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	<title>Il Blog di Salvatore Petrotto</title>
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		<title>Tre volte il Presidente del Consiglio Mario Monti ha ripetuto e ribadito, la settimana scorsa, al Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ma dei dieci miliardi di euro di fondi europei che avete a disposizione in Sicilia, sin dal 2007, perché non avere speso nulla e state facendo morire di fame tutti i Siciliani?</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tre volte il Presidente del Consiglio Mario Monti ha ripetuto e ribadito, la settimana scorsa, al Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ma dei dieci miliardi di euro di fondi europei che avete a disposizione in Sicilia, sin dal 2007, perché non avere speso nulla e state facendo morire di fame tutti i Siciliani? Attendiamo una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tre volte il Presidente del Consiglio Mario Monti ha ripetuto e ribadito, la settimana scorsa, al Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ma dei dieci miliardi di euro di fondi europei che avete a disposizione in Sicilia, sin dal 2007, perché non avere speso nulla e state facendo morire di fame tutti i Siciliani? Attendiamo una risposta dal Presidente Raffaele Lombardo. Presidente Lombardo, perché di tanto inganni i figli tuoi? Perché non dai quel che prometti a lor? Basta con la farsa autonomista di Lombardo! Il Governo Regionale in carica, oltre a regalare le risorse alle multinazionali estere, non ha speso un centesimo dei fondi europei e con il suo presidente ha il coraggio di andare a protestare a Roma! Sono i Siciliani che devono protestare, direttamente, principalmente contro Lombardo e poi contro Roma, per la questione del caro carburanti del caro energia che, inevitabilmente causano un insopportabile caro-vita ed un indebitamento e relativo fallimento di famiglie e aziende siciliane. Ma chi ci rappresenta, in Sicilia, dovrebbe immediatamente farsi le valige! Lombardo ed il suo Governo, rappresentano solo degli interessi ben precisi che si fondano sulle truffe ed i latrocini relativi ad acque, rifiuti ed energie rinnovabili! Dei fondi europei, della fame dei Siciliani, dei pescatori, dei forconi, degli autotrasportatori, delle proteste, delle rivolte, delle tragedie economiche della Sicilia, causate negli ultimi tre anni dai vari Governi Lombardo, allo stesso Lombardo ed alla sua corte, non gliene frega niente. Lombardo rappresenta un vecchio mondo democristiano della peggiore specie. Quei democristiani dediti all&#8217;esercizio del potere per il potere, fine a sé stesso. Un vecchio mondo, uguale a quello dei Dorotei o dei gerarchi della vecchia Unione Sovietica. Il motto dei della terribile corrente democristiana dei Dorotei e dei gerarchi russi sapete qual&#8217;era? Il bello è comandare in uno stato in una Regione in cui chi comanda è ricco in mezzo a tanti poveri! Che bello c&#8217;è a comandare da ricchi in mezzo a tanti ricchi! E la Sicilia che è straricca di risorse naturali, paesaggistiche e culturali. La Sicilia che ha in cassa da più di 4 anni più di dieci miliardi di euro di finanziamenti europei, non spesi per colpa di Lombardo che fa? Deve continuare, per forza a farsi rappresentare da chi, volutamente ci ha ridotto alla fame e ci fa imprecare contro tutto e tutti, per la terribile disperazione che ci ha provocato? No, è ora di finirla con questa farsa, con questa messinscena di Lombardo, finto Presidente Autonomista della Sicilia, terribile patrigno di un&#8217;Isola che ha ridotto, completamente alla fame!</p>
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		<title>Quando l’Europa entra prepotentemente e gestisce le nostre risorse, che si chiamino acqua o sale ed altro ancora, sono guai!  Si dice che è questione di libero mercato!  Io lo definirei libero latrocinio!</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 12:39:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caltacqua, Nestlé, Salinen Austria,  forse questi nomi  a molti dicono poco o niente, ma a Caltanissetta, Agrigento e Palermo significano qualcosa di disastroso per l’economia di milioni di semplici cittadini, famiglie ed imprese. Quando l’Europa entra prepotentemente e gestisce le nostre risorse, che si chiamino acqua o sale ed altro ancora, sono guai! Si dice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caltacqua, Nestlé, Salinen Austria,  forse questi nomi  a molti dicono poco o niente, ma a Caltanissetta, Agrigento e Palermo significano qualcosa di disastroso per l’economia di milioni di semplici cittadini, famiglie ed imprese.</p>
<p>Quando l’Europa entra prepotentemente e gestisce le nostre risorse, che si chiamino acqua o sale ed altro ancora, sono guai!</p>
<p>Si dice che è questione di libero mercato!</p>
<p>Io lo definirei libero latrocinio!</p>
<p>Alcuni anni fa,  anche a Caltanissetta e provincia si corse verso la privatizzazione dell’acqua!</p>
<p>Lì, nel cuore della Sicilia, l’acqua se la presero gli Spagnoli, mentre i nisseni,  dopo avere assaporato amaramente,  el savor de la tierra d’espana, se la presero in quel posto,  ma tentarono di reagire!</p>
<p>Come?</p>
<p>Una volta ricevute le bollette dell’acqua, di importo triplicato rispetto alla vecchia gestione, dopo che gli iberici, fecero il loro trionfale ingresso con la loro società di gestione, denominata caltacqua che cosa fecero?</p>
<p>Tutti quanti gli abitanti dei comuni della provincia di Caltanissetta, di corsa e senza perderci tempo,  si precipitarono nelle loro rispettive piazze principali e diedero fuoco alle montagnole di bollette, facendo dei liberatori e defiscalizzanti falò!</p>
<p>Si sa , anche in Sicilia abbiamo avuto in passato la dominazione spagnola, ed i nostri vicerè si guardavano bene dal triplicare le tasse, se no erano guai!</p>
<p>O si scendeva con i Forconi, contro padroni,  esosi ed insopportabili dominatori,  come si è fatto in queste ultime settimane, per protestare contro il caro vita ed i furti di Stato e Regione,  o si dava fuoco a tutto.</p>
<p>Nel nostro caso, si è dato fuoco a delle bollette  spedite dagli spagnoli,  per derubare, saccheggiare i bilanci familiari e delle aziende!</p>
<p>Ma si sa che in Sicilia, ogni colonizzazione ci ha lasciato sempre qualche indelebile traccia culturale!</p>
<p>E sì, anche noi Siciliani, non si sa se dagli Arabi o dagli Spagnoli, in passato, abbiamo ereditato qualche gene particolare che si manifesta attraverso il nostro sangre  caliente!</p>
<p>Ogni tanto, mafia o antimafia a parte che,  in alcuni casi sono la stessa cosa, si esce fuori il forcone, si incendiano gli animi, si da fuoco alle polveri, per difendere i nostri interessi.</p>
<p>In  parte a Caltanissetta e dintorni  i Siciliani, la spuntarono contro gli spagnoli di  caltaque.</p>
<p>Quelle bollette, una volta bruciate, non furono più pagate.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">I cattolicissimi  iberici,  capirono che, anche in Sicilia, bisognava osservare un comandamento:  non rubare!</span></strong></p>
<p>Facile a dirsi, non rubare per un popolo che  può vantare un  passato non proprio brillante,  in materia di onestà e di rispetto dei diritti umani e civili!</p>
<p>Ci riferiamo alle efferate gesta  dei pirati e dei sanguinari colonizzatori che, all’indomani della scoperta dell’America, al di là dell’Oceano Atlantico,  sterminarono intere popolazioni, quali gli Inca,  gli Aztechi ed i Maya.</p>
<p>Cortes e Pizzarro, nell’America Centro Meridionale,   per impossessarsi  di svariate tonnellate di oro e preziosi che, in parte,   dovevano consegnare alla Corona Spagnola, per riempire i forzieri dell’Impero, ne combinarono di tutti i colori!</p>
<p>Senza per forza addentrarci nella tremenda e terribile incidenza economica, politica,  sociale, culturale, sull’esercizio di quel cieco  e  sanguinario potere inquisitorio e giustizialista esercitato dai Tribunali del Sant’Uffizio  e del Braccio Armato della famigerata e violenta  Inquisizione Spagnola!</p>
<p>A presunti eretici, maghe e fattucchieri ed anche e soprattutto  a persone benestanti, venivano tolti, confiscati,  tutti i loro beni per poi bruciarli vivi, nel corso dei cosiddetti <strong><em>auto da fé</em></strong>  (atti  di fede).</p>
<p>I roghi umani erano anche un esemplare e grandioso momento di festa, pensate un po’!</p>
<p>I roghi, i falò umani,  in Sicilia, a Palermo, al piano di Sant’Erasmo,  erano le Feste Religiose per Eccellenza!</p>
<p>Una volta comminata la micidiale sentenza al rogo,  dal Tribunale che si trovava a piazza Marina, nei pressi dell’attuale Palazzo Steri Chiaramonte, oggi sede del Rettorato Universitario di Palermo, ci si incamminava,  inscenando una  pomposa e sfarzosa processione, con al seguito tutti i massimi rappresentati del potere sacro e di quello profano; monache,  monaci, preti e fedeli tutti,   accompagnavano il povero disgraziato al rogo!</p>
<p>Era cioè una festa grande, una sorta di maxi processo,  con relativa esposizione mediatica,  si direbbe oggi!</p>
<p>E se ci fate caso,  il tutto, veniva celebrato,  omicidio  e rogo umano compreso, dallo  Stato e dal Clero che erano,  su per giù,  la stessa cosa,  in una Sicilia dominata da un terribile catto -clericalismo  in salsa spagnola.</p>
<p>Da allora si coniò il detto siciliano: <strong><em>monaci e parrini, vidici la missa e stoccaci li rini</em></strong>!</p>
<p>E crediamo che i nostri avi  non avevano tutti i torti nel maturare quello spirito di vendetta contro chi, in maniera indiscriminata,  in nome di Cristo, della Carità e dell’Amore Cristiano, uccideva e mandava al rogo,  chiunque,  a torto od a ragione,  metteva in discussione i dogmi di fede e le autorità religiose.</p>
<p>Lo scopo, chiaramente era un altro: spogliare vive,  soprattutto le persone possidenti e facoltose;  rubare loro tutti gli averi,  per poi arrostirle nei roghi, bruciarli per sempre, per l’eternità ed  in nome di Dio!</p>
<p>Il rogo delle bollette della società di gestione Caltacqua ad opera dei cittadini nisseni,  mi è sembrato una sorta di contraltare, rispetto ai ben più tragici e truculenti roghi dell’Inquisizione Spagnola!</p>
<p>La Sicilia, dopo quegli episodi, non si è mica fermata!</p>
<p>E’ una terra che, Etna a parte, continua a ribollire a bruciare!</p>
<p>Migliaia di persone, in un’altra disgraziata provincia, quella di Agrigento, continuano a lottare contro il regalo fatto ai Francesi della Nestlé,  tra i monti Sicani.</p>
<p>Stiamo parlando di Santo Stefano di Quisquina, il paese dell’Eremo,  di Santa Rosalia, dove la Patrona di Palermo si rifugiò quando venne perseguitata, sempre in nome di Cristo!</p>
<p>Ebbene, un nutrito comitato che difende l’Acqua Pubblica, non si spiega come mai, l’acqua delle loro immacolate sorgenti, la purissima acqua di montagna,  viene regalata alla multinazionale Nestlè, che ce la rivende dentro inquinanti bottiglie di plastica, ad un prezzo chiaramente centuplicato!</p>
<p>E poi, parallelamente, contestualmente, la Regione Siciliana, dopo avere autorizzato ad impossessarsi gratuitamente la Nestlé,  di quell’acqua minerale, di quell’acqua salutare, consente alla società di Gestione Girgenti Acque ed al suo amministratore delegato,  nonché azionista di maggioranza, Marco Campione, di distribuire e vendere ad un prezzo triplicato,  rispetto alla buonissima acqua di Santo Stefano di Quisquina, della schifosissima , disgustosa ed imbevibile acqua dissalata!</p>
