i fatti, si sono imposti in maniera vessatoria, guadagnando a spese della
collettività, direttamente ed
indirettamente, con la rivendita dei rifiuti, più del triplo, di quanto sarebbe
equo e giusto guadagnare per tali servizi.
All’unico bando elaborato e pubblicato, dopo 4 anni di
servizi gestiti a colpi di centinaia di milioni di euro di proroghe, hanno partecipato sempre e solo loro!
E per proseguire il
servizio?
Si sono rifiutate di accettare le condizioni previste dal bando
e non hanno stipulato il contratto!
Cosicché, obtorto collo, si è dovuto procedere con un quinto anno di
proroga, ad un costo superiore a quanto previsto dal bando pubblico.
Della serie, ‘o ti mangi sta minestra o ti iettu di la finestra’.
Al che, a ridosso delle feste natalizie, per favorire la
firma dell’ulteriore proroga e scongiurare l’emergenza rifiuti ad oltranza, è stata
inscenata la solita protesta!
Con il solito sciopero degli operai delle ditte che
non ricevono stipendi da alcuni mesi, lo sporco giochino, ed è il caso di dirlo,
visto che parliamo di ‘munnizza’, ancora una volta è riuscito!
L’ennesimo ricatto,
ha sortito i soliti effetti speciali e straordinari sperati!
E’ bastata la solita interruzione di pubblico servizio, con le
note conseguenze, consistenti nell’ormai classico accumulo di montagne di rifiuti, abbandonate per qualche settimana in mezzo
alle strade, a ridosso delle festività
natalizie.
I soliti falò di rifiuti, prenatalizi, per riscaldare l’ambiente
e perché non si dica che abbiamo trascorso un Natale al freddo ed al gelo!
Ed ovviamente per le solite ditte monopoliste, come si suole
dire, per i soliti noti, le jeux son
fait, i giochi cioè, sono stati, ancora una volta, coronati dallo scontato successo!
Quello di ottenere la quinta proroga, in cinque anni.
Ed a quale
prezzo, mi direte?
Ma il costo ed i guadagni lo hanno di fatto stabilito
loro stessi: SAP ed ISEDA!
Si sono fatti un bel regalo di Natale!
Hanno accettato di proseguire il servizio a partire dal capodanno 2012, grazie
ad una strenna natalizia , ad un nostro regalo , mi riferisco a famiglie e
comuni.
I costi imposti che dobbiamo tutti quanti pagare, in un
anno, nei 19 comuni dell’ATO AG 2, per
la sola raccolta dei rifiuti e trasporto in discarica, quella di Catanzaro, sono stati maggiorati di oltre sei milioni di euro!
Adesso, escluso tanti altri servizi, pagheremo tutti quanti, cittadini e comuni, quasi 50
milioni di euro, anziché i poco più di 40 milioni, previsti nel bando pubblico!
Un bel regalo di Natale, no!
Famiglie ed aziende agrigentine , dobbiamo continuare a pagare questo servizio, o per meglio dire
disservizio pubblico, gestito con costi
e relative tasse, tra le più care d’Italia,.
Ancora una volta, l’ATO di Agrigento gioca al rilancio!
Come se non bastassero le illegittime proroghe per centinaia
di milioni di euro: Rien ne va plous!
Nulla vale niente!
Delle precise denunce su questo scandalo agrigentino,
assieme a quello dell’altra ,
altrettanto scandalosa, gestione dei servizi idrici , all’inizio dello scorso anno, sono state presentate alla Procura della
Repubblica di Agrigento.
Ma intanto, se i comuni non pagano le loro ulteriori
quote che integrano quanto incassato con
le salatissime bollette, pagate da famiglie ed aziende, il presidente
di Confindustria Agrigento, in persona, e cioè il vicepresidente regionale di
Confindustria Sicilia, Giuseppe
Catanzaro, si fa trovare davanti ai cancelli chiusi della discarica, impedendo
l’ingresso di centinaia di auto
compattatori carichi di rifiuti.
Di fatto provocando un’interruzione di un pubblico servizio!
Qualche anno fa, se i sindaci, quando le discariche erano
pubbliche, si fossero azzardati di
chiuderle, sarebbero stati processati e condannati per interruzione di pubblico servizio!
Adesso che le pubbliche discariche sono cadute nelle
disgraziate mani dei privati, tutto è concesso!
Da Napoli, fino in
Sicilia, assistiamo ad una sorta di sospensione delle leggi sui pubblici
appalti ed a quelle relative all’igiene
ed alla salute pubblica!
La conseguenza di tali chiusure, le
conosciamo fin troppo bene!
Montagne di rifiuti
che marciscono, anche per mesi interi, in mezzo alle strade, con le
gravi conseguenze igienico-sanitarie che tali inconsulte decisioni del
Catanzaro, nel nostro caso, comportano.
Il Catanzaro fa trovare il cancello sbarrato della
discarica, ogni qual volta decide di punire i comuni non in regola con i
pagamenti!
Chiude cioè quell’immondezzaio
che, quel fosso, che per lui vale oro ed abilmente sottratto al comune di Siculiana.
