di Salvatore Petrotto il 27 gennaio 2012 (articolo visto 167 volte)

Un Campione di Truffe a Capo di Girgenti Acque!

I guai per l’imprenditore Marco Campione , non vengono a quanto pare uno alla volta.

Mi direte, ma di quale Campione stiamo parlando?

Chi è costui?

Ci riferiamo all’amministratore delegato,   padrone e dominus di Girgenti Acque,  con il suo oltre 51% delle azioni.

Girgenti Acque, ossia,   la società di gestione dei servizi idrici (o per meglio dire dei disservizi) in provincia di Agrigento operante  già da oltre 4 anni   e che nei  prossimi ventisei anni potrà gestire i fondi che l’attuale presidente dell’ATO idrico, il Presidente della Provincia di Agrigento, ha iniziato ad affidarle.

L’affarire, alla fine della giostra sarà di oltre un miliardo di euro di guadagni, a spese dei cittadini utenti del servizio idrico ed alla faccia del plebiscitario esito del referendum sull’acqua pubblica!

Per adesso si  tratta di svariate centinaia di milioni di euro  di finanziamenti europei che, il presidente Raffaele Lombardo ha iniziato ad erogare, proprio in questi giorni,  facendoli, di fatto gestire, direttamente  a questo nostro, si fa per dire, sagace imprenditore, del quale, se avete la pazienza di seguirmi  un po’ lungo le vie dell’acqua e della sete agrigentina,  avrete modo, di farvi qualche amara e sarcastica rista!

Cercherò di illustrarvi le  credenziali ed il curriculum di colui il quale, in Sicilia, viene ritenuto l’erede della più grossa impresa edile,  dei  favolosi anni Ottanta.

Ci riferiamo ai tempi di Tangentopoli-mafiopoli, dei favolosi anni Ottanta ed all’IMPRESEM del compianto Filippo Salamone.

Il luogotenente di Agrigento di Raffaele Lombardo, ossia,  il Presidente della Provincia Eugenio D’Orsi,  il 18 gennaio, prima di fare ingresso in tribunale per alcune vicende giudiziarie, firma l’affidamento di centinaia di milioni di euro, di finanziamenti europei,  stanziati dalla Regione a favore della società privata proprio di Campione,  Girgenti Acque!

Lo stesso D’Orsi che è  al centro di curiose vicende giudiziarie, ironicamente messe in risalto, recentemente anche dalla trasmissione satirica di Italia 1  Le Iene!

Il D’Orsi è stato  trascinato in Giudizio, da un Pubblico Ministero, il dott. Alberto Forte che, assieme all’avvocato Giuseppe Scozzari, già amministratore di Girgenti Acque, ha difeso a spada tratta,  gli interessi di Girgenti Acque di Marco Campione.

In questo caso ci riferiamo ad un altro processo nel corso del quale, veniva  acclarato che la società idrica di proprietà del Campione,  ha tentato, coinvolgendo  la Questura di Agrigento e la Procura,  di istigare alla corruzione due sindaci ed il Presidente di un Consorzio Acquedottistico Pubblico.

Il tutto è documentato da tre anni di intercettazioni, ambientali e telefoniche!

Eppure il Dott. Forte, assieme all’avv. Giuseppe Scozzari, sono riusciti a dimostrare, non si sa come, l’esatto contrario!

Ma questa è un’altra storia, il cui epilogo lo vedremo a breve!

 

Sta di fatto, comunque che il D’Orsi  si fa difendere,  per discolparsi dalle accuse di peculato, falso truffa  e quant’altro,  dall’avvocato Giuseppe Scozzari!

Quel Giuseppe Scozzati che difende gli interessi di  Girgenti Acque,  in quanto già amministratore di Girgenti Acque  ed avvocato della stessa società contro chi ha messo in risalto, con tanto di denunce penali, le gravi illegalità commesse proprio da Girgenti Acque!