<p>E gli Agrigentini, non se la bevono quell’acqua che, tra l’altro viene dissalata da un impianto di esclusiva proprietà del gestore di Girgenti Acque  che compra da sé stesso, in pieno conflitto d’interessi,  quel liquido nauseabondo che egli fattura a sé stesso e quindi ai cittadini della città dei Templi, ad un prezzo tre volte superiore, come detto, rispetto all’acqua di Santo Stefano, regalata alla Nestlé!</p>
<p>Che vergogna!</p>
<p>E tutti quanti siamo costretti a bere od a cucinare utilizzando l’acqua imbottigliata dalla NESTLE’!</p>
<p>Che  la Santa Rosalia, dell’Eremo di Santo Stefano di Quisquina,  illumini i nostri stolti, disattenti e truffaldini Governanti!</p>
<p>Mentre il Comitato per la difesa dell’acqua pubblica di Santo Stefano di Quisquina, è ancora lì che protesta!</p>
<p>Speriamo che qualche media nazionale se ne accorga, di questo curioso, schifoso e lurido  scandalo dell’acqua da Campione, e cioè di quella disgustosa acqua dissalata distribuita dall’imprenditore Marco Campione.</p>
<p>La sua imbevibile acqua, venduta ad un prezzo triplicato,  agli agrigentini,  prodotta dai suoi impianti  di dissalazione privati,  al posto della buonissima acqua di montagna, venduta invece,  dentro a delle costosissime bottiglie dalla NESTLE’!</p>
<p>Quante volte ancora gli si deve dire al Governo Regionale che tutto ciò è semplicemente un lurido scandalo?</p>
<p>Terzo ed ultimo capitolo.</p>
<p>Quello del sale nella piaga!</p>
<p>Qualche anno fa, la Regione Siciliana,  esattamente nel 1999, pensò bene di privatizzare completamente la società ITALKALI.</p>
<p>L’ITALKALI è una società mista, in cui  proprio la stessa Regione  è socia al 50% .</p>
<p>Si tratta di un&#8217;azienda mista, pubblico-privato, stranamente in attivo,  grazie alla sagace gestione, questa volta lo possiamo ben dire, del socio privato,   anch’egli stranamente  un siciliano,  l’ultraottantenne avvocato Francesco Morgante, originario di Grotte.</p>
<p>Di che cosa si occupa l’ITALKALI?</p>
<p>Nelle miniere di Racalmuto e Realmonte nell’agrigentino  e Petralia nel palermitano.</p>
<p>Estrae, raffina, impacchetta e vende in Italia e nel mondo sale minerale, con considerevoli giri d’affari per alcune decine di milioni di euro l’anno e qualche centinaio di lavoratori occupati, sia nel sottosuolo che in superficie, dentro le raffinerie.</p>
<p>Oltre all’indotto,  costituito,  prevalentemente da  qualche centinaio di camionisti.</p>
<p>Produce dell’ottimo sale da cucina, anche iodato,  nonché sali industriali.</p>
<p>L’euforia, la smania, le direttive europee, tempo fa,  consigliarono ai nostri Governanti Siciliani di, come si direbbe in burocratichese,  ottemperare a quanto previsto in materia di dismissione delle aziende pubbliche.</p>
<p>In verità,  in verità vi dico,  che si trattava  di svendere delle quote azionarie pubbliche per regalarle a qualche pirata di passaggio, possibilmente straniero.</p>
<p>E così fu!</p>
<p>Con la solita tiritera che privato è meglio e che bisognava rilanciare tutto, non si sa in quale direzione, venne pubblicato tanto di bando europeo!</p>
<p>Si sa basta dire europeo,  per inchinarsi al colonizzatore di turno:</p>
<p>E gli esempi dell’acqua e della sete, a Caltanissetta od Agrigento,  con gli spagnoli di Caltacqua od i francesi della Nestlè non so se sono stati sufficienti per dimostrare che gli stranieri vengono solo e spesso per colonizzarci, fregarsi le nostre risorse essenziali, per poi rivendercele a carissimo prezzo!</p>
<p>Ma tra gli Imprenditori Siciliani, Pubblici o privati che siano,  a quanto pare, non se ne è  potuto trovare neanche  uno, in grado di aprire e chiudere delle saracinesche, dei rubinetti,  per  fornirci,  onestamente,  la nostra stessa  acqua dentro le case!</p>
<p>E così Spagna e Francia, oltre a vincere i Mondiali di Calcio, nell’ultimo decennio, hanno vinto anche la nostra acqua, quella siciliana, che i vari  governi regionali ed i terribili ATO idrici,  hanno cortesemente regalato a degli avventurieri, a dei pirati del Terzo Millennio!</p>
<p>Ma ritorniamo al settore del sale che era in procinto di fare la stessa fine dell’acqua!</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Partecipò al bando pubblicato dalla Regione Siciliana  una sorta di  sturm truppen austriaca, ovvero la SALINEN AUSTRIA e vinse!</span></strong></p>
<p>Per una, come si direbbe in Sicilia, <strong><em>calliati di ciciri, OVVERO MENO DI 13 MILIARDI DELLE VECCHIE LIRE</em></strong>, gli austriaci, dopo essere stati definitivamente cacciati dal Lombardo Veneto nel corso delle guerre risorgimentali dell’Ottocento, sbarcarono in Sicilia!</p>
<p>L’intento era quello di monopolizzare,  a livello internazionale,  il mercato del sale, divenendo la società leader nel mondo, determinando così prezzi, patti e condizioni che in una sorta di finto libero mercato, significa abbassamento del costo del lavoro a scapito degli operai ed utili d’impresa alle stelle!</p>
<p>Ma l’Austriaca  Salinen,  incontrò lungo la sua strada, uno dei pochi imprenditori siciliani che forse, per cultura e mentalità, si può definire un vero imprenditore.</p>
<p>L’avvocato Francesco Morgante, il maggiore azionista privato della  ITALKALI,  si vide costretto a difendere la sua azienda,  dall’assalto austriaco!</p>
<p>Come dire, finora, seppure bistrattato da politici assai mediocri, che non hanno voluto investire, nell’ultimo ventennio quanto guadagnato dalla stessa società, grazie proprio all’oculata gestione del Morgante, l’ITALKALI è andata avanti, garantendo lavoro ed una discreta ricchezza nei territori dove opera.</p>
<p>Il Morgante ha dovuto spiegare a dei politici disattenti, distratti, indaffarati nelle vicende austriache che l’ITALKALI, la società mista della Regione, era ed è uno dei pochi  fiori all’occhiello dell’economia siciliana.</p>
<p>Anzi, con i soldi guadagnati ed accumulati nelle casse regionali, poteva continuare ad operare tranquillamente senza la svendita  agli Austriaci.</p>
<p>Anzi essa stessa poteva e può ancora divenire una delle aziende leader nel mondo, proprio nel settore dei Sali.</p>
<p>Si poteva cioè,  solo se la Regione lo avesse autorizzato, rilanciare anche il settore dei Sali potassici.</p>
<p>Sfruttare cioè il più grosso bacino d’Europa che si trova tra Agrigento e Caltanissetta, ricco di  quei minerali  che servono  a produrre  i costosissimi fertilizzanti per l’agricoltura.</p>
<p>Fertilizzanti chimici e nitrati  che importiamo dall&#8217;  Estero,  ma che abbiamo sotto i piedi, nel nostro sottosuolo.</p>
<p>Se li producessimo in Sicilia,  come si faceva una volta, prima della deleteria concorrenza dei sali ucraini,  i fertillizzanti per l&#8217;agricoltura siciliana, si potrebbero oggi vendere a prezzi di gran lunga inferiore, rispetto a quelli che noi importiamo dall&#8217;Ucraina.</p>
<p>E con la grave crisi che sta attraversando l’agricoltura in Sicilia, anche  a causa del caro carburanti, il caro fertilizzanti è un altro insopportabile costo di produzione!</p>
<p>La  Regione fortunatamente per i Siciliani, congelò quel bando pubblico,  grazie alle ragioni esposte dal sagace imprenditore, l’avv. Francesco Morgante che consigliava, giustamente,  di investire i soldi che, caso unico nella storia delle società miste, pubblico-privato, egli aveva fatto guadagnare alla Regione Siciliana!</p>
<p>Non era necessario cioè finanziare con soldi pubblici una società che era in attivo!</p>
<p>E  lo è ancora oggi  in attivo l&#8217;ITALKALI!</p>
<p>Con i soldi che ha incassato la Regione Siciliana, grazie all &#8216;ITALKALI  si potrebbero  investire svariati milioni di euro nel comparto dei Sali potassici,  per produrre,  a bassissimo costo,  fertilizzanti per l’agricoltura.</p>
<p>E qui mi fermo, visto che potrei anche riferire di un colloquio avuto lo scorso anno con l’avvocato Francesco Morgante&#8230;</p>
<p>Ma la Regione è sempre distratta, indaffarata e lontana, per niente propensa a favorire lo sviluppo e l’occupazione nei nostri territori.</p>
<p>Non gliene importa niente a nessuno, Assemblea Regionale Compresa.</p>
<p>E’ sconfortante e disarmante, desolante,  il quadro tracciato da questo intelligentissimo imprenditore, isolato dai più, a causa del suo acume e della sua intraprendenza.</p>
<p>Malgrado le sue vicissitudini giudiziarie passate, forse cagionate ad arte da qualche sporco ed interessato calunniatore, il Morgante, malgrado tutto,  ha resistito nel tempo!</p>
<p>Ci ha dato  una memorabile  lezione di vita, oltre che una speranza di prospettiva di sviluppo economico, per la nostra disgraziata terra di Sicilia,  da sempre in mano a quattro politici mediocri, incapaci e ricattatori di professione!</p>
<p>Addirittura è stato illuminante quando gli abbiamo proposto di valorizzare l’epopea dello zolfo, assieme al direttore della miniera di sale di Racalmuto, Gigi Scibetta ed al responsabile dell’Ufficio Cultura del Comune di Racalmuto, Renato Volpe,  producendo uno spettacolo  e  promuovendo delle attività culturali.</p>
<p>Dall’alto della sua preziosissima esperienza  e da uomo colto e raffinato qual è,  ci ha elegantemente regalato un sorrisino.</p>
<p>Ma  subito dopo ha avuto una specie di sussulto di rabbia, si è anche adirato un po’!</p>
<p>Ci ha rimproverato il fatto  che forse non avevamo capito niente!</p>
<p><strong><em>“Altro che archeologia industriale! Come sostiene qualche imbecille!</em></strong></p>
<p><strong><em>Lo  sapete che cosa continua a nascondere la terra che è sotto i nostri piedi!</em></strong></p>
<p><strong><em>Lo zolfo oggi, ad esempio,  con nuovi macchinari e nuove tecnologie,  potrebbe essere un ulteriore grande ricchezza da far riemergere dal sottosuolo,  da utilizzare per produrre sviluppo e lavoro vero!</em></strong></p>
<p><strong><em>Altro che spettacoli e cultura dello zolfo!</em></strong></p>
<p><strong><em>Qua bisogna estrarre, raffinare e vendere lo zolfo!</em></strong></p>
<p><strong><em>Sapete quanto costa e quanto si vende un sacco di zolfo?</em></strong></p>
<p><strong><em>Informatevi.</em></strong></p>
<p><strong><em>Di questo vi dovete occupare,  per dare lavoro pulito ai giovani;  altro che spettacoli!</em></strong></p>
<p><strong><em>Se volete il contributo per lo spettacolo ve lo do, ma per favore, pensate che tra sale e zolfo, a Racalmuto, Grotte, Comitini, Milena, Montedoro, Sommatino,  Villarosa, Realmonte, Petralia, in tutta la vasta area interna della Sicilia,  ricadente nel cosiddetto bacino gessoso-zolfifero, a cavallo delle province di Agrigento, Caltanissetta, Enna e  Palermo,  siete ricchi e non lo sapete!</em></strong></p>
<p><strong><em>Riaprite le miniere chiuse!</em></strong></p>
<p><strong><em>Avete bisogno di bravi periti minerari, tecnici dell’industria e di piccoli imprenditori,  realmente interessati ad investire, non molto per la verità, nell’estrazione, raffinazione e relativa vendita, di sale e zolfo.</em></strong></p>
<p><strong><em>Il mercato è fiorente, i prezzi sono buoni, ce la possono spuntare tutti quanti hanno un minimo di capacità imprenditoriale!’’</em></strong></p>
<p>Ottant’ anni suonati!</p>
<p>Ancora pieno di entusiasmi giovanili, animato da un’ammirevole ottimismo, malgrado la situazione a cul de sac in cui la Regione ha cacciato la Sicilia!</p>
<p>Qualche altro imprenditore piagnucolone, al posto suo, avrebbe detto che tutto è mafia, che la Sicilia non si sviluppa  a causa dei mafiosi e niente di più!</p>