Catanzaro come Caronte, il dantesco nocchiero della livida palude?
Lo strumento utilizzato dal Catanzaro, per acquisire quel sito, dove attualmente
scaricano i loro rifiuti, più di un centinaio di comuni siciliani, è stata la produzione di un dossier, pieno zeppo di denunce, contro il mondo
intero!
Alcune delle sue denunce,
si sono rivelate calunniose, alla luce
dei fatti ed a seguito di inappellabili sentenze definitive.
Ci riferiamo, in modo
particolare al processo, per concorso esterno in associazione mafiosa,
intentato , quattro anni fa, contro l’allora sindaco di Siculiana, Giuseppe Sinaguglia
che era a capo di un vasto movimento
contro l’istituzione degli ATO (Ambito Territoriale Ottimale) rifiuti.
Ma l’insano disegno strategico e soprattutto economico, doveva
per forza realizzarsi, a spese di un’intera
collettività e dei comuni siciliani.
Comuni avviati tutti
quanti verso il fallimento, a causa di più di un miliardo di euro, di
buchi nei bilanci, accumulati a partire dall’avvento, proprio degli ATO
rifiuti.
Tolto di mezzo il sindaco di Siculiana e gli altri pubblici amministratori che si
sono schierati in prima linea contro le selvagge gestioni dei servizi di
raccolta e smaltimento dei rifiuti, nonché di quelli idrici, i vari Catanzaro e
company, hanno avuto campo libero, anzi per meglio dire, discariche libere!
Nell’agrigentino
abbiamo scoperto, a nostre spese, quanto
conta il furore giustizialista di
qualche professionista dell’antimafia, insinuatosi nei gangli vitali delle già
poverissime economie familiari e dei dissestati
bilanci comunali.
Il sindaco di Siculiana è stato dichiarato decaduto e processato per mafia, assieme al suo capo ufficio tecnico, l’ing. Pasquale
Amato ed al comandante dei vigili
urbani.
Anche il Consiglio Comunale di Siculiana è stato sciolto per mafia!
Tutte e tre, sindaco ed i suoi due funzionari, qualche anno dopo, sono stati assolti, con una inappellabile e
risarcitoria sentenza!
Ma a Siculiana, ogni tanto basta evocare alcuni fantasmi del
passato, quali i famigerati boss
siculianesi, Cuntrera e Caruana, due dei più grossi narcotrafficanti al mondo,
per mettere in evidenzia il nostro disgraziato marchio di qualità: MAFIA.
Si triturano così,
assieme ai rifiuti, sindaci, pubblici
funzionari e cittadini.
Quando si protesta e si manifesta legittimamente, in maniera più o meno veemente, contro delle selvagge privatizzazioni!
Ed è stato questo, uno dei tanti casi, di
strumentalizzazione a fini privati della lotta antimafia, da parte di qualche
furbo imprenditore!
Dai Rifiuti, all’acqua
alle energie alternative, sempre la stessa storia!
Salvatore Petrotto

Ma gli imprenditori sopra citati sono gli stessi del processo????????: Il Pubblico Ministero dott. F. ROMOLI, concluse le indagini preliminari relative al procedimento penale n. 3965/02) R.G.~ nei con:fi:onti. di:
1-CATANZARO LORENZO n. a Siculiana.i1 18.11.61 ed ivi res. in p.zza.UmbertoIn. 30;
CONSIGLIO VINCENZO, n. a Porto Empedocle il 10.1.4O ed ivi residente in v. ABI lO;
MIRABILE SALVATORE~ n. a Agrigento il 24.1.64 ed iv1 residente in Via .Mazzini, 31;
assistiti e difesi dagli a.
:imputati
{tutti}
Del reato di cui agli arti. 81 CPV.110 c.p. e 51 D.Lvo 22/97 commi 1° lett. b) e 4° perché, in concorso tra loro, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso,il primo quale titolare,della ditta “Catanzaro Costruzioni SrL’” convenzionata per la gestione della discarica comunale di Siculiana, e gli altri quali legali rapp.ti dell’ A.T.I. SAP-ISEDA, autorizzata a conferire i R.S.U.. del Comune di Agrigento presso la predetta discarica, effettuavano un’attività di raccolta e smaltimento di rifiuti non autorizzata e non conforme a prescrizioni normative. In particolare il primo conferendo e consentendo il conferimento presso la discarica il conferimento presso ladiscarica di rifiuti speciali e speciali pericolosi (quali veicoli fuori uso, beni durevoli ,frigoriferi, televisori, parti di veicoli a motori, pneumatici, rottami fe.rrosi e ingombranti,
scarti di animali) non assimihibili agli urbani, stoccando iuna quantità di percolato superiore al consentito, non adeguando la gestione della discarica. omississ
CONSIGLIO Vincenzo n.q. di l.r. della ISEDA, ECC.ECC.?????????? Ma non credo che questa provincia possa esprimere più di tanto. Nessuno sa niente. Nessuno vede niente. Nessuno sente niente, non parlo di suono ma di odore.