di Salvatore Petrotto il 28 gennaio 2012 (articolo visto 82 volte)

Giuseppe Di Rosa (Pdl) esordisce: “Politici venduti per qualche posto negli Ato?”

Santo Stefano di Quisquina, Liberacqua: L’acqua alla Nestlè o alla collettività ?

Il comitato civico Liberacqua, da sempre fermo sostenitore dell’acqua in gestione pubblica, appoggia la comunità di Santo Stefano Quisquina nella difesa del bacino acquifero della Quisquina e si oppone allo sfruttamento del bene comune acqua a fini commerciali da parte della Nestlè. Nestlè che, non soddisfatta dall’autorizzazione a imbottigliare DIECI litri al secondo, aveva nel 2007 richiesto ulteriori DIECI litri.

Negata la domanda con una delibera della Giunta regionale nel 2009 la multinazionale ha presentato ricorso al tribunale superiore delle acque pubbliche. Con la sentenza n. 80 del 18 maggio 2011 tale ricorso è stato accolto con la concessione degli ulteriori DIECI litri al secondo. Tale decisione non è accettabile né come cittadini della comunità locale nè come appartenenti a uno Stato democratico e civile che dovrebbe garantire innanzitutto i diritti di tutti i cittadini. La stessa falda acquifera – da cui la Nestlè preleva l’acqua da imbottigliare – disseta non solo Santo Stefano Quisquina, paesino di circa 5.000 cittadini, ma anche tanti altri comuni della provincia agrigentina compresa la città d’Agrigento e diversi comuni della provincia di Caltanissetta; ecco il diritto all’acqua che verrebbe seriamente compromesso per tanti cittadini che hanno solo il torto di essere nati in una regione bellissima che si chiama Sicilia dove gli interessi dei potenti, siano essi multinazionali, politici o mafiosi vengono prima dei diritti dei comuni cittadini che per troppo tempo hanno subito e subiscono soprusi di ogni genere. Il nostro è – e sarà sempre – un appoggio convinto affinché la vicenda, per una volta, si chiuda in favore dei cittadini ma la classe politica regionale non può restare a guardare: tutti i deputati regionali e nazionali, specialmente quelli siciliani, che si sentono “paladini” dell’acqua pubblica devono prendere per una volta una posizione chiara e schierarsi con la comunità di Santo Stefano Quisquina.

NOI SIAMO CONVINTI che tutti i cittadini che credono nelle istituzioni non possono essere lasciati soli in questa dura e lunga guerra, perché fra qualche anno la Nestlè potrebbe nuovamente andare all’attacco chiedendo ancora altra acqua e poi ancora altra perché è cosi che si comportano le grandi multinazionali. D’altra parte se la zona resta a secco vorrà dire che si venderà ancora più acqua minerale. Magari non siciliana….

E’ per lo meno curioso che tutto ciò avvenga nella provincia più assetata d’Italia, dove l’acqua del rubinetto è la più cara nonostante la tanto declamata privatizzazione del Servizio Idrico Integrato che doveva portare efficienza, efficacia ed economicità. Purtroppo c’è poco da stare allegri perché i politici regionali sembrano distratti e poco sensibili alla storia delle comunità e ai diritti dei cittadini, loro elettori, se è vero che, con l’ultimo piano generale delle acque del 30 novembre 2011, i pozzi che erano una volta in mano al Comune di Santo Stefano Quisquina vengano dati al gestore privato del Servizio Idrico Integrato della provincia di Agrigento, Girgenti Acque. I cittadini vigilino affinché le posizioni assunte pubblicamente a qualsiasi livello vengano mantenute e rispettate in ogni contesto da chi li rappresenta e se qualcuno li tradisce se lo ricordino alle prossime elezioni, perché la rivoluzione si può fare con i forconi,  ma si fa soprattutto con i voti.

L’Addetto Stampa Liberacqua

E questo è quanto pubblica Canicattì web di cesare Sciabarrà  e di Davide Di Fazio!

Migliaia di persone mobilitate contro una Regione sorda!

Una Regione Siciliana che consente al gestore unico, a Marco Campione, amministratore delegato di Girgenti Acque, padrone assoluto della società di gestione del cosiddetto servizio idrico integrato, in provincia di Agrigento!

Si consente a Campione, reduce da una montagna di procedimenti penali, alcuni passati in giudicato, altri in itinere, anche per mafia,  di  vendere acqua putrida, puzzolente o dissalata dei suoi impianti di dissalazione, per favorire un’altra società privata, francese.

