Il lombardiano di ferro, Eugenio D’Orsi e l’On. Alfaniano, Berlusconiano, Enzo Fontana, due Presidenti della Provincia Regionale di Agrigento, due esemplari da non dimenticare. Tutti e due,recentemente, al cospetto delle Iene: Che figura di merda!
Se consultate il giornale
online Grandangolo, diretto da Franco Castaldo, servizi e foto, ci forniscono la plastica
immagine di un Presidente della Provincia Regionale, ormai tenuto al
guinzaglio.
Una sorta di visconte
dimezzato, a seguito di un’inchiesta giudiziaria che lo ha visto protagonista
di una suggestiva performance ad Italia 1, alle prese con l’assalto delle IENE.
Che figura!
Su youtube potete
ammirarlo in tutto il suo splendore!
Figura che fa il paio con
quella del suo predecessore, qualche
mese fa, caduto anch’egli nella trappola delle Iene.
Ci riferiamo all’On. Enzo Fontana, Alfaniano del PDL, quando gli hanno detto se era favorevole alla
vendita del Colosseo o della Fontana di Trevi, per risanare il bilancio dello Stato.
Ed il perplesso Fontana,
in un primo momento ha detto di essere contrario.
Ma quando l’intervistatore
gli ha riferito che Berlusconi era favorevole e che Italia 1 era di Berlusconi
e che dichiarandosi contrario, il Fontana rischiava la ricandidatura, si sono
visti costretti a rifare l’intervista.
La seconda dichiarazione
di Fontana ha superato anche le più incredibili aspettative!
L’On. Alfaniano,
Berlusconiano di Agrigento, Enzo Fontana, per salvarsi la poltrona, ha dato il
meglio di se stesso!
Si è dichiarato favorevole
alla vendita della Fontana di Trevi e di tutti i maggiori beni artistico -monumentali
italiani ed al relativo smontaggio, con tanto di spedizione magari in Cina, in
Giappone od in Russia.
Alla proposta di accontentarci
in Italia soltanto di una copia dei
nostri monumenti nazionali, da collocare al posto degli originali, il Fontana
ha annuito, ha detto di essere pienamente d’accordo!
L’onorevole Fontana di
Agrigento è riuscito persino a rubare, seriamente, la scena persino all’indimenticabile
comico Totò, quando in un suo memorabile film si vendeva la Fontana di Trevi!
Ma per lo meno Totò ci
lasciava l’originale sul posto!
Il Berlusconiano ed
Alfaniano Fontana, roba da non crederci, ha dichiarato, seriamente che sarebbe
disponibile, se dipendesse da lui, a disfarsi ed a far rimontare all’estero non
solo la Fontana di Trevi, ma anche tutti
i più prestigiosi e conosciuti monumenti nazionali!
E che diamine, e serve per
fare cassa!
Andatevelo a vedere anch’egli
su youtube: è una goduria!
Con i Presidenti della
Provincia Regionale di Agrigento, non credo che ci abbiamo azzeccato tanto,
direbbe il mio ex amico Antonio Di Pietro.
Comunque il divertimento,
urbi et orbi, è assicurato!
Adesso abbiamo scritto a
chi l’ha visto, per tentare di ritrovare quel battagliero Presidente Autonomista,
lombardiano di ferro, che usciva indossando la maglietta recante la scritta SE IL
PRESIDENTE DELLA REGIONE, RAFFAELE LOMBARDO E’ MAFIOSO ED ALLORO SONO MAFIOSO
ANCH’ IO!
Dov’è andato a finire quel
vulcanico Don Chisciotte che combatteva contro, non tanto i mulini, bensì i
politici a vento che gli soffiavano da dietro per farlo volare alto, con il suo sogno di realizzare l’aeroporto di
Agrigento?
Son bastati quaranta
palmizi nani piantati nella sua villa, qualche missione,un incaricuccio o un lavoretto di troppo e LE
IENE e via D’Orsi: verso l’Infinito ed
Oltre!
O forse, e ci dispiace,
verso l’inferno ed oltre!