Che meraviglioso intreccio no!

D’Orsi in altri termini che fa?

Affida come si suole dire le pecore al lupo!

E chi  è il lupo cattivo in questa favola?

Ma Girgenti Acque!

E le pecore non solo siamo noi, ma anche, se vogliamo, le centinaia di milioni di euro che andrà a gestire,  sentite un po’ chi?

Ma il nostro Campione, in falso,  truffa, cemento depotenziato ed altro ancora!

Ci riferiamo a Campione Marco che,  dopo la condanna definitiva da parte della Suprema Corte di Cassazione, per reati contro la pubblica amministrazione,  adesso  è stato rinviato a giudizio assieme ad altre sette persone, tra imprenditori e tecnici.

Il nostro Campione è stato  già condannato con un’inappellabile sentenza,  per una  truffa di oltre un milione di euro,  per avere attestato falsamente l’avvenuta  consegna entro i termini previsti dal contratto, del nuovo nosocomio di Agrigento, il San Giovanni di Dio.

 

Adesso il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Valerio D’Andria, lo  ha rinviato a giudizio, sempre per l’ospedale di Agrigento, questa volta  con l’accusa  di aver compiuto irregolarità nella  sua costruzione.

Ospedale che, lo ricordiamo, fu sequestrato dalle autorità giudiziarie nel 2009, perché costruito con cemento depotenziato.

In altri termini  si tratta di una sorta di castello di sabbia!

Tant’è che, solo grazie all’intercessione dell’allora ministro della giustizia, Angelino Alfano, fu restituito alla Città dei Templi.

Il rischio allora, a seguito di quel sequestro giudiziario,  era quello di  lasciare Agrigento senza ospedale!

Gli altri sette imputati sono gli imprenditori e tecnici Antonio Raia, Girolamo Traina, Gerlando Spallitta,  Salvatore Brucculeri, Fancesco Paolo Scaglione, Francesco Lusco ed Angelo Alletto, accusati tutti quanti, assieme al nostro Campione di falso e truffa, per avere realizzato l’edificio, come si suole dire oggi, con un certo eufemismo, con cemento depotenziato.

Si tratta cioè di una struttura che, seppure di nuova costruzione, non ha superato  i test di collaudo antisismico, previsti dalle vigenti normative e che andrebbe chiusa, in quanto versa in un grave pericolo di crollo,  seppure realizzata ed ultimata meno di 10 anni fa, sempre  dal nostro Campione!

 

 

A seguire, sempre il Campione, deve fare i conti con  l’inchiesta per mafia che lo riguarda, in relazione a delle pesanti rivelazioni di alcuni pentiti di mafia.

Campione Marco, erede della ex IMPRESEM del compianto,  Filippo Salamone, recentemente scomparso,  mentre stava scontando una condanna per mafia!

Anche per lui, pertanto,   si profila qualche altro guaio, assai simile a quello di chi, come si sostiene da più parti, ci riferiamo proprio a Filippo Salamone, gli ha lasciato in eredità, non sappiamo se solo l’impresa o qualcos’altro!

Ricordiamo che proprio il Giudice, Fabio Salamone, fratello dell’imprenditore, Filippo,  è  quel magistrato  che mise sotto inchiesta a Brescia  Antonio Di Pietro, il leader nazionale di Italia dei Valori, quando il Di Pietro stava indagando,  proprio sulla tangentopoli siciliana, ribattezzata ovviamente, per onorare il nostro marchio di fabbrica più conosciuto al mondo, mafiopoli!

Inchieste incrociate che portarono all’assoluzione di Di Pietro ed alla condanna di Salamone,   ritenuto  deus ex machina in Sicilia Occidentale e non solo, per l’appunto, della cosiddetta mafiopoli siciliana!