<p>Ed invece no!</p>
<p>In questo, come in qualche altro raro caso, quando mi capitava di conversare, ad esempio,  con il mio più illustre concittadino, lo scrittore Leonardo Sciascia, e si parlava di idee, delle idee che muovono e fanno andare avanti il mondo, di cultura e civiltà dello sviluppo,  si finiva sempre per focalizzare le vere ragioni del nostro sottosviluppo economico,  civile e culturale.</p>
<p>La cretinaggine e l’imbecillità della nostra classe politica e della classe dirigente siciliana!</p>
<p>Ecco qual&#8217;è il nostro vero ed atavico problema che dobbiamo tutti i costi risolvere!</p>
<p>Come?</p>
<p>Mandando a casa tutti gli imbecilli ed i servi sciocchi di un potere deviato che viene esercitato contro gli interessi economici e sociali dei Siciliani!</p>
<p>Un Potere che sta sempre altrove!</p>
<p>Un potere che governa e soggioga la Sicilia, grazie ai nostri ascari siciliani che vanno cacciati via con i Forconi ed a pedate nel culo!</p>
<p>Non possiamo, per l&#8217;eternità rimanere succubi di un potere finanziario, economico-speculativo, politico e surrettiziamente antimafioso,  che non risiede  in Sicilia, da sempre!</p>
<p>Il vero tarlo che uccide la Sicilia, che altro non è se non una metafora del  mondo è  l’imbecillità umana! Imbecillità che sta alla base della cultura mafiosa ma anche di quella fittiziamente antimafiosa, propria dei cosiddetti professionisti dell’antimafia,  ai quali Leonardo  Sciascia ebbe modo di lanciare i suoi strali proprio in quel memorabile articolo dal titolo <strong><em>I Professionisti dell’Antimafia, pubblicato dal Corriere della Sera nell&#8217;ormai lontano 1987.</em></strong></p>
<p>Ed in Sicilia, sappiamo bene, anche a distanza di tempo,  chi e quanti sono gli appartenenti  a questa categoria, più che della mente, oggi della tasca,  che lucrano, alla pari della mafia a danno dei siciliani, tuffati come sono in mezzo ai servizi pubblici essenziali,  quali acqua e rifiuti.</p>
<p>Con questi sedicenti imprenditori che io amo definire, prenditori, noi siciliani, rischiamo di affogare o essere zittiti, ogni volta che protestiamo, a causa del loro terrorismo di antimafiosi di professione.</p>
<p>Che speranze abbiamo con  questa strippa di imprenditori che speculano e si arricchiscono ingiustamente a nostre spese,  con i rifiuti e l’acqua?</p>
<p>Leggete per favore la relazione e la relativa denuncia della Corte dei Conti di Palermo, inviata  alla Procura Contabile,  laddove si parla dei due miliardi di euro di  debiti, accumulati da tutti i comuni siciliani,  dal 2007 ad oggi, che stanno fallendo,  uno dietro l’altro,  a causa di questi imprenditori lestofanti!</p>
<p>Debiti accumulati proprio  per fare arricchire, con i rifiuti,  questi soggetti che di capacità imprenditoriale, di stare sul mercato,  non hanno niente!</p>
<p>Imprese che,  illegalmente, in un mercato monopolizzato e drogato da una serie di illeciti amministrativi posti in essere  dagli ATO rifiuti, hanno ottenuto commesse pubbliche, senza gara pubblica, in giro per  tutta la Sicilia!</p>
<p>Affari  illegali che sono la conseguenza di 5 anni di continue emergenze ambientali ed igienico-sanitarie, causate ad arte,  per fregarsi almeno un miliardo di euro illegalmente!</p>
<p>A causa dell’illegale gestione dei rifiuti,  ci ritroviamo in una situazione di terribile ed insopportabile schifo ambientale ed igienico-sanitario e di  irreparabili  guai economici per  famiglie e comuni siciliani.</p>
<p>Se non fosse che ancora qualche vero imprenditore,  ultraottantenne, quali il nostro Morgante, il re del sale  in Sicilia,   ci fa ben sperare, potremmo concludere che, considerate le scandalose gestioni anche dell’acqua, <strong><em>siamo a muoddru</em></strong> , rischiamo cioè di affogare definitivamente.</p>
<p>Tocca ora alla  Procura della Corte dei Conti ed alle Procure della Repubblica in Sicilia, il compito di mettere la parola fine alle scandalose gestioni di acqua e rifiuti in Sicilia,  con delle chirurgiche e mirate azioni giudiziarie!</p>
<p>Per scongiurare il pericolo che, ancora oggi, attraverso le emittenti televisive ed i giornali regionali e nazionali, pubbliche e private, i soliti noti continuino a coprire chi si è arricchito illegalmente con i rifiuti e l’acqua!</p>
<p>Mi riferisco alle imprese di due settori, acque e rifiuti,  difese anche nelle aule di Tribunale, pur sapendo che si tratta di aziende che agiscono nella illegalità e che  hanno prodotto miliardi di euro di debiti,  ai danni di  famiglie e comuni,  mentre  alcune di loro,  sono anche al centro di pesanti indagini di mafia.</p>
<p>E ci consta potere dimostrare che il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro è uno degli imprenditori che copre e difende queste imprese che operano nel settore acqua e rifiuti, in Sicilia.</p>
<p>Del resto anch’egli, nella qualità di imprenditore, gestisce una discarica, quella di Siculiana, strappata a quel comune attraverso una denuncia per mafia, presentata ingiustamente anche   contro le istituzioni locali di quel paese, Sindaco, Giunta,  Consiglio Comunale e vertici burocratici di quel paese!</p>
<p>denuncia rivelatasi del tutto insussistente alla luce della definitiva ed inappellabile sentenza di assoluzione dei rappresentanti istituzionali e burocratici del Comune di Siculiana, tutti quanti assolti!</p>
<p>Ma quella  che è una delle più grandi discariche di rifiuti solidi urbani siciliane,  è rimasta nelle sue mani e ci vanno a scaricare i suoi colleghi imprenditori che hanno ottenuto per 5 anni,  illegalmente, senza gara, centinaia di milioni di euro di appalti pubblici.</p>
<p>E queste cose, così come quelle relative alla gestione dell’acqua ad Agrigento e provincia, il Catanzaro le conosce bene e non le denuncia!</p>
<p>Anzi proprio queste illegalità difende il Catanzaro che,  indirettamente,  da quegli appalti illegali ne ricava ingenti guadagni, quale utilizzatore finale di quei rifiuti che vanno a finire nella sua discarica, pur essendo il frutto  di gestioni ed affidamenti illegali di servizi!</p>
<p>Perché il Catanzaro non chiede l’espulsione da Confindustria di queste società che in regime di monopolio, in barba a qualsiasi legge, senza gara, violando le elementari regole della concorrenza, ottengono, illegalmente appalti di servizi per centinaia di milioni di euro?</p>
<p>Non vorremmo concludere, sciascianamente parlando che in Sicilia  <strong>cu <em>tuttu ca sugnu uorbu la viu nivura!</em></strong></p>
<p>Signori Giudici della Magistratura Penale e Contabile, dateci una speranza per continuare a vivere in una regione dove la civiltà è stata affogata nell’acqua putrida, stomachevole e disgustosa che ci fornisce a carissimo prezzo, nell’agrigentino, Girgenti Acque con il suo amministratore delegato, un vero e proprio  Campione di truffe!</p>
<p>Come non sopportiamo più, cari Giudici, cari Magistrati Siciliani, che un imprenditore qual è il Catanzaro, vice presidente di Confindustria Sicilia, uno dei ras delle discariche siciliane, continui a non vedere, a coprire, a proteggere, a difendere,  gli interessi dei suoi colleghi che con la gestione illegale di rifiuti ed acque si sono maledettamente arricchiti a spese dei comuni e delle famiglie che hanno fatto fallire.</p>
<p>Per poi, lo stesso Catanzaro, da autorevole Vice Presidente di Confindustria, ripeterci a memoria, in tutte le tv ed i giornali, quell’insopportabile  lezioncina antimafia che ha così diligentemente imparato!</p>
<p>Occultando e difendendo,  da perfetto ipocrita dei rifiuti che la causa delle illegali,  cattive e costosissime gestioni di acque e rifiuti,  sono proprio gli imprenditori che  egli difende, anche nei Tribunali della Repubblica!</p>
<p>Che dica la verità ed esca allo scoperto rispetto a quanto denunciato da anni, adesso anche dalla Corte dei Conti!</p>
<p>Cacci via, da Confindustria Sicilia,  il Catanzaro ed il suo diretto superiore, Lo Bello, tutte quelle imprese che, come  quelle che  nell’ agrigentino,  nel settore dei rifiuti, operano illegalmente, senza gara, con affidamenti diretti per centinaia di milioni di euro, minando inoltre ogni elementare regola di concorrenza economica ed imprenditoriale, uccidendo un’intera economia siciliana!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Salvatore Petrotto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giuseppe Di Rosa (Pdl) esordisce:  “Politici venduti per qualche posto negli Ato?”</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 15:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Santo Stefano di Quisquina, Liberacqua: L’acqua alla Nestlè o alla collettività ? Il comitato civico Liberacqua, da sempre fermo sostenitore dell’acqua in gestione pubblica, appoggia la comunità di Santo Stefano Quisquina nella difesa del bacino acquifero della Quisquina e si oppone allo sfruttamento del bene comune acqua a fini commerciali da parte della Nestlè. Nestlè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Santo Stefano di Quisquina, Liberacqua: L’acqua alla Nestlè o alla collettività ?</p>
<p>Il comitato civico Liberacqua, da sempre fermo sostenitore dell’acqua in gestione pubblica, appoggia la comunità di Santo Stefano Quisquina nella difesa del bacino acquifero della Quisquina e si oppone allo sfruttamento del bene comune acqua a fini commerciali da parte della Nestlè. Nestlè che, non soddisfatta dall’autorizzazione a imbottigliare DIECI litri al secondo, aveva nel 2007 richiesto ulteriori DIECI litri.</p>
<p>Negata la domanda con una delibera della Giunta regionale nel 2009 la multinazionale ha presentato ricorso al tribunale superiore delle acque pubbliche. Con la sentenza n. 80 del 18 maggio 2011 tale ricorso è stato accolto con la concessione degli ulteriori DIECI litri al secondo. Tale decisione non è accettabile né come cittadini della comunità locale nè come appartenenti a uno Stato democratico e civile che dovrebbe garantire innanzitutto i diritti di tutti i cittadini. La stessa falda acquifera – da cui la Nestlè preleva l’acqua da imbottigliare – disseta non solo Santo Stefano Quisquina, paesino di circa 5.000 cittadini, ma anche tanti altri comuni della provincia agrigentina compresa la città d’Agrigento e diversi comuni della provincia di Caltanissetta; ecco il diritto all’acqua che verrebbe seriamente compromesso per tanti cittadini che hanno solo il torto di essere nati in una regione bellissima che si chiama Sicilia dove gli interessi dei potenti, siano essi multinazionali, politici o mafiosi vengono prima dei diritti dei comuni cittadini che per troppo tempo hanno subito e subiscono soprusi di ogni genere. Il nostro è – e sarà sempre – un appoggio convinto affinché la vicenda, per una volta, si chiuda in favore dei cittadini ma la classe politica regionale non può restare a guardare: tutti i deputati regionali e nazionali, specialmente quelli siciliani, che si sentono “paladini” dell’acqua pubblica devono prendere per una volta una posizione chiara e schierarsi con la comunità di Santo Stefano Quisquina.</p>
<p>NOI SIAMO CONVINTI che tutti i cittadini che credono nelle istituzioni non possono essere lasciati soli in questa dura e lunga guerra, perché fra qualche anno la Nestlè potrebbe nuovamente andare all’attacco chiedendo ancora altra acqua e poi ancora altra perché è cosi che si comportano le grandi multinazionali. D’altra parte se la zona resta a secco vorrà dire che si venderà ancora più acqua minerale. Magari non siciliana….</p>