Ci riferiamo  alla Nestlè, che vende agli agrigentini, in bottiglia di plastica, al prezzo mille volte maggiorato,  proprio quell’acqua che dovrebbe arrivare dentro le case, attraverso le condutture idriche!

Che bei campioni di sana gestione questi della ditta Campione di Girgenti Acque!

Vergogna!

La Vergogna è tutta della Regione che consente queste operazioni!

Mentre un consigliere agrigentino del PDL chiede a proposito di Girgenti Acque  di far luce, al Consiglio Comunale di Agrigento sulle assunzioni clientelari e sugli organigrammi di Girgenti Acque

 

 

Giuseppe Di Rosa (Pdl) esordisce:  “Politici venduti per qualche posto negli Ato?”

 

 

E chiede le piante organiche e gli  elenchi degli assunti nell’ultimo biennio da Ato e Girgenti acque. “Voglio capire se c’è qualche politico che si è venduto per qualche posto”, spiega Di Rosa: “Dopo la seduta del Consiglio mi sono aggiornato ulteriormente e ho capito che il problema reale delle nuove tariffe  proposte è che manca un regolamento che regoli queste tariffe. Regolamento che dovrebbe essere approvato dall’Assemblea dell’Ato, cioè dai sindaci e dai dirigenti”. L’Assemblea di cui parla Di Rosa, però, non si riunisce, e quando ciò succede, non raggiunge il numero legale. Questo anche perchè alcuni comuni non hanno consegnato la rete idrica all’Ente. “Il vero problema è l’Ato, che è succube di un forte potere politico regionale  e non vuole cedere le armi. Non mi sta bene”. Il consigliere, oltre all’elenco dei dipendenti, volto a dimostrare pubblicamente se ci sono stati rapporti clientelari tra gli Enti, chiede l’apertura di un tavolo tecnico con l’Ato. Di Rosa sostiene che bisogna : “capire se ci sono politici che si sono venduti per qualche posto!”

Sono state le nuove tariffe il motivo scatenante di numerosi attacchi e accuse nei confronti degli enti gestori del servizio idrico.

 

Nello Hamel, consigliere di Idv, ha promosso già da settimane una raccolta firme e portato il problema in Consiglio. Di Rosa vuole intervenire assumendo un tecnico, lontano da rapporti politici e che sia esperto in materia, in grado di analizzare la nuova tariffazione ed eventualmente avanzare nuove proposte. La nuova tariffa proposta da Girgenti acque, sebbene abbassi il costo della tariffa idrica, introduce altre formule come la quota fissa e il calcolo pro die, che rispetto alla bolletta attuale, a parità di consumi, risulterà però più costosa.“

Ma Raffaele Lombardo ed il suo assessore regionale delegato, hanno tagliato la testa al toro, inviando un commissario regionale, per sostituire i 43 sindaci agrigentini che non hanno preso alcuna decisione in merito, perché in forte imbarazzo.

L’imbarazzo  è costituito da  un’illegale gestione dei servizi idrici nell’agrigentino, attualmente  in mano ad un delinquente conclamato, con tanto di condanna, ovvero l’amministratore delegato ed azionista di maggioranza di Girgenti Acque, il plurinquisito, condannato,  in via definitiva, dalla Suprema Corte di Cassazione, per reati contro la pubblica amministrazione, ed indagato per mafia, Marco Campione!

Quel Marco Campione difeso dal vice presidente di Confindustria Agrigento, in un procedimento penale.

Ci riferiamo a  Giuseppe Catanzaro, ras delle discariche e grandioso professionista dell’antimafia degli affari dei rifiuti agrigentini, non proprio leciti e le cui illegalità sono state denunciate, in maniera inequivocabile,  alla Procura della Repubblica di Agrigento!

E, proprio il Catanzaro, cerca, utilizzando il potere dei media e  degli organi di informazione deviati, di occultare i gravi reati denunciati alla Procura della Repubblica di Agrigento,  relativi alla gestione illegale del ciclo dei rifiuti  nell’agrigentino, illegalità che egli disperatamente cerca di occultare, malgrado siano anche stati denunciati dalla Corte dei Conti Siciliana alla Procura della stessa Corte!

Questo significa parlare di professionisti dell’antimafia dei rifiuti!

Giuseppe Catanzaro è l’esempio emblematico di quella vergogna nazionale, che alla pari della mafia, si chiama antimafia degli affari illeciti!

Salvatore Petrotto

 

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