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	<title>Il Blog di Salvatore Petrotto &#187; battaglie</title>
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		<title>Il Tragico Crollo Di Favara, Due Giovanissime Vite Spezzate. Interi Paesi Fatiscenti Rischiano Di Sbriciolarsi, Uccidendoci</title>
		<link>http://www.salvatorepetrotto.it/2010/01/24/il-tragico-crollo-di-favara-due-giovanissime-vite-spezzate-interi-paesi-fatiscenti-rischiano-di-sbriciolarsi-uccidendoci/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 11:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proteste]]></category>
		<category><![CDATA[battaglie]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tragico crollo di Favara, è solo uno dei tanti episodi di implosione di innumerevoli case fatiscenti che costituiscono l&#8217;intero tessuto urbano dei nostri centri storici. Il sottoscritto, regolarmente, ogni settimana, è costretto a firmare ordinanze di messa in sicurezza e demolizione di edifici pericolanti. Riteniamo che il recente Piano Casa approvato dalla Competente Commissione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il tragico crollo di Favara, è solo uno dei tanti episodi di implosione </strong>di innumerevoli case fatiscenti che costituiscono l&#8217;intero tessuto urbano<strong> dei nostri centri storici.</strong></p>
<div id="attachment_1404" class="wp-caption alignnone" style="width: 584px"><img class="size-full wp-image-1404" src="http://www.salvatorepetrotto.it/images/il-tragico-crollo-di-favara-due-giovanissime.JPG" alt="foto credit: agrigentonotizie.it" width="574" height="383" /><p class="wp-caption-text">foto credit: agrigentonotizie.it</p></div>
<p><strong>Il sottoscritto, regolarmente, ogni settimana</strong>, è costretto a firmare ordinanze di messa in sicurezza e demolizione di edifici pericolanti.</p>
<p>Riteniamo che il recente Piano Casa approvato dalla Competente Commissione Parlamentare dell&#8217;Assemblea Regionale Siciliana, vada rivisto.<br />
E&#8217; assolutamente urgente stanziare le quanto mai opportune e necessarie risorse economiche, per evitare non solo un irreversibile degrado dei nostri agglomerati urbani che è già da anni in atto, ma soprattutto per evitare ulteriori tragedie.</p>
<p>Per puro miracolo, nel mio paese, ad oggi, non sono capitati episodi come quello di Favara.</p>
<p>Si ha un bel dire che bisogna salvaguardare e conservare tutto, quando, non solo si è immersi in una tragica povertà, ma interi paesi sono mummificati da norme restrittive che vietano interventi di totali rifacimento e ristrutturazione, soprattutto dei nostri centri storici che, nel frattempo, ci stanno sistematicamente crollando addosso facendoci morire.</p>
<p>Nessuno vuole fare scempio della nostra storia e delle nostre architetture di pregio, ma quando in maniera impietosa le nostre fatiscenti case costruite col gesso si sbriciolano una dietro l&#8217;altra, ma che cosa vogliamo conservare!</p>
<p>Qua c&#8217;è solo da conservare la nostra vita e quella dei nostri concittadini!</p>
<p>Nel pieno rispetto delle varie tipologie architettoniche, bisogna immediatamente consentire anche le demolizioni e le eventuali ricostruzioni, anche all&#8217;interno dei nostri centri storici.</p>
<p>Bisogna consentire la messa in sicurezza di interi quartieri, anche consentendo i necessari sventramenti.</p>
<p>Per fare ciò è urgente predisporre immediatamente un piano di interventi finanziari, soprattutto per l&#8217;edilizia privata e pubblica, che deve garantire un accesso facilitato a degli opportuni contributi per le famiglie che vivono nelle aree degradate.<br />
In alternativa, bisogna eliminare tutti quanti i pericoli incombenti nelle aree a rischio crollo, garantendo nuovi alloggi a coloro i quali saranno costretti ad abbandonare le loro abitazioni.</p>
<p>Non c&#8217;è molto da aspettare, bisogna dar fondo immediatamente, alle ingenti risorse di Agenda 2007/2013.</p>