<p>E’ per lo meno curioso che tutto ciò avvenga nella provincia più assetata d’Italia, dove l’acqua del rubinetto è la più cara nonostante la tanto declamata privatizzazione del Servizio Idrico Integrato che doveva portare efficienza, efficacia ed economicità. Purtroppo c’è poco da stare allegri perché i politici regionali sembrano distratti e poco sensibili alla storia delle comunità e ai diritti dei cittadini, loro elettori, se è vero che, con l’ultimo piano generale delle acque del 30 novembre 2011, i pozzi che erano una volta in mano al Comune di Santo Stefano Quisquina vengano dati al gestore privato del Servizio Idrico Integrato della provincia di Agrigento, Girgenti Acque. I cittadini vigilino affinché le posizioni assunte pubblicamente a qualsiasi livello vengano mantenute e rispettate in ogni contesto da chi li rappresenta e se qualcuno li tradisce se lo ricordino alle prossime elezioni, perché la rivoluzione si può fare con i forconi,  ma si fa soprattutto con i voti.</p>
<p>L’Addetto Stampa Liberacqua</p>
<p>E questo è quanto pubblica Canicattì web di cesare Sciabarrà  e di Davide Di Fazio!</p>
<p>Migliaia di persone mobilitate contro una Regione sorda!</p>
<p>Una Regione Siciliana che consente al gestore unico, a Marco Campione, amministratore delegato di Girgenti Acque, padrone assoluto della società di gestione del cosiddetto servizio idrico integrato, in provincia di Agrigento!</p>
<p>Si consente a Campione, reduce da una montagna di procedimenti penali, alcuni passati in giudicato, altri in itinere, anche per mafia,  di  vendere acqua putrida, puzzolente o dissalata dei suoi impianti di dissalazione, per favorire un’altra società privata, francese.</p>
<p>Ci riferiamo  alla Nestlè, che vende agli agrigentini, in bottiglia di plastica, al prezzo mille volte maggiorato,  proprio quell’acqua che dovrebbe arrivare dentro le case, attraverso le condutture idriche!</p>
<p>Che bei campioni di sana gestione questi della ditta Campione di Girgenti Acque!</p>
<p>Vergogna!</p>
<p>La Vergogna è tutta della Regione che consente queste operazioni!</p>
<p>Mentre un consigliere agrigentino del PDL chiede a proposito di Girgenti Acque  di far luce, al Consiglio Comunale di Agrigento sulle assunzioni clientelari e sugli organigrammi di Girgenti Acque</p>
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<h1>Giuseppe Di Rosa (Pdl) esordisce:  “Politici venduti per qualche posto negli Ato?”</h1>
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<p>E chiede le piante organiche e gli  elenchi degli assunti nell’ultimo biennio da Ato e Girgenti acque. “Voglio capire se c’è qualche politico che si è venduto per qualche posto”, spiega Di Rosa: “Dopo la seduta del Consiglio mi sono aggiornato ulteriormente e ho capito che il problema reale delle nuove tariffe  proposte è che manca un regolamento che regoli queste tariffe. Regolamento che dovrebbe essere approvato dall’Assemblea dell’Ato, cioè dai sindaci e dai dirigenti”. L’Assemblea di cui parla Di Rosa, però, non si riunisce, e quando ciò succede, non raggiunge il numero legale. Questo anche perchè alcuni comuni non hanno consegnato la rete idrica all’Ente. “Il vero problema è l’Ato, che è succube di un forte potere politico regionale  e non vuole cedere le armi. Non mi sta bene”. Il consigliere, oltre all’elenco dei dipendenti, volto a dimostrare pubblicamente se ci sono stati rapporti clientelari tra gli Enti, chiede l’apertura di un tavolo tecnico con l’Ato. Di Rosa sostiene che bisogna : “capire se ci sono politici che si sono venduti per qualche posto!”</p>
<p>Sono state le nuove tariffe il motivo scatenante di numerosi attacchi e accuse nei confronti degli enti gestori del servizio idrico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nello Hamel, consigliere di Idv, ha promosso già da settimane una raccolta firme e portato il problema in Consiglio. Di Rosa vuole intervenire assumendo un tecnico, lontano da rapporti politici e che sia esperto in materia, in grado di analizzare la nuova tariffazione ed eventualmente avanzare nuove proposte. La nuova tariffa proposta da Girgenti acque, sebbene abbassi il costo della tariffa idrica, introduce altre formule come la quota fissa e il calcolo pro die, che rispetto alla bolletta attuale, a parità di consumi, risulterà però più costosa.“</p>
<p>Ma Raffaele Lombardo ed il suo assessore regionale delegato, hanno tagliato la testa al toro, inviando un commissario regionale, per sostituire i 43 sindaci agrigentini che non hanno preso alcuna decisione in merito, perché in forte imbarazzo.</p>
<p>L’imbarazzo  è costituito da  un’illegale gestione dei servizi idrici nell’agrigentino, attualmente  in mano ad un delinquente conclamato, con tanto di condanna, ovvero l’amministratore delegato ed azionista di maggioranza di Girgenti Acque, il plurinquisito, condannato,  in via definitiva, dalla Suprema Corte di Cassazione, per reati contro la pubblica amministrazione, ed indagato per mafia, Marco Campione!</p>
<p>Quel Marco Campione difeso dal vice presidente di Confindustria Agrigento, in un procedimento penale.</p>
<p>Ci riferiamo a  Giuseppe Catanzaro, ras delle discariche e grandioso professionista dell’antimafia degli affari dei rifiuti agrigentini, non proprio leciti e le cui illegalità sono state denunciate, in maniera inequivocabile,  alla Procura della Repubblica di Agrigento!</p>
<p>E, proprio il Catanzaro, cerca, utilizzando il potere dei media e  degli organi di informazione deviati, di occultare i gravi reati denunciati alla Procura della Repubblica di Agrigento,  relativi alla gestione illegale del ciclo dei rifiuti  nell’agrigentino, illegalità che egli disperatamente cerca di occultare, malgrado siano anche stati denunciati dalla Corte dei Conti Siciliana alla Procura della stessa Corte!</p>
<p>Questo significa parlare di professionisti dell’antimafia dei rifiuti!</p>
<p>Giuseppe Catanzaro è l’esempio emblematico di quella vergogna nazionale, che alla pari della mafia, si chiama antimafia degli affari illeciti!</p>
<p>Salvatore Petrotto</p>
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		<title>Piante organiche ed elenchi degli assunti nell’ultimo biennio da Ato e Girgenti acque.</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 00:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Piante organiche ed elenchi degli assunti nell’ultimo biennio da Ato e Girgenti acque. Questa la richiesta del consigliere comunale del Pdl, Giuseppe Di Rosa, già in Consiglio lo scorso martedì. “Voglio capire se c’è qualche politico che si è venduto per qualche posto”, spiega Di Rosa: “Dopo la seduta del Consiglio mi sono aggiornato ulteriormente e ho capito che il problema reale delle nuove tarriffe  proposte è che manca un regolamento che regoli queste tariffe. Regolamento che dovrebbe essere approvato dall’Assemblea dell’Ato, cioè dai sindaci e dai dirigenti”. L’Assemblea di cui parla Di Rosa, però, non si riunisce, e quando ciò succede, non raggiunge il numero legale. Questo anche perchè alcuni comuni non hanno consegnato la rete idrica all’Ente. “Il vero problema è l’Ato, che ha un forte potere politico e non vuole cedere le armi. Non mi sta bene”. Il consigliere, oltre all’elenco dei dipendenti, volto a dimostrare pubblicamente se ci sono stati rapporti clientelari tra gli Enti, chiede l’apertura di un tavolo tecnico con l’Ato. Di Rosa: “capire se ci sono politici che si sono venduti per qualche posto” Sono state le nuove tariffe il motivo scatenante di numerosi attacchi e accuse nei confronti degli enti gestori del servizio idrico. Nello Hamel, consigliere di Idv, ha promosso già da settimane una raccolta firme e portato il problema in Consiglio. Di Rosa vuole intervenire assumendo un tecnico, lontano da rapporti politici e che sia esperto in materia, in grado di analizzare la nuova tariffazione ed eventualmente avanzare nuove proposte. La nuova tariffa proposta da Girgenti acque, sebbene abbassi il costo della tariffa idrica, introduce altre formule come la quota fissa e il calcolo pro die, che rispetto alla bolletta attuale, a parità di consumi, risulterà però più costosa.“</p>
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		<title>Lo sai che i sindacati sono contro il salario minimo garantito per le persone che non riescono a vivere!</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 00:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo sai che i sindacati sono contro il salario minimo garantito per le persone che non riescono a vivere! Vergogna, facciamo sapere alla gente queste cose! L&#8217;indennità di disoccupazione è una misura di civiltà che ha da sempre, tutta l&#8217;Europa sviluppata, dalla Germania al Belgio, tranne l&#8217;Italia. Proprio perché le nostre organizzazioni sindacali vivono sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sai che i sindacati sono contro il salario minimo garantito per le persone che non riescono a vivere! Vergogna, facciamo sapere alla gente queste cose! L&#8217;indennità di disoccupazione è una misura di civiltà che ha da sempre, tutta l&#8217;Europa sviluppata, dalla Germania al Belgio, tranne l&#8217;Italia. Proprio perché le nostre organizzazioni sindacali vivono sulle disgrazie economiche di chi non ha un salario o uno stipendio! E&#8217; come dire che non c&#8217;è antimafia se non c&#8217;è mafia e quindi, la mafia, anche quando non c&#8217;è, bisogna inventarsela, per giustificare l&#8217;esistenza dell&#8217;antimafia di professione, che lucra, guadagna, cioè, allo stesso modo della mafia sulle disgrazie della povera gente! E così i sindacati se non ci sono poveri, non hanno ragione di esistere! L&#8217;idea del salario minimo garantito per tutti i disoccupati è del Ministro del Lavoro Fornero, quella delle lacrime sui pensionati, per intenderci! I sindacati, CGIL, CISL e UIL, dicono no al Ministro del Lavoro Fornero! Vogliono farci morire di fame! Vergogna!</p>
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		<title>Lettera ad un Giornalista di RAI TRE Sicilia: Davide Camarrone</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 21:47:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lettera ad un Giornalista di RAI TRE Sicilia:  Davide Camarrone &#160; Lo Stato con qualche sua deviata articolazione periferica, ha già prestato il fianco alle strumentali e fittizie crociate antimafia! Ed anche io ne sono stato una vittima. Mi riferisco alle strumentalizzazione fittiziamente antimafiose per difendere sporchi interessi,  come la vicenda della discarica di Siculiana, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lettera ad un Giornalista di RAI TRE Sicilia:  Davide Camarrone</p>
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<p>Lo Stato con qualche sua deviata articolazione periferica, ha già prestato il fianco alle strumentali e fittizie crociate antimafia! Ed anche io ne sono stato una vittima. Mi riferisco alle strumentalizzazione fittiziamente antimafiose per difendere sporchi interessi,  come la vicenda della discarica di Siculiana, dimostra! Strappata a quel comune con calunniose denunce di mafia dall&#8217;attuale vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro! Il Catanzaro che ha fatto sciogliere quel comune per mafia, grazie alle sue calunniose denunce ed  ha fatto mettere sotto processo per mafia quell&#8217;onestissimo sindaco che risponde al nome di Giuseppe Sinaguglia, del PD. Sindaco che tra l&#8217;altro era a capo di un vasto movimento di protesta contro gli ATO rifiuti. Proprio quegli ATO RIFIUTI bacchettati dalla Corte dei Conti ieri, all&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario e che hanno prodotto, solo tra il 2007 e 2009, 900 milioni di euro di debiti!</p>