Purtroppo non è atterrato
sulla pista di quel suo tanto agognato aeroporto, ma dentro l’aula del Tribunale di Agrigento, a rispondere di peculato, falso, truffa, abuso
d’ufficio e chi più ne ha, più ne metta!
Adesso è costretto a
subire un processo per direttissima.
Ma è stato anche chiamato,
ancor più direttamente, a sbrigare, in
fretta e furia gli affari dell’ATO Idrico di Agrigento, di cui ne
è Presidente.
Per assecondare Girgenti Acque, la società di gestione dei
servizi idrici della provincia di Agrigento.
Un giorno seduto tra i sindaci agrigentini ed un altro giorno tra avvocati e giudici di ogni dove, costretto a difendersi da una miriade di piccole accuse che sembrano una roba degna di ladri di polli o di pezzenti!
Ed alle quali noi non
crediamo!
Pensate un po’, è accusato di aver fatto piantare nel suo
giardino delle palme, e pure nane, di proprietà della Provincia di Agrigento.
E chi lo difende?
Ma l’avvocato difensore di Girgenti Acque, Giuseppe Scozzari, già ex amministratore,
proprio di Girgenti Acque.
Si tratta della società alla
quale, il povero e disgraziato D’Orsi, meno di una settimana fa, ha dovuto
capitolare, per ovvie ragioni.
Ha dovuto affidare, ed immediatamente, una
prima trance di finanziamenti, all’incirca 60 milioni di euro, di fondi
europei, stanziati dalla Regione, retta dal personaggio raffigurato nelle
serigrafie stampate nelle magliette dell’ultras
D’Orsi, il Presidente Raffaele Lombardo.
Un’altra coincidenza, una
pura e semplice coincidenza, è costituita dal fatto che, il Pubblico Ministero
che accusa D’Orsi, ovvero il Dott. Giacomo Forte, è lo stesso Giacomo Forte che ha rappresentato
la Pubblica accusa a favore di Girgenti Acque,in un altro processo.
D’Orsi dunque è stato sensibilmente
incoraggiato a firmare l’assegnazione, a Girgenti Acque, degli oltre sessanta milioni di euro, da spendere in sedici comuni della provincia
di Agrigento.
Il 18 gennaio del 2012.
E chi come me può
dimenticare quella data!
Sino a quel giorno,
rimanendo in piedi soltanto una pesante
accusa nei confronti del sottoscritto,
il dado ancora non era tratto!
Ci voleva un’esemplare e
memorabile condanna a favore di Girgenti Acque, per sbloccare una marea di
centinaia di milioni di euro di finanziamenti pubblici!
E così è stato!
I soldi, i
picciuli, direbbero a Palermo, non erano ancora affluiti nelle casse di
Girgenti Acque!
Bisognava attendere una
condanna che era nell’aria, era in
viaggio.
Mi riferisco ad una
condanna che era funzionale a salvare i destini economici ed il business delle
acque, nella provincia più assettata d’Italia.
E spiego adesso perché.
Lo stesso giorno e la
stessa ora della firma del Presidente Eugenio D’orsi, di quel fatidico contratto di
assegnazione a Girgenti Acque, della
prima fettina di sessanta milioni di euro, di una prima torta di oltre duecentocinquanta
milioni di euro, che cosa poteva e
doveva succedere!
Ma naturalmente stava
uscendo fuori la liberatoria condanna nei miei confronti!
E mentre i miei ex
colleghi sindaci di 16 comuni dell’agrigentino, brindavano felici per il successo conseguito, regalando l’acqua pubblica ed i primi sessanta
milioni di euro ad una società, di fatto
in mano ad alcuni facoltosi privati, per me è stata riservata una sofferta
condanna.
Così impara, avrà sicuramente
esclamato più di qualcuno, che cosa significa contrastare
in sede penale, civile ed
amministrativa, una società che assieme alla NESTLE’ sui Monti Sicani, finalmente ha potuto dare un definitivo calcio in culo, con tanto di sentenza giudiziaria
a chi come me, difende l’acqua pubblica!
Ed alla faccia anche del
recente plebiscitario referendum che ha abrogato la legge sulla privatizzazione
dell’acqua!