<p>Il caso Favara è solo la punta di un iceberg che si chiama degrado, abbandono ed inerzia da parte di chi dovrebbe pensare alla vita dei nostri concittadini.<br />
E&#8217; drammaticamente necessario destinare la maggior parte delle risorse regionali, statali e comunitarie per le manutenzioni degli edifici privati e pubblici, oltre che per la messa in sicurezza di tutto il patrimonio pubblico, semplicemente per salvare la vita dei nostri concittadini e non chissà per quale fine.</p>
<p>Riteniamo che il primo obiettivo di Stato e Regione dovrebbe essere quello di salvaguardare la salute e la vita dei propri cittadini.</p>
<p>Questa è la tragica priorità che il caso Favara impone drammaticamente a tutti quanti.<br />
Il sacrificio di due giovanissime vite spezzate, non può lasciarci colpevolmente insensibili, tanto da non capire che nei nostri centri abitati o immediatamente si fa qualcosa o si muore e si continuerà a morire!</p>
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		<title>Tagli, Tagli E Tagli, Crolli Dissesti, Frane E Smottamenti E Soprattutto Fame E Povertà: Così Sono Ridotti I Nostri Comuni!</title>
		<link>http://www.salvatorepetrotto.it/2009/10/16/tagli-tagli-e-tagli-crolli-dissesti-frane-e-smottamenti-e-soprattutto-fame-e-poverta-cosi-sono-ridotti-i-nostri-comuni/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 06:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proteste]]></category>
		<category><![CDATA[battaglie]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Seppure siamo costretti a sopportare i continui tagli ai trasferimenti agli Enti locali, dobbiamo ugualmente e comunque garantire i servizi essenziali. La situazione della finanza pubblica, in generale, è un disastro. Quest&#8217;anno tra Stato e Regione Sicilia, a Racalmuto abbiamo, ad esempio, subito dei tagli che ammontano ad oltre 230 mila euro. Ma la sorpresa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Seppure siamo costretti a sopportare i continui tagli ai trasferimenti agli Enti locali, dobbiamo ugualmente e comunque garantire i servizi essenziali.<br />
La situazione della finanza pubblica, in generale, è un disastro.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-499" title="tagli-tagli-e-tagli-crolli-dissesti-frane-e-smottamenti" src="http://www.salvatorepetrotto.it/images/tagli-tagli-e-tagli-crolli-dissesti-frane-e-smottamenti.jpg" alt="tagli-tagli-e-tagli-crolli-dissesti-frane-e-smottamenti" width="300" height="200" />Quest&#8217;anno tra Stato e Regione Sicilia, a Racalmuto abbiamo, ad esempio, subito dei tagli che ammontano ad oltre 230 mila euro.</p>
<p>Ma la sorpresa non è solo quella di vedere notevolmente decurtati i finanziamenti ordinari di circa il 10 % ogni anno, ma quella di ricevere la comunicazione relativa a questi tagli soltanto a fine anno, quando cioè abbiamo già impegnato le somme previste in bilancio e non abbiamo più capitoli da dove togliere gli stanziamenti previsti, ad inizio od a metà anno.</p>
<p>Come dire che Regione e Stato, ci comunicano ogni anno una previsione di trasferimenti finanziari sbagliata, facendoci assumere degli impegni di spesa che poi non sappiamo, a fine anno, come coprire.<br />
La situazione è veramente paradossale e nessuno avvia iniziative di lotta.<br />
Eppure i Comuni devono ugualmente garantire tutto quanto riguarda la vita dei cittadini, come si suole dire, in maniera non proprio felice, dalla culla alla bara.</p>
<p>Dalle manutenzioni di strade, ville e giardini, scuole e tutti gli edifici pubblici, alla segnaletica ed alla sicurezza stradale, all&#8217;impiantistica sportiva, alla pubblica illuminazione, ai servizi socio-assistenziali, ai ricoveri di disabili, anziani o minori, buoni libro o trasporto alunni pendolari ed ai trasporti pubblici in genere, alla protezione civile, dall&#8217;igiene alla sicurezza pubblica, insomma dobbiamo garantire tutto e tutti, senza soldi!</p>