<p>E ne hai parlato proprio tu, Davide Camarrone, nel corso del TG Regionale del 26 gennaio 2011, cioè di ieri.</p>
<p>Contro questo sistema affaristico, di selvaggia privatizzazione, anche delle discariche, si batteva Giuseppe Sinaguglia, assieme al suo capo ufficio tecnico ed al suo comandante dei vigili urbani ed al vasto movimento che aveva saputo creare, per scongiurare queste terribili privatizzazioni, fortemente volute da confindustria sicilia, per delle ovvie ragioni, se ci riferiamo proprio a Catanzaro; ragioni che sono facilmente comprensibili!</p>
<p>Ebbene quel sindaco, quel comune, quel movimento di sindaci, tutti quanti noi cittadini, abbiamo subito un danno incalcolabile ed irreparabile, a causa di una calunniosa denuncia, di un professionista dell&#8217;antimafia che risponde al nome del vicepresidente di confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro.</p>
<p>Quella denuncia, di fatto, consentì ad un cartello di imprese agrigentine, in proroga e per 5 anni, nella città dei Templi ed in altri 19 comuni, un&#8217;illegale gestione del ciclo dei rifiuti, i cui servizi sono stati affidati, direttamente, senza gara, per svariate centinaia di milioni di euro ed  ai danni di tutti quanti noi poveri contribuenti che paghiamo la tasse per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti,  tra le più care d&#8217;Italia.</p>
<p>Ma quella denuncia, servì anche a depotenziare quel movimento di sindaci contro gli ATO Rifiuti.</p>
<p>Fu un terribile deterrente per scoraggiare chiunque avesse voluto ingaggiare ulteriori lotte, battaglie contro questo illegale sistema di gestione di rifiuti, denunciato dalla Corte dei Conti di Palermo.</p>
<p>E&#8217; inutile ricordare che quel professionista dell&#8217;antimafia che si chiama Giuseppe Catanzaro, continua a fare il bello e cattivo tempo, mentre il sindaco di Siculiana, Sinaguglia, il suo capo ufficio tecnico, il suo comandante dei vigili urbani, seppure assolti dalle infamanti e calunniose accuse di mafia di Giuseppe Catanzaro, sono stati inghiottiti tra maglie della giustizia.</p>
<p>Ed anch&#8217;io che ho denunciato, all&#8217;inizio dello scorso anno, le illegali gestioni di acqua e rifiuti nell&#8217;agrigentino.</p>
<p>Forse  sono stato costretto a subire di peggio  e di più!</p>
<p>Oltre che a dimettermi da Sindaco di Racalmuto, minor danno,  sono stato persino accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, così come il mio ex collega di Siculiana,  Giuseppe Sinaguglia.</p>
<p>Vi pare poco!</p>
<p>Sono stato prosciolto immediatamente,  ma ho preferito dimettermi da sindaco, il 23 giugno 2011, quando mi è stato recapitato l&#8217;avviso di garanzia.</p>
<p>Poi la Stessa Procura Antimafia di Palermo, ha chiesto l&#8217;archiviazione del procedimento penale che mi riguardava ed il Tribunale ha, immediatamente archiviato!</p>
<p>Mentre ancora aspetto un pronunciamento della Procura e del Tribunale di Agrigento riguardo alla mia denuncia contro la gestione illegale del ciclo dell&#8217;acqua e dei rifiuti, così come anche evidenziato dalla Corte dei Conti, il 26 gennaio 2012, a distanza di un anno dalla mia denuncia presentata presso la Procura di Agrigento.</p>
<p>Salvatore Petrotto</p>
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		<title>Un Campione di Truffe a Capo di Girgenti Acque!</title>
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		<comments>http://www.salvatorepetrotto.it/2012/01/27/un-campione-di-truffe-a-capo-di-girgenti-acque/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 21:01:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I guai per l’imprenditore Marco Campione , non vengono a quanto pare uno alla volta. Mi direte, ma di quale Campione stiamo parlando? Chi è costui? Ci riferiamo all’amministratore delegato,   padrone e dominus di Girgenti Acque,  con il suo oltre 51% delle azioni. Girgenti Acque, ossia,   la società di gestione dei servizi idrici (o per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I guai per l’imprenditore Marco Campione , non vengono a quanto pare uno alla volta.</p>
<p>Mi direte, ma di quale Campione stiamo parlando?</p>
<p>Chi è costui?</p>
<p>Ci riferiamo all’amministratore delegato,   padrone e dominus di Girgenti Acque,  con il suo oltre 51% delle azioni.</p>
<p>Girgenti Acque, ossia,   la società di gestione dei servizi idrici (o per meglio dire dei disservizi) in provincia di Agrigento operante  già da oltre 4 anni   e che nei  prossimi ventisei anni potrà gestire i fondi che l’attuale presidente dell’ATO idrico, il Presidente della Provincia di Agrigento, ha iniziato ad affidarle.</p>
<p>L’affarire, alla fine della giostra sarà di oltre un miliardo di euro di guadagni, a spese dei cittadini utenti del servizio idrico ed alla faccia del plebiscitario esito del referendum sull’acqua pubblica!</p>
<p>Per adesso si  tratta di svariate centinaia di milioni di euro  di finanziamenti europei che, il presidente Raffaele Lombardo ha iniziato ad erogare, proprio in questi giorni,  facendoli, di fatto gestire, direttamente  a questo nostro, si fa per dire, sagace imprenditore, del quale, se avete la pazienza di seguirmi  un po’ lungo le vie dell’acqua e della sete agrigentina,  avrete modo, di farvi qualche amara e sarcastica rista!</p>
<p>Cercherò di illustrarvi le  credenziali ed il curriculum di colui il quale, in Sicilia, viene ritenuto l’erede della più grossa impresa edile,  dei  favolosi anni Ottanta.</p>
<p>Ci riferiamo ai tempi di Tangentopoli-mafiopoli, dei favolosi anni Ottanta ed all’IMPRESEM del compianto Filippo Salamone.</p>
<p>Il luogotenente di Agrigento di Raffaele Lombardo, ossia,  il Presidente della Provincia Eugenio D’Orsi,  il 18 gennaio, prima di fare ingresso in tribunale per alcune vicende giudiziarie, firma l’affidamento di centinaia di milioni di euro, di finanziamenti europei,  stanziati dalla Regione a favore della società privata proprio di Campione,  Girgenti Acque!</p>
<p>Lo stesso D’Orsi che è  al centro di curiose vicende giudiziarie, ironicamente messe in risalto, recentemente anche dalla trasmissione satirica di Italia 1  Le Iene!</p>
<p>Il D’Orsi è stato  trascinato in Giudizio, da un Pubblico Ministero, il dott. Alberto Forte che, assieme all’avvocato Giuseppe Scozzari, già amministratore di Girgenti Acque, ha difeso a spada tratta,  gli interessi di Girgenti Acque di Marco Campione.</p>
<p>In questo caso ci riferiamo ad un altro processo nel corso del quale, veniva  acclarato che la società idrica di proprietà del Campione,  ha tentato, coinvolgendo  la Questura di Agrigento e la Procura,  di istigare alla corruzione due sindaci ed il Presidente di un Consorzio Acquedottistico Pubblico.</p>
<p>Il tutto è documentato da tre anni di intercettazioni, ambientali e telefoniche!</p>
<p>Eppure il Dott. Forte, assieme all’avv. Giuseppe Scozzari, sono riusciti a dimostrare, non si sa come, l’esatto contrario!</p>
<p>Ma questa è un’altra storia, il cui epilogo lo vedremo a breve!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sta di fatto, comunque che il D’Orsi  si fa difendere,  per discolparsi dalle accuse di peculato, falso truffa  e quant’altro,  dall’avvocato Giuseppe Scozzari!</p>
<p>Quel Giuseppe Scozzati che difende gli interessi di  Girgenti Acque,  in quanto già amministratore di Girgenti Acque  ed avvocato della stessa società contro chi ha messo in risalto, con tanto di denunce penali, le gravi illegalità commesse proprio da Girgenti Acque!</p>
<p>Che meraviglioso intreccio no!</p>
<p>D’Orsi in altri termini che fa?</p>
<p>Affida come si suole dire le pecore al lupo!</p>
<p>E chi  è il lupo cattivo in questa favola?</p>
<p>Ma Girgenti Acque!</p>
<p>E le pecore non solo siamo noi, ma anche, se vogliamo, le centinaia di milioni di euro che andrà a gestire,  sentite un po’ chi?</p>
<p>Ma il nostro Campione, in falso,  truffa, cemento depotenziato ed altro ancora!</p>
<p>Ci riferiamo a Campione Marco che,  dopo la condanna definitiva da parte della Suprema Corte di Cassazione, per reati contro la pubblica amministrazione,  adesso  è stato rinviato a giudizio assieme ad altre sette persone, tra imprenditori e tecnici.</p>
<p>Il nostro Campione è stato  già condannato con un’inappellabile sentenza,  per una  truffa di oltre un milione di euro,  per avere attestato falsamente l’avvenuta  consegna entro i termini previsti dal contratto, del nuovo nosocomio di Agrigento, il San Giovanni di Dio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Adesso il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Valerio D’Andria, lo  ha rinviato a giudizio, sempre per l’ospedale di Agrigento, questa volta  con l’accusa  di aver compiuto irregolarità nella  sua costruzione.</p>
<p>Ospedale che, lo ricordiamo, fu sequestrato dalle autorità giudiziarie nel 2009, perché costruito con cemento depotenziato.</p>
<p>In altri termini  si tratta di una sorta di castello di sabbia!</p>
<p>Tant’è che, solo grazie all’intercessione dell’allora ministro della giustizia, Angelino Alfano, fu restituito alla Città dei Templi.</p>
<p>Il rischio allora, a seguito di quel sequestro giudiziario,  era quello di  lasciare Agrigento senza ospedale!</p>
<p>Gli altri sette imputati sono gli imprenditori e tecnici Antonio Raia, Girolamo Traina, Gerlando Spallitta,  Salvatore Brucculeri, Fancesco Paolo Scaglione, Francesco Lusco ed Angelo Alletto, accusati tutti quanti, assieme al nostro Campione di falso e truffa, per avere realizzato l’edificio, come si suole dire oggi, con un certo eufemismo, con cemento depotenziato.</p>
<p>Si tratta cioè di una struttura che, seppure di nuova costruzione, non ha superato  i test di collaudo antisismico, previsti dalle vigenti normative e che andrebbe chiusa, in quanto versa in un grave pericolo di crollo,  seppure realizzata ed ultimata meno di 10 anni fa, sempre  dal nostro Campione!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A seguire, sempre il Campione, deve fare i conti con  l’inchiesta per mafia che lo riguarda, in relazione a delle pesanti rivelazioni di alcuni pentiti di mafia.</p>
<p>Campione Marco, erede della ex IMPRESEM del compianto,  Filippo Salamone, recentemente scomparso,  mentre stava scontando una condanna per mafia!</p>
<p>Anche per lui, pertanto,   si profila qualche altro guaio, assai simile a quello di chi, come si sostiene da più parti, ci riferiamo proprio a Filippo Salamone, gli ha lasciato in eredità, non sappiamo se solo l’impresa o qualcos’altro!</p>
<p>Ricordiamo che proprio il Giudice, Fabio Salamone, fratello dell&#8217;imprenditore, Filippo,  è  quel magistrato  che mise sotto inchiesta a Brescia  Antonio Di Pietro, il leader nazionale di Italia dei Valori, quando il Di Pietro stava indagando,  proprio sulla tangentopoli siciliana, ribattezzata ovviamente, per onorare il nostro marchio di fabbrica più conosciuto al mondo, mafiopoli!</p>
<p>Inchieste incrociate che portarono all’assoluzione di Di Pietro ed alla condanna di Salamone,   ritenuto  deus ex machina in Sicilia Occidentale e non solo, per l’appunto, della cosiddetta mafiopoli siciliana!</p>