Insomma si tratta di una
condanna comminatami, non so per quale motivo!
Si ha la terribile
sensazione che si tratta di un indescrivibile scandalo politico-giudiziario, da
me denunciato da anni!
Visto che l’allora amministratore delegato di
Girgenti Acque, ha posto in essere un tentativo di corruzione perpetrato ai miei danni!
Come del resto aveva, in precedenza, sentenziato il Giudice Alberto D’Avico, del Tribunale di Agrigento.
Io, assieme ad altri sindaci ed avvocati, avevamo
denunciato, anche penalmente, in tutte
le sedi giudiziarie proprio Girgenti Acque che si stava, ingiustamente, impadronendo di strutture, impianti e dell’acqua
pubblica!
Inspiegabilmente, la
conclusione a cui è pervenuto il Dott. Giacomo Forte, della Procura della
Repubblica di Agrigento, assieme all’avvocato di parte civile ed ex
amministratore di Girgenti Acque, è
stata un po’ sbalorditiva!
Il Dott. Giacomo Forte ha cioè sostenuto che denunciare un’azienda, ottenendo tra l’altro
dei pronunciamenti di diversi suoi
colleghi giudici che hanno condannato, per l’appunto Girgenti Acque, anche a risarcire decine di milioni di euro, significa, perpetrare un tentativo,
addirittura, di concussione contro quell’azienda!
Forte no,
la conclusione!
Direbbe Adriano Celentano.
Veramente forte!
Come dire che, se io denuncio penalmente una società che
gestisce in malo modo un servizio, mandandoci acqua inquinata dentro le case, inquinando le acque del mare agrigentino, per
la mancata depurazione dei liquami fognari, si impadronisce dell’acqua pubblica,
senza avere peraltro alcuna concessione
da parte della Regione.
Se denuncio questo e tanto altro ancora, lo avrei
fatto per esperire un tentativo di concussione!
Chiedo per queste ed altre
ragioni che si ristabilisca la verità!
Intanto, proprio il giorno
di questa mia kafkiana condanna, con la
benedizione e gli ossequiosi ringraziamenti del sindaco di Agrigento, Marco
Zambuto e del sindaco di Caltabellotta e vice presidente dell’ATO idrico di
Agrigento, l’ex On. Calogero Pumilia, il
Presidente Eugenio D’Orsi, non sappiamo se obtorto-collo, ha dovuto firmare questa
ingente assegnazione di sessanta milioni di euro proprio a Girgenti Acque.
Ieri invece, si è dovuto
recare, con le ali calate ed un tono assai dimesso, non degno della sua fama di
indomito battagliero lombardiano, al cospetto del Dott. Forte, lo stesso
pubblico ministero che è riuscito a strappare una condanna contro di me ed a
favore di Girgenti Acque.
Immaginate che cosa ha potuto, assai malignamente, pensare uno
come me che ha frequentato Leoluca Orlando o Padre Ennio Pintacuda, ed è stato
succube della loro cultura del sospetto quale anticamera della verità!
Mi ero persino permesso di
chiedere niente di meno al D’Orsi, non più di qualche mese fa, l’elenco di
tutte le persone che lavorano a Girgenti Acque, i cui criteri di selezione,
potete immaginare quali siano stati, a detta di quelli come me, portatori della cultura del sospetto!
Quando gli successe il
fattaccio delle palme e di tanto altro ancora,
volli incontrare il Presidente D’Orsi,
il quale fu assai solerte e gentile nel ricevermi nel suo ufficio, alla
Provincia.
Ero assieme a mia moglie.
Malgrado fosse
visibilmente amareggiato per le sue vicissitudini giudiziarie, ebbe la forza
pure di offrirci un aperitivo.
Mia moglie, forse inconsciamente,
animata da un istintivo sesto senso, ricordo che non volle accettare nulla!
In quella circostanza io
ebbi modo anche di parlargli, di quella vicenda, di quel tranello, di quella porcata,
o per meglio dire di quel tentativo di corruzione, perpetrato ai miei danni da un amministratore
di Girgenti Acque.