<p>Invito i miei colleghi sindaci, attraverso l&#8217;ANCI e le altre organizzazioni degli Enti Locali a ribellarsi.<br />
Non è possibile che tutte le incombenze, le competenze e le gravissime responsabilità, debbono ricadere sui Comuni, mentre i soldi vengono stanziati per cose che non servono assolutamente ai cittadini.<br />
I Comuni sono gli unici enti realmente a contatto con i cittadini e che devono erogare qualsiasi tipo di servizio, eppure negli ultimi anni sono i primi enti a subire questa mortificante strategia di tagli anche relativi a spese essenziali e necessarie.<br />
Così arriveremo alla ribellione sociale!</p>
<p>E se qualcuno si è messo in testa di far ricadere tutte le responsabilità dei gravissimi malesseri sociali ed economici su noi sindaci, esponendoci anche a gravi rischi per la nostra stessa incolumità fisica, visto che la gente soprattutto per la fame, disoccupazione ed i disservizi conseguenti a questi tagli, non ne può più, si sbaglia di grosso!<br />
Invito tutti i miei colleghi sindaci a marciare verso Palermo e Roma, per costringere Stato e Regione a ripristinare gli stanziamenti finanziari necessari, per far fronte a tutte le ineludibili necessità dei Cittadini che amministriamo.</p>
<p>Una proposta su tutte potrebbe essere quella di destinare buona parte dei fondi cosiddetti F.A.S., di cui tanto si è parlato per tutta l&#8217;estate, ai Comuni, per assicurare per lo meno la manutenzione e la sicurezza di strade ed edifici pubblici.<br />
Poi, per i fondi di Agenda 2007-2013, è inutile prevedere nuove opere pubbliche, quando il nostro patrimonio abitativo, i nostri centri storici, le nostre emergenze artistico-monumentali, cadono a pezzi.<br />
E questo gravissimo problema della mancanza di seri interventi nei nostri tessuti urbanistici degradati, rischia di provocare continue tragedie umane.</p>
<p>Se non è questa la vita reale dei cittadini di cui dobbiamo tener conto, ditemi quali sono i veri problemi?<br />
Pertanto si rivela indispensabile destinare la maggior parte dei fondi strutturali e non, ai Comuni che devono, necessariemente ed improrogabilmente, pena la morte dei nostri concittadini, curare la manutenzioni di intere aree dei centri abitati che cadono a pezzi sulle nostre teste e sulle nostre vite umane.<br />
E&#8217; necessario subito un piano regionale di estrema emergenza, per far fronte a tutte le incombenti necessità di urgentissimi interventi strutturali in tutte queste nostre aree urbane disastrate e che versano in una gravissima situazione di estremo pericolo, che si manifesta puntualmente con i continui crolli, frane e smottamenti che rischiano di provocare ovunque tragedie, simili a quella di Messina.</p>
<p>E&#8217; necessari, subito, destinare buona parte dei fondi statali ed europei per assicuare, per lo meno, la vita ai nostri concittadini che, quotidianamente rischiano di perderla tra le strade, dentro le loro case o mandando i figli in scuole fatiscenti, inadeguate e pericolanti.<br />
Con somma urgenza, visto che già abbiamo perso tre anni, dal 2007 al 2009, mi riferisco al mancato utilizzo, ad esempio, dei fondi di Agenda 2007-2013, dobbiamo, immediatamente, stanziare le somme necessarie per scongiurare ulteriori morti dei nostri concittadini siciliani.</p>
<p>L&#8217;appello lo rivolgiamo al Governo non solo e principalmente, Regionale, ma anche a quello Nazionale, perchè la si finisca di considerare la Sicilia come una sorta di colonia da sfruttare soprattutto nei momenti elettorali, continuando così a mortificare non solo l&#8217;intelligenza dei Siciliani, ma contribuendo a mettere in serio e gravissimo pericolo la nostra stessa vita!</p>