<p>Il prossimo appuntamento con l’Amministrazione della  Giustizia, nelle vesti di imputato,  per il padrone di Girgenti Acque è giorno 2 aprile,  quando il Giudice,  Alessia Geraci,  dovrà pronunciarsi sulla vicenda giudiziaria.</p>
<p>Ma a quanto pare, per via dell’ormai certo  trasferimento, del giudice Geraci, sarà un  altro magistrato a stabilire quanta sabbia e quanto cemento mise dentro al calcestruzzo dell’ospedal di Agrigento,  Marco Campione.</p>
<p>Siamo sempre comunque, pazientemente in attesa che ci sia un altro  ulteriore pronunciamento, per verificare quanta acqua inquinata e non,  ed a che prezzo,  il Campione ci manda dentro le case nei 43 comuni della provincia di Agrigento.</p>
<p>Perché la Regione regala l’acqua,  la pregiata acqua minerale sorgentizia dei monti Sicani, di Santo Stefano di Quisquina,  alla Nestlè che ce la rivende in bottiglia,  ad un prezzo ovviamente  mille volte superiore.</p>
<p>Per questa vicenda si sono mobilitati migliaia di cittadini, riunitisi in un comitato per la difesa dell’acqua pubblica!</p>
<p>Ed  il Campione, a Porto Empedocle, con il suo dissalatore, alla faccia del referendum abrogativo della privatizzazione dell’acqua,  che fa?</p>
<p>E si, adesso vi racconto  lo scandalo nello scandalo!</p>
<p>Marco Campione Amministratore delegato di Girgenti Acque, compra  acqua dissalata da Marco  Campione!</p>
<p>E si!</p>
<p>Perché Campione è, tra l’altro,  proprietario e gestore del dissalatore di Porto Empedocle,.</p>
<p>E che fa?</p>
<p>Ma naturalmente vende,  ad un prezzo tre volte superiore all’acqua di sorgente (quella regalata dalla Regione Siciliana alla Nestlè), quella disgustosa e stomachevole acqua dissalata che sempre lo stesso Campione fattura a sé stesso e quindi agli agrigentini ad un prezzo triplicato!</p>
<p>Che capolavoro di impostura e truffa!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E la Regione che  ruolo ha in tutto questo?</p>
<p>Notizia di ieri: l’Assessore delegato per l’Energia e l’Acqua ha commissariato Assemblea dell’ATO idrico di Agrigento, composta da 43 sindaci.</p>
<p>E sapete perché?</p>
<p>Per ritoccare, non sappiamo se al rialzo od al ribasso,  le tariffe del servizio idrico, gestito, e potete capire in che modo, proprio dal nostro Campione, Marco Campione, ovviamente!</p>
<p>Ora sarà compito dell’architetto Giuseppe Taverna, il commissario inviato dalla Regione retta da Raffaele Lombardo, quello di stabilire le tariffe di questa lurida e disgustosa acqua che ci manda dentro le case indovinate chi?</p>
<p>Cucù!</p>
<p>Ma il nostro Campione:   azionista di maggioranza con il suo 51%  di Girgenti Acque, nonché suo amministratore delegato;  condannato, con sentenza definitiva, per reati contro la pubblica amministrazione, sotto processo per l’ulteriore truffa del cemento depotenziato dell’Ospedale di Agrigento, sotto inchiesta per mafia!</p>
<p>A proposito, per la vicenda Ospedale di Agrigento, nutrito sarà il collegio difensivo, composto dai seguenti avvocati,  Giuseppe Scozzari,  curerà la difesa, ovviamente,  del Campione.</p>
<p>Ribadiamo che l’avvocato Giuseppe Scozzari è stato  già   consigliere d’amministrazione di Girgenti Acque, nonché suo avvocato difensore,  contro chi ha denunciato questa ed altre palesi illegalità che ancora sono al vaglio della Procura della Repubblica di Agrigento,  da più di un anno.</p>
<p>Il folto gruppo di penalisti annovera inoltre i seguenti professionisti del diritto: Raffaele Restivo, Fabrizio Biondo, Antonino Gaziano, Gerlando Alonge, Filippo Sabbia, Guido Sinatra, Marcello Vegna, Silvio Miceli, Diego Galluzzo, Francesco Scopelliti e Fabio Quattrocchi.</p>
<p>Salvatore Petrotto</p>
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		<title>Sono state già occupate dagli studenti alcune scuole della provincia di Agrigento.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 12:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono state già occupate dagli studenti alcune scuole della provincia di Agrigento. Studenti dei Licei,  degli Istituti Tecnici e Professionali,  subito dopo le manifestazioni di piazza, hanno fatto rientro a scuola, già   e  si sono asserragliati dentro le aule,  sbarrando porte e  cancelli. In una delle tante povere province di Sicilia si dà un’ulteriore sveglia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono state già occupate dagli studenti alcune scuole della<br />
provincia di Agrigento.</p>
<p><strong><em>Studenti dei Licei,  degli Istituti Tecnici e Professionali,  subito dopo le manifestazioni di piazza, hanno<br />
fatto rientro a scuola, già   e  si sono asserragliati dentro le aule,  sbarrando porte e  cancelli.</em></strong></p>
<p>In una delle tante povere province di Sicilia si dà un’ulteriore<br />
sveglia, un messaggio al grido degli studenti, LA SCUOLA E’ NOSTRA  LA SICILIA E’ NOSTRA E CE LE RIPRENDIAMO –<br />
GRAZIE FORCONI -  GRAZIE FORZA D’URTO:<br />
ADESSO TOCCA ANCHE A NOI GIOVANI!</p>
<p>L’onda delle occupazioni delle scuole, stavolta assume un<br />
pregnante valore.</p>
<p>Tutti quanti, giovani, studenti, agricoltori, pescatori,  autotrasportatori,  artigiani, commercianti,  ma anche docenti delle scuole,  e persino liberi  professionisti approvano e sostengono quanto<br />
sta succedente in mezzo alle strade, dentro le scuole, in ogni angolo di<br />
Sicilia e d’Italia.</p>
<p>Stavolta, questa veemente rivolta  popolare, non la si può liquidare solo<br />
dicendoci che faranno qualcosa per gli autotrasportatori, qualche ritocchino al<br />
prezzo dei carburanti e le solite promesse di dilazionare i debiti di 50 mila<br />
aziende agricole,  ed altre innumerevoli<br />
attività artigianali  commerciali,<br />
siciliane, fallite, sparite!</p>
<p>Per non parlare della Grande Distribuzione che impone  scadentissimi  ed illegali prodotti alimentari e non che<br />
vengono non si sa da dove, tranne che dalla Sicilia o dalle altre regioni<br />
italiane.</p>
<p>Le nostre eccellenze, le nostre qualità  italiane, invece sono  mortificate!</p>
<p>E le Banche ed i Banchieri che con la falsa storiella del<br />
debito pubblico, stanno scaricando su famiglie ed aziende le loro sporche<br />
manovre speculative!</p>
<p>Stanno facendo fallire interi Stati quali la  Grecia, nonchè  aziende e famiglie,  per impadronirsi  delle proprietà di ogni singolo cittadino,<br />
con la complicità di settori deviati delle istituzioni e degli organismi<br />
degli  Stati Membri dell’Unione Europea!</p>
<p>L’UNIONE DEI BANCHIERI!</p>
<p>ALTRO CHE UNIONE EUROPEA!</p>
<p><strong><em>Banche e Speculatori finanziari<br />
stampano l’Euro, o se lo inventano a livello virtuale, per creare debito<br />
pubblico da scaricare su tutti gli stati europei ed ogni singolo cittadino!</em></strong></p>
<p><strong><em>E si, se non lo sapete,  la Banca<br />
d’Italia le altre  banche nazionali<br />
europee, compresa ovviamente la Banca Centrale Europea, sono per il 95% in mano<br />
alle maggiori banche private europee!</em></strong></p>
<p>Avete capito!</p>
<p>Ci stampano i soldi che costano pochi centesimi,  per creare debito pubblico e debiti privati!</p>
<p>Banconote, ma anche il denaro virtuale, quello  che viaggia con un semplice clic, di un<br />
computer,  non esiste, è un’invenzione<br />
speculativa per creare debiti pubblici e privati.</p>
<p>E poi ci tormentano con la psicosi della crisi, per<br />
scoraggiarci, farci fallire ed impadronirsi dei nostri averi, case, terreni ed<br />
aziende.</p>
<p>Dopo essersi impossessatisi di tutte le nostre proprietà,  di tutto,  scatta la FASE DUE!</p>
<p>Ci rubano pure i diritti di uomini e di liberi cittadini, imponendoci di<br />
diventare  lavoratori-schiavi, alla<br />
maniera cinese!</p>
<p>400 euro al mese, per<br />
12 ore di lavoro al giorno!</p>
<p>E’ un’esperienza che già da tempo fanno i giovani<br />
disoccupati,  senza altra alternativa  e speranza di vita!</p>
<p>Sembra una barzelletta ma è così!</p>
<p>Una banconota da cinquecento euro sapete quanto costa?</p>
<p>Tre centesimi!</p>
<p><strong><em>Abbiamo perso, ormai da tempo, la Nostra Sacrosanta Sovranità Popolare,<br />
da quando gli Stati  e chi ci rappresenta<br />
hanno privatizzato anche la stampa  delle<br />
banconote!</em></strong></p>
<p><strong><em>Si chiama SIGNORAGGIO, la stampa del denaro, ovvero, come diceva<br />
qualcuno in passato, dello sterco del diavolo, un SIGNORAGGIO CHE  si traduce in SCHIAVITU’ DEI NOSTRI FIGLI, DEI<br />
NOSTRI GIOVANI CHE PROTESTANO IN PIAZZA E DENTRO LE SCUOLE!</em></strong></p>
<p>La schiavitù dei nostri giovani senza lavoro, senza futuro<br />
ed alla mercé degli schiavisti del Terzo Millennio!</p>
<p>E’   peggio della<br />
TRATTA DEI NEGRI , la schiavitù dei nostri giovani del TERZO MILLENNIO!</p>
<p>E’ UNA SCHIAVITU’ PIU’ SUBDOLA,  MASCHERATA, MESCHINA, INSOPPORTABILE E<br />
MICIDIALE!</p>
<p>Per queste  ragioni<br />
gli studenti agrigentini si sono chiusi dentro le scuole!</p>
<p>Questi erano anche gli slogan degli studenti: Italia,<br />
Europa, avete dato in appalto alle banche<br />
usuraie la nostra vita per renderci schiavi!</p>
<p>Contro la schiavitù finanziaria del terzo millennio, ci<br />
ribelliamo.</p>
<p>Furori tutti!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Salvatore Petrotto</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>GIUSTIZIA SOMMARIA, GIUSTIZIA A STRASCICO? BOH! E CHI CI CAPISCE AD AGRIGENTO!</title>
		<link>http://www.salvatorepetrotto.it/2012/01/24/giustizia-sommaria-giustizia-a-strascico-boh-e-chi-ci-capisce-ad-agrigento/</link>
		<comments>http://www.salvatorepetrotto.it/2012/01/24/giustizia-sommaria-giustizia-a-strascico-boh-e-chi-ci-capisce-ad-agrigento/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:23:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sindaco di Agrigento  è indagato per disastro colposo, in relazione al crollo di un palazzo storico di Agrigento, avvenuto il 25 aprile scorso, giorno di Pasquetta! Si tratta del secentesco Palazzo Lo Jacono  Maraventano,   messo in sicurezza dal Comune,  con fondi pubblici, tra il 2008 ed il 2010 e  ricadente in una  via del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sindaco di Agrigento  è indagato<br />
per disastro colposo, in relazione al crollo di un palazzo storico di Agrigento,<br />
avvenuto il 25 aprile scorso, giorno di Pasquetta!</p>
<p>Si tratta del secentesco Palazzo Lo Jacono  Maraventano,   messo<br />
in sicurezza dal Comune,  con fondi<br />
pubblici, tra il 2008 ed il 2010 e  ricadente in una  via del centro storico di Agrigento.</p>
<p>Allora si sfiorò la tragedia, visto che da quella stretta viuzza del Centro<br />
Storico, quattro giorni prima,  per il Venerdì Santo,  era transitata,  un’affollatissima<br />
processione con lo stesso sindaco al<br />
seguito!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’accusa è stata sollevata al sindaco Marco Zambuto, dal sostituto<br />
procuratore della Repubblica titolare  Santo Fornasier.</p>
<p>Insieme al primo cittadino della Città dei Templi, sono finite sul registro<br />
degli indagati altre sei persone, tecnici e funzionari del Comune che seguirono<br />
il progetto finanziato con i fondi della Protezione civile per mettere in<br />
sicurezza l’edificio di interesse storico che aveva già dato chiari segni di<br />
cedimento.</p>