Tentativo da me ricacciato,
risolutamente, ma paradossalmente
culminato, per volere del Dott. Giacomo Forte, con un mio rinvio a giudizio!
Con non poca commozione,
ma con tono molto risoluto, D’Orsi mi disse che m’avrebbe aiutato, perché lui
sapeva come fare per dimostrare che dentro quella società, Girgenti Acque, molti politici e non solo, in maniera
clientelare e ricattatoria, avevano piazzato tecnici, burocrati ed operai.
Mi disse, davanti a mia moglie, ti farò avere presto, entro la
prossima settimana, un elenco
dettagliato di tutti gli organigrammi e del personale di Girgenti Acque,
spiegandoti tutti gli intrecci clientelari che hanno favorito quelle
assunzioni!
L’avete visto più D’Orsi
ed il suo elenco, comprese le sue scottanti rivelazioni!
Ma io e mia moglie, nostro malgrado, ci rendemmo subito conto che D’Orsi ci aveva
giocato di brutto!
Sapete che cosa è successo
dopo quell’incontro con D’Orsi alla Provincia?
Neanche un’ora dopo, al Viale della Vittoria di Agrigento, la
splendida terrazza sul mare della Città dei Templi, lungo la cosiddetta Passeggiata, chi andiamo ad incontrare, del tutto
casualmente?
Ma proprio D’Orsi che
colloquiava con l’Avv. Giuseppe Scozzari, avvocato difensore di Girgenti Acque,
contro di me e che, da quel giorno, fu scelto quale avvocato difensore da D’Orsi.
Che bel servizio mi ha
reso il Presidente D’Orsi, andando, a
riferire all’avvocato di Girgenti Acque, Giuseppe Scozzari quanto ci eravamo
detto nel suo ufficio alla Provincia!
Che campionario di lealtà
umana abbiamo scoperto, con sconfortante
amarezza, io e mia moglie!
Capimmo subito tutto, D’Orsi
mi aveva venduto!
Sapeva che proprio Scozzari,
era il mio più accanito nemico, visto che era stato ex amministratore e poi battagliero avvocato difensore di Girgenti Acque.
Per non parlare del fatto
che, sempre l’avvocato Giuseppe
Scozzari, a suo dire, nel 2001, non era stato rieletto parlamentare nazionale
per colpa mia!
Nel 1994 e nel 1996, da
sindaco di Racalmuto, assieme ad altri, lo sostenemmo e lo facemmo eleggere per
ben due volte deputato!
Senonché, alle consultazioni
nazionali del 2001 io decisi di candidarmi nella lista Italia dei Valori, con
Antonio Di Pietro, malgrado Scozzari mi avesse consigliato di non candidarmi,
dicendomi che egli non l’avrebbe
perdonato neanche a suo padre!
Figuriamoci a me!
E così è stato.
Tant’è che con la sua
difesa di Girgenti Acque, mi ha voluto dimostrare che l’ora della vendetta era
scoccata.
Nel corso di un’udienza in tribunale, davanti
a mia moglie ed al mio avvocato, proprio Scozzari esternò, davanti a tutti, il suo decennale rancore ed odio nei miei
confronti, dicendomi che ero stato il suo carnefice!
E di queste cose il nostro ambiguo, per dir
poco, D’Orsi, ne era a conoscenza!
Ma io, ingenuamente, non ci avevo mica pensato!
Non sapevo, tra l’altro,
che D’Orsi, proprio il giorno del nostro incontro, avrebbe ufficializzato alla stampa la scelta,
quale suo difensore, proprio dell’ex deputato, dell’ex amministratore ed avvocato
di Girgenti Acque!
Lo stesso Scozzari, sosteneva in maniera arrembante, assieme al Pubblico Ministero Giacomo Forte, la pubblica accusa contro di me ed a favore di
Girgenti Acque!
Che stupido sono stato!
Caso ha voluto che lo stesso giudice Giacomo Forte,
questa volta a parti invertite, accusa l’illustre cliente dell’avvocato
Giuseppe Scozzari, Eugenio D’Orsi!