Il prossimo appuntamento con l’Amministrazione della  Giustizia, nelle vesti di imputato,  per il padrone di Girgenti Acque è giorno 2 aprile,  quando il Giudice,  Alessia Geraci,  dovrà pronunciarsi sulla vicenda giudiziaria.

Ma a quanto pare, per via dell’ormai certo  trasferimento, del giudice Geraci, sarà un  altro magistrato a stabilire quanta sabbia e quanto cemento mise dentro al calcestruzzo dell’ospedal di Agrigento,  Marco Campione.

Siamo sempre comunque, pazientemente in attesa che ci sia un altro  ulteriore pronunciamento, per verificare quanta acqua inquinata e non,  ed a che prezzo,  il Campione ci manda dentro le case nei 43 comuni della provincia di Agrigento.

Perché la Regione regala l’acqua,  la pregiata acqua minerale sorgentizia dei monti Sicani, di Santo Stefano di Quisquina,  alla Nestlè che ce la rivende in bottiglia,  ad un prezzo ovviamente  mille volte superiore.

Per questa vicenda si sono mobilitati migliaia di cittadini, riunitisi in un comitato per la difesa dell’acqua pubblica!

Ed  il Campione, a Porto Empedocle, con il suo dissalatore, alla faccia del referendum abrogativo della privatizzazione dell’acqua,  che fa?

E si, adesso vi racconto  lo scandalo nello scandalo!

Marco Campione Amministratore delegato di Girgenti Acque, compra  acqua dissalata da Marco  Campione!

E si!

Perché Campione è, tra l’altro,  proprietario e gestore del dissalatore di Porto Empedocle,.

E che fa?

Ma naturalmente vende,  ad un prezzo tre volte superiore all’acqua di sorgente (quella regalata dalla Regione Siciliana alla Nestlè), quella disgustosa e stomachevole acqua dissalata che sempre lo stesso Campione fattura a sé stesso e quindi agli agrigentini ad un prezzo triplicato!

Che capolavoro di impostura e truffa!

 

E la Regione che  ruolo ha in tutto questo?

Notizia di ieri: l’Assessore delegato per l’Energia e l’Acqua ha commissariato Assemblea dell’ATO idrico di Agrigento, composta da 43 sindaci.

E sapete perché?

Per ritoccare, non sappiamo se al rialzo od al ribasso,  le tariffe del servizio idrico, gestito, e potete capire in che modo, proprio dal nostro Campione, Marco Campione, ovviamente!

Ora sarà compito dell’architetto Giuseppe Taverna, il commissario inviato dalla Regione retta da Raffaele Lombardo, quello di stabilire le tariffe di questa lurida e disgustosa acqua che ci manda dentro le case indovinate chi?

Cucù!

Ma il nostro Campione:   azionista di maggioranza con il suo 51%  di Girgenti Acque, nonché suo amministratore delegato;  condannato, con sentenza definitiva, per reati contro la pubblica amministrazione, sotto processo per l’ulteriore truffa del cemento depotenziato dell’Ospedale di Agrigento, sotto inchiesta per mafia!

A proposito, per la vicenda Ospedale di Agrigento, nutrito sarà il collegio difensivo, composto dai seguenti avvocati,  Giuseppe Scozzari,  curerà la difesa, ovviamente,  del Campione.

Ribadiamo che l’avvocato Giuseppe Scozzari è stato  già   consigliere d’amministrazione di Girgenti Acque, nonché suo avvocato difensore,  contro chi ha denunciato questa ed altre palesi illegalità che ancora sono al vaglio della Procura della Repubblica di Agrigento,  da più di un anno.

Il folto gruppo di penalisti annovera inoltre i seguenti professionisti del diritto: Raffaele Restivo, Fabrizio Biondo, Antonino Gaziano, Gerlando Alonge, Filippo Sabbia, Guido Sinatra, Marcello Vegna, Silvio Miceli, Diego Galluzzo, Francesco Scopelliti e Fabio Quattrocchi.

Salvatore Petrotto

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