<p>Ricordiamo che la provincia di Agrigento, non è nuova  a gravissime situazioni del genere.</p>
<p>Per disastro doloso e omicidio colposo sono ancora sotto<br />
processo al Tribunale di Agrigento,undici persone per il crollo <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/23/news/favara_crollo-2047962/">di una casa fatiscente </a>nel centro storico<br />
di Favara,  avvenuto il 23 gennaio del<br />
2010 e  che causò la morte di due<br />
sorelline, Chiara e Marianna Bellavia,  di due e quattordici anni. Un drammatico<br />
crollo che secondo la magistratura di Agrigento &#8211; l&#8217;inchiesta è stata condotta<br />
dai sostituti procuratore Giacomo Forte e Lucia Brescia,  coordinati dal procuratore Renato Di Natale e<br />
dall&#8217;aggiunto Ignazio Fonzo &#8211; si poteva evitare se solo fossero stati compiuti<br />
i controlli previsti dalla legge e se solo si fosse dato seguito alle relazioni<br />
dei vigili del fuoco che avevano chiaramente avvertito che quella casa poteva<br />
crollare.</p>
<p>Allarmi che sono stati però &#8211; secondo i pm &#8211; lasciati cadere<br />
nel vuoto, con una serie di omissioni e mancate verifiche tecniche, fino a<br />
quando all&#8217;alba del 23 gennaio dell&#8217;anno scorso si è verificato il disastro.</p>
<p>La casa situata nel<br />
centro storico di Favara in via del Carmine è crollata su se stessa, padre e<br />
madre sono riusciti a salvarsi per miracolo, mentre la piccola Chiara e<br />
Marianna, 14 anni, sono rimaste sotto le macerie.</p>
<p>Inutili i soccorsi che sono giunti sul posto tempestivamente.</p>
<p>Quale primo responsabile del crollo è stato condotto alla<br />
sbarra, l’allora sindaco di favara, l’avv. Domenico Russello, e due suoi<br />
predecessori,  Carmelo Vetro e Lorenzo<br />
Airò, il proprietario ed il possessore dell&#8217;immobile,  Rosalia Presti e Antonio Noto  e sei dirigenti ed ex dirigenti dell&#8217;Utc di<br />
Favara: Giacomo Sorce, Sebastiano Dispenza, Pasquale Amato, Alberto Avenia,<br />
Antonio Grova e Vincenzo Arnone.</p>
<p>Per  quella vicenda, il sindaco di Favara,  Domenico Russello, a seguito dell&#8217;inchiesta e<br />
della notifica dell&#8217;avviso della conclusione delle indagini, si è dimesso  dalla sua carica ed è ancora sotto processo,<br />
così come  tutti altri imputati.</p>
<p>Per saziare la sete di giustizia, causata dal gravissimo<br />
lutto di due anni fa, la Procura della Repubblica, nella sua interezza,  si è impelagata e lasciata andare in questo<br />
caso, in una sorta di inchiesta a strascico!</p>
<p>Si tratta di Giustizia Sommaria?</p>
<p>Favara,  uno dei più<br />
grossi centri agrigentini e  confinante<br />
con Agrigento, è stata costretta a ritornare alle urne, per rieleggere un nuovo<br />
sindaco, un post-comunista di ferro, Sasà Manganella, reclutato e sostenuto,  dall’allora Ministro della Giustizia, Angelino<br />
Alfano, attraverso il suo luogotenente di Favara, il giovane deputato regionale<br />
Nino Bosco.</p>
<p>Inoltre, sempre la  Procura di Agrigento<br />
ha notificato l’avviso della conclusione delle indagini, che prelude alla<br />
richiesta di rinvio a giudizio, per il consigliere comunale del Mpa Giuseppe De<br />
Francisci, 30 anni.</p>
<p>L’uomo e’ accusato dal sostituto procuratore Arianna Ciavattini di violenza<br />
privata, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico e calunnia nei confronti di un<br />
panificatore di Agrigento verso il quale, secondo quanto emerso nel corso delle<br />
indagini preliminari, nutriva rancore personale.</p>
<p>Secondo la Procura De Francisci, nella sua qualità  di consigliere comunale del Comune di<br />
Agrigento, e dunque di amministratore locale, avrebbe agito violando il<br />
principio di imparzialità della pubblica amministrazione anche perché, con una<br />
comunicazione diretta agli organi di polizia tributaria e competenti in materia<br />
di sicurezza del lavoro, pur consapevole della sua innocenza, avrebbe<br />
attribuito falsamente al suo rivale illeciti nel settore tributario e della<br />
sicurezza del lavoro.</p>
<p>De Francisci, sempre secondo la Procura, avrebbe anche attestato falsamente<br />
di aver ricevuto- con riferimento al panificio – dichiarazioni di cittadini in<br />
ordine all’assenza di autorizzazione amministrativa ed alla presenza di<br />
violazioni della normativa igienico-sanitaria, nonché della normativa sulla<br />
sicurezza sul lavoro proponendo, con una richiesta ufficiale, un accertamento<br />
urgente sull’attività commerciale esclusivamente per finalità personali.</p>
<p>Inoltre e’ accusato di avere provocato al titolare del panificio un danno<br />
ingiusto per averlo costretto a subire reiterate ispezioni amministrative<br />
ostacolandone l’attività lavorativa.</p>
<p>Come si può ben notare, gli amministratori pubblici dell’agrigentino, a torto<br />
od a ragione, sono sempre tenuti sotto torchio!</p>
<p>Se pensiamo che anche l’ex presidente del consiglio comunale di Agrigento, l’Alfaniano<br />
Carmelo Callari è stato pizzicato per peculato ed altro.</p>
<p>Ed a questo aggiungiamo altri 5 consiglieri comunali di Agrigento e  forse più,  sono impelagati in un’altra<br />
mega-inchiesta  nel settore urbanistico<br />
della città dei Templi.</p>
<p>Inchiesta che  ha provocato  una interminabile serie di arresti con<br />
relativa,  totale,  decapitazione dell’Ufficio Tecnico Comunale.</p>
<p>E se poi a questo   aggiungiamo ancora,  il processo al Presidente della Provincia,<br />
Eugenio D’Orsi, ovviamente sempre per peculato, truffa, falso e tanto altro<br />
ancora.</p>
<p>Beh, possiamo concludere che,  in un<br />
modo o nell’altro, la Città che fu di Empedocle e poi di Pirandello, non è<br />
tanto ben messa, a parere della Procura della Repubblica di Agrigento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Salvatore Petrotto</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il lombardiano di ferro, Eugenio D&#8217;Orsi  e l&#8217;On. Alfaniano, Berlusconiano, Enzo Fontana, due Presidenti della Provincia Regionale di Agrigento, due esemplari da non dimenticare. Tutti e due,recentemente,  al cospetto delle Iene: Che figura di merda!</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 23:21:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se consultate il giornale online Grandangolo, diretto da Franco Castaldo,  servizi e foto, ci forniscono la plastica immagine di un Presidente della Provincia Regionale, ormai tenuto al guinzaglio. Una sorta di visconte dimezzato, a seguito di un’inchiesta giudiziaria che lo ha visto protagonista di una suggestiva performance ad Italia 1, alle prese con l’assalto delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se consultate il giornale<br />
online Grandangolo, diretto da Franco Castaldo,  servizi e foto, ci forniscono la plastica<br />
immagine di un Presidente della Provincia Regionale, ormai tenuto al<br />
guinzaglio.</p>
<p>Una sorta di visconte<br />
dimezzato, a seguito di un’inchiesta giudiziaria che lo ha visto protagonista<br />
di una suggestiva performance ad Italia 1, alle prese con l’assalto delle IENE.</p>
<p>Che figura!</p>
<p>Su youtube potete<br />
ammirarlo in tutto il suo splendore!</p>
<p>Figura che fa il paio con<br />
quella del suo predecessore,  qualche<br />
mese fa, caduto anch’egli nella trappola delle Iene.</p>
<p>Ci riferiamo  all’On. Enzo Fontana, Alfaniano del PDL,  quando gli hanno detto se era favorevole alla<br />
vendita del Colosseo o della Fontana di Trevi,  per risanare il bilancio dello Stato.</p>
<p>Ed il perplesso Fontana,<br />
in un primo momento ha detto di essere contrario.</p>
<p>Ma quando l’intervistatore<br />
gli ha riferito che Berlusconi era favorevole e che Italia 1 era di Berlusconi<br />
e che dichiarandosi contrario, il Fontana rischiava la ricandidatura, si sono<br />
visti costretti  a rifare l’intervista.</p>
<p>La seconda dichiarazione<br />
di Fontana ha superato anche le più incredibili aspettative!</p>
<p>L’On. Alfaniano,<br />
Berlusconiano di Agrigento, Enzo Fontana, per salvarsi la poltrona, ha dato il<br />
meglio di se stesso!</p>
<p>Si è dichiarato favorevole<br />
alla vendita della Fontana di Trevi e di tutti i maggiori beni artistico -monumentali<br />
italiani ed al relativo smontaggio, con tanto di spedizione magari in Cina, in<br />
Giappone od in Russia.</p>
<p>Alla proposta di accontentarci<br />
in Italia  soltanto di una copia dei<br />
nostri monumenti nazionali, da collocare al posto degli originali, il Fontana<br />
ha annuito, ha detto di essere pienamente d’accordo!</p>
<p>L’onorevole Fontana di<br />
Agrigento è riuscito persino a rubare, seriamente, la scena persino all’indimenticabile<br />
comico Totò, quando in un suo memorabile film si vendeva la Fontana di Trevi!</p>
<p>Ma per lo meno Totò ci<br />
lasciava l’originale sul posto!</p>
<p>Il Berlusconiano ed<br />
Alfaniano Fontana, roba da non crederci, ha dichiarato, seriamente che sarebbe<br />
disponibile, se dipendesse da lui, a disfarsi ed a far rimontare all’estero non<br />
solo la Fontana di Trevi, ma anche  tutti<br />
i più prestigiosi e conosciuti monumenti nazionali!</p>
<p>E che diamine, e serve per<br />
fare cassa!</p>
<p>Andatevelo a vedere anch’egli<br />
su youtube:  è una goduria!</p>
<p>Con i Presidenti della<br />
Provincia Regionale di Agrigento, non credo che ci abbiamo azzeccato tanto,<br />
direbbe il mio ex amico Antonio Di Pietro.</p>
<p>Comunque il divertimento,<br />
urbi et orbi,  è assicurato!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Adesso abbiamo scritto a<br />
chi l’ha visto, per tentare di ritrovare quel battagliero Presidente Autonomista,<br />
lombardiano di ferro, che usciva indossando  la maglietta recante la scritta SE IL<br />
PRESIDENTE DELLA REGIONE, RAFFAELE LOMBARDO E’ MAFIOSO ED ALLORO SONO MAFIOSO<br />
ANCH’ IO!</p>
<p>Dov’è andato a finire quel<br />
vulcanico Don Chisciotte che combatteva contro, non tanto i mulini, bensì i<br />
politici a vento che gli soffiavano da dietro per  farlo volare alto,  con il suo sogno di realizzare l’aeroporto di<br />
Agrigento?</p>
<p>Son bastati quaranta<br />
palmizi nani piantati nella sua villa, qualche missione,un  incaricuccio o un lavoretto di troppo e LE<br />
IENE e via D’Orsi:  verso l’Infinito ed<br />
Oltre!</p>
<p>O forse, e ci dispiace,<br />
verso l’inferno ed oltre!</p>
<p>Purtroppo non è atterrato<br />
sulla pista di quel suo tanto agognato aeroporto,  ma dentro l’aula del Tribunale di Agrigento,  a rispondere di peculato, falso, truffa, abuso<br />
d’ufficio e chi più ne ha, più ne metta!</p>
<p>Adesso è costretto a<br />
subire un processo per direttissima.</p>
<p>Ma è stato anche chiamato,<br />
ancor più direttamente,  a sbrigare, in<br />
fretta e furia gli affari dell’ATO Idrico di Agrigento,  di  cui ne<br />
è  Presidente.</p>
<p>Per assecondare  Girgenti Acque, la società di gestione dei<br />
servizi idrici della provincia di Agrigento.</p>
<p>Un giorno seduto tra i sindaci agrigentini ed un altro giorno tra avvocati e giudici di ogni dove, costretto a difendersi da una miriade di piccole accuse che sembrano una roba degna di ladri di polli o di pezzenti!</p>
<p>Ed alle quali noi non<br />
crediamo!</p>
<p>Pensate un po’,  è accusato di aver fatto piantare nel suo<br />
giardino delle palme, e pure nane, di proprietà della Provincia di Agrigento.</p>