<p>Noi qui abbiamo bisogna di avere assicurata la sopravvivenza. E&#8217; necessario, nell&#8217;immediato, un&#8217;urgentissima manutenzione del nostro patrimonio edilizio nei centri storici che cadono a pezzi, nelle aree periferiche, laddove ci sono pericoli di gravi dissesti idrogeologici, delle nostre strade, degne del quarto mondo!<br />
Abbiamo bisogno, anche, di avere assicurati degli standard di vivibilità dei cittadini che amministriamo, non dico da paese civile, ma che ci consentono di non morire schiacciati sotto il peso<br />
della estrema povertà che è l&#8217;unica cosa che ci viene garantita a piene mani.<br />
Tagli, tagli e tagli, crolli, dissesti, frane e smottamenti ma, soprattutto tanta fame e povertà!</p>
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		<title>Botta E Risposta Tra Me E Giuseppe Sferrazza Sulla Vicenda Consorzio Tre Sorgenti</title>
		<link>http://www.salvatorepetrotto.it/2009/10/07/botta-e-risposta-tra-me-e-giuseppe-sferrazza-sulla-vicenda-consorzio-tre-sorgenti/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 17:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proteste]]></category>
		<category><![CDATA[battaglie]]></category>
		<category><![CDATA[tre sorgenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il capogruppo del PD al Consiglio Comunale di Campobello, Giuseppe Sferraza avendo letto la nota relativa alle denunce presentate dal Presidente del Consorzio Tre Sorgenti di Canicattì, attinenti una serie di presunte irregolarità ed illegittimità amministrative di vari enti, quali E.A.S.. Consorzio del Voltano e Girgenti Acque che avrebbero danneggiato economicamente e non, per l&#8217;appunto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il capogruppo del PD al Consiglio Comunale di Campobello, Giuseppe Sferraza</strong> avendo letto <a href="http://www.salvatorepetrotto.it/2009/10/06/acqua-sottratta-per-oltre-150-milioni-di-euro-ai-comuni-del-consorzio-tre-sorgenti/">la nota relativa alle denunce</a> presentate dal Presidente del Consorzio Tre Sorgenti di Canicattì, attinenti una serie di presunte irregolarità ed illegittimità amministrative di vari enti, quali E.A.S.. Consorzio del Voltano e Girgenti Acque che avrebbero danneggiato economicamente e non, per l&#8217;appunto il Consorzio Tre Sorgenti, vuol capire che cosa sta succedendo. In questo botta e risposta si tenta di rispondere, rappresentando alcune verità che emergono anche a livello documentale.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-400" title="botta-e-risposta-tra-me-e-giuseppe-sferrazza" src="http://www.salvatorepetrotto.it/images/botta-e-risposta-tra-me-e-giuseppe-sferrazza.JPG" alt="botta-e-risposta-tra-me-e-giuseppe-sferrazza" width="353" height="493" /><br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Giuseppe Sferrazza </strong>07 ottobre alle ore 18.23:<br />
<em>&#8220;Salve sono <a href="http://giuseppesferrazza.blogspot.com/">Giuseppe Sferrazza</a></em><em>, capogruppo del PD al consiglio comunale di Campobello, ex candidato a Sindaco.<br />
Ho letto la sua <a href="http://www.salvatorepetrotto.it/2009/10/06/acqua-sottratta-per-oltre-150-milioni-di-euro-ai-comuni-del-consorzio-tre-sorgenti/">nota sul &#8220;furto&#8221; di 150 mln di euro di acqua</a></em><em> e del ricorso proposto dal Tre Sorgenti.<br />
La scorsa settimana, o la precedente, si doveva tenere una riunione a Campobello su richiesta del Sindaco Termini per lo scioglimento del Tre Sorgenti.<br />
Le chiedo se ciò avvenisse non cadrebbe di fatto il ricorso del Tre Sorgenti?<br />
Io penso di si e per questo vorrei fare un&#8217;interrogazione al Sindaco per farmi spiegare le ragioni della sua presa di posizione favorevole per lo scioglimento del consorzio, ma prima di farla gradirei qualche notizia da parte sua, nel senso la mossa dello scioglimento del consorzio è una mossa del centrodestra e quindi tutta una manovra politica per sottacere responsabilità oppure no?<br />
Grazie in anticipo</em>.&#8221;</p>
<p>Non è da escludere che anche immediatamente si proceda