<p>E chi lo difende?</p>
<p>Ma  l’avvocato  difensore di Girgenti Acque,  Giuseppe Scozzari, già ex amministratore,<br />
proprio di Girgenti Acque.</p>
<p>Si tratta della società alla<br />
quale, il povero e disgraziato D’Orsi, meno di una settimana fa, ha dovuto<br />
capitolare, per ovvie ragioni.</p>
<p>Ha dovuto affidare, ed immediatamente, una<br />
prima trance di finanziamenti, all’incirca 60 milioni di euro, di fondi<br />
europei,  stanziati dalla Regione,  retta dal personaggio raffigurato nelle<br />
serigrafie stampate nelle  magliette dell’ultras<br />
D’Orsi, il Presidente Raffaele Lombardo.</p>
<p>Un’altra coincidenza, una<br />
pura e semplice coincidenza, è costituita dal fatto che, il Pubblico Ministero<br />
che accusa D’Orsi, ovvero il Dott. Giacomo Forte,  è lo stesso Giacomo Forte che ha rappresentato<br />
la Pubblica accusa a favore di Girgenti Acque,in un altro processo.</p>
<p>D’Orsi dunque è stato sensibilmente<br />
incoraggiato a  firmare l’assegnazione,  a Girgenti Acque,  degli oltre sessanta milioni di euro,  da spendere in sedici comuni della provincia<br />
di Agrigento.</p>
<p>Il 18 gennaio del 2012.</p>
<p>E chi come me può<br />
dimenticare quella data!</p>
<p>Sino a quel giorno,<br />
rimanendo in piedi  soltanto una pesante<br />
accusa  nei confronti del sottoscritto,<br />
il dado ancora non era tratto!</p>
<p>Ci voleva un’esemplare e<br />
memorabile condanna a favore di Girgenti Acque, per sbloccare una marea di<br />
centinaia di milioni di euro di finanziamenti pubblici!</p>
<p>E così è stato!</p>
<p>I soldi, <strong><em>i<br />
picciuli</em></strong>, direbbero a Palermo, non erano ancora affluiti nelle casse di<br />
Girgenti Acque!</p>
<p>Bisognava attendere una<br />
condanna  che era nell’aria, era in<br />
viaggio.</p>
<p>Mi riferisco ad una<br />
condanna che era funzionale a salvare i destini economici ed il business delle<br />
acque,  nella provincia più assettata d’Italia.</p>
<p>E spiego adesso perché.</p>
<p>Lo stesso giorno e la<br />
stessa ora della firma del Presidente Eugenio  D’orsi, di quel fatidico contratto di<br />
assegnazione a Girgenti Acque,  della<br />
prima fettina di sessanta milioni di euro, di una prima torta di oltre duecentocinquanta<br />
milioni di euro,  che cosa poteva e<br />
doveva succedere!</p>
<p>Ma naturalmente stava<br />
uscendo fuori la liberatoria condanna nei miei confronti!</p>
<p>E mentre i miei ex<br />
colleghi sindaci di 16 comuni dell’agrigentino, brindavano  felici per il successo conseguito,  regalando l’acqua pubblica ed i primi sessanta<br />
milioni  di euro ad una società, di fatto<br />
in mano ad alcuni facoltosi privati, per me è stata riservata una sofferta<br />
condanna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così impara, avrà sicuramente<br />
esclamato più di qualcuno, che cosa significa contrastare</p>
<p>in sede penale, civile ed<br />
amministrativa, una società che assieme alla NESTLE’ sui Monti Sicani, finalmente  ha potuto dare un definitivo  calcio in culo, con tanto di sentenza giudiziaria<br />
a chi come me, difende l’acqua pubblica!</p>
<p>Ed alla faccia anche del<br />
recente plebiscitario referendum che ha abrogato la legge sulla privatizzazione<br />
dell’acqua!</p>
<p>Insomma si tratta di una<br />
condanna comminatami, non so per quale motivo!</p>
<p>Si ha la terribile<br />
sensazione che si tratta di un indescrivibile scandalo politico-giudiziario, da<br />
me denunciato da anni!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Visto che l’allora amministratore delegato di<br />
Girgenti Acque,   ha posto in essere un tentativo di  corruzione perpetrato ai miei danni!</em></strong></p>
<p><strong><em>Come del resto aveva, in precedenza,  sentenziato il Giudice Alberto D’Avico,  del Tribunale di Agrigento.  </em></strong></p>
<p>Io,  assieme ad altri sindaci ed avvocati, avevamo<br />
denunciato, anche penalmente,  in tutte<br />
le sedi giudiziarie proprio Girgenti Acque che si stava,  ingiustamente,  impadronendo di strutture, impianti e dell’acqua<br />
pubblica!</p>
<p>Inspiegabilmente, la<br />
conclusione a cui è pervenuto il Dott. Giacomo Forte, della Procura della<br />
Repubblica di Agrigento, assieme all’avvocato di parte civile ed ex<br />
amministratore di Girgenti Acque,  è<br />
stata un po’ sbalorditiva!</p>
<p><strong>Il Dott. Giacomo Forte  ha cioè sostenuto che  denunciare un’azienda, ottenendo tra l’altro<br />
dei pronunciamenti di diversi  suoi<br />
colleghi giudici che hanno condannato, per l’appunto Girgenti Acque,  anche a risarcire decine di milioni di euro,  significa, perpetrare un tentativo,<br />
addirittura,  di concussione contro quell’azienda!</strong></p>
<p><strong>Forte no,<br />
la conclusione! </strong></p>
<p>Direbbe Adriano Celentano.</p>
<p>Veramente forte!</p>
<p><strong><em>Come dire che,  se io denuncio penalmente una società che<br />
gestisce in malo modo un servizio, mandandoci acqua inquinata dentro le case,  inquinando le acque del mare agrigentino, per<br />
la mancata depurazione dei liquami fognari, si impadronisce dell’acqua pubblica,<br />
senza avere peraltro alcuna concessione<br />
da parte della Regione.</em></strong></p>
<p><strong>Se denuncio questo e tanto altro ancora, lo avrei<br />
fatto per esperire un tentativo di concussione!</strong></p>
<p>Chiedo per queste ed altre<br />
ragioni che si ristabilisca la verità!</p>
<p>Intanto, proprio il giorno<br />
di questa mia kafkiana condanna,  con la<br />
benedizione e gli ossequiosi ringraziamenti del sindaco di Agrigento, Marco<br />
Zambuto e del sindaco di Caltabellotta e vice presidente dell’ATO idrico di<br />
Agrigento, l’ex On. Calogero Pumilia,  il<br />
Presidente Eugenio D’Orsi, non sappiamo se obtorto-collo, ha dovuto firmare questa<br />
ingente assegnazione di sessanta milioni di euro proprio a Girgenti Acque.</p>
<p>Ieri invece, si è dovuto<br />
recare, con le ali calate ed un tono assai dimesso, non degno della sua fama di<br />
indomito battagliero lombardiano, al cospetto del Dott. Forte, lo stesso<br />
pubblico ministero che è riuscito a strappare una condanna contro di me ed a<br />
favore di Girgenti Acque.</p>
<p><strong><em>Immaginate che cosa  ha potuto, assai malignamente, pensare uno<br />
come me che ha frequentato Leoluca Orlando o Padre Ennio Pintacuda, ed è stato<br />
succube della loro cultura del sospetto quale anticamera della verità! </em></strong></p>
<p>Mi ero persino permesso di<br />
chiedere niente di meno al D’Orsi, non più di qualche mese fa, l’elenco di<br />
tutte le persone che lavorano a Girgenti Acque, i cui criteri di selezione,<br />
potete immaginare quali siano stati, a detta di quelli come me,  portatori della cultura del sospetto!</p>
<p>Quando gli successe il<br />
fattaccio delle palme e di tanto altro ancora,<br />
volli incontrare il  Presidente D’Orsi,<br />
il quale fu assai solerte  e gentile nel ricevermi nel suo ufficio, alla<br />
Provincia.</p>
<p>Ero assieme a  mia moglie.</p>
<p>Malgrado fosse<br />
visibilmente amareggiato per le sue vicissitudini giudiziarie, ebbe la forza<br />
pure di offrirci un aperitivo.</p>
<p>Mia moglie, forse inconsciamente,<br />
animata da un istintivo sesto senso, ricordo che non volle accettare nulla!</p>
<p>In quella circostanza io<br />
ebbi modo anche di parlargli, di quella vicenda, di quel tranello, di quella porcata,<br />
o per meglio dire di quel tentativo di corruzione,  perpetrato ai miei danni da un amministratore<br />
di Girgenti Acque.</p>
<p>Tentativo da me ricacciato,<br />
risolutamente, ma paradossalmente<br />
culminato, per volere del Dott. Giacomo Forte, con un mio rinvio a giudizio!</p>
<p>Con non poca commozione,<br />
ma con tono molto risoluto, D’Orsi mi disse che m’avrebbe aiutato, perché lui<br />
sapeva come fare per dimostrare che dentro quella società, Girgenti Acque,  molti politici e non solo, in maniera<br />
clientelare e ricattatoria, avevano piazzato tecnici, burocrati ed operai.</p>
<p>Mi disse, davanti  a mia moglie, ti farò avere presto, entro la<br />
prossima settimana,  un elenco<br />
dettagliato di tutti gli organigrammi e del personale di Girgenti Acque,<br />
spiegandoti tutti gli intrecci clientelari che hanno favorito quelle<br />
assunzioni!</p>
<p>L’avete visto più D’Orsi<br />
ed il suo elenco, comprese le sue scottanti rivelazioni!</p>
<p>Ma io e mia moglie,  nostro malgrado,  ci rendemmo subito conto che D’Orsi ci aveva<br />
giocato di brutto!</p>
<p>Sapete che cosa è successo<br />
dopo quell’incontro con D’Orsi alla Provincia?</p>
<p>Neanche un’ora dopo, al  Viale della Vittoria di Agrigento, la<br />
splendida terrazza sul mare della Città dei Templi, lungo la  cosiddetta Passeggiata,  chi andiamo ad incontrare, del tutto<br />
casualmente?</p>
<p>Ma proprio D’Orsi che<br />
colloquiava con l’Avv. Giuseppe Scozzari, avvocato difensore di Girgenti Acque,<br />
contro di me e che, da quel giorno, fu scelto quale avvocato difensore da D’Orsi.</p>
<p>Che bel servizio mi ha<br />
reso il Presidente D’Orsi, andando,  a<br />
riferire all’avvocato di Girgenti Acque, Giuseppe Scozzari quanto ci eravamo<br />
detto nel suo ufficio alla Provincia!</p>
<p>Che campionario di lealtà<br />
umana abbiamo scoperto,  con sconfortante<br />
amarezza,  io e mia moglie!</p>
<p>Capimmo subito tutto, D’Orsi<br />
mi aveva venduto!</p>
<p>Sapeva che proprio Scozzari,<br />
era il mio più accanito nemico,  visto che era stato  ex amministratore  e poi  battagliero avvocato  difensore di Girgenti Acque.</p>
<p>Per non parlare del fatto<br />
che,  sempre l’avvocato Giuseppe<br />
Scozzari, a suo dire, nel 2001, non era stato rieletto parlamentare nazionale<br />
per colpa mia!</p>
<p>Nel 1994 e nel 1996, da<br />
sindaco di Racalmuto, assieme ad altri, lo sostenemmo e lo facemmo eleggere per<br />
ben due volte deputato!</p>
<p>Senonché, alle consultazioni<br />
nazionali del 2001 io decisi di candidarmi nella lista Italia dei Valori, con<br />
Antonio Di Pietro, malgrado Scozzari mi avesse consigliato di non candidarmi,<br />
dicendomi  che egli non l’avrebbe<br />
perdonato neanche a suo padre!</p>
<p>Figuriamoci a me!</p>
<p>E così è stato.</p>
<p>Tant’è che con la sua<br />
difesa di Girgenti Acque, mi ha voluto dimostrare che l’ora della vendetta era<br />
scoccata.</p>
<p>Nel corso di un’udienza in tribunale, davanti<br />
a mia moglie ed al mio avvocato, proprio Scozzari esternò,  davanti a tutti,  il suo decennale rancore ed odio nei miei<br />
confronti, dicendomi che ero stato il suo carnefice!</p>
<p>E  di queste cose il nostro ambiguo, per dir<br />
poco, D’Orsi, ne era a conoscenza!</p>
<p>Ma io, ingenuamente,  non ci avevo mica pensato!</p>
<p>Non sapevo, tra l’altro,<br />
che D’Orsi, proprio il giorno del nostro incontro,  avrebbe ufficializzato alla stampa la scelta,<br />
quale suo difensore, proprio dell’ex deputato, dell’ex amministratore ed avvocato<br />
di Girgenti Acque!</p>
<p>Lo stesso Scozzari,  sosteneva in maniera arrembante,  assieme al Pubblico Ministero  Giacomo Forte,  la pubblica accusa contro di me ed a favore di<br />
Girgenti Acque!</p>
<p>Che stupido sono stato!</p>
<p>Caso  ha voluto che lo stesso giudice Giacomo Forte,<br />
questa volta a parti invertite, accusa l’illustre cliente dell’avvocato<br />
Giuseppe Scozzari, Eugenio D’Orsi!</p>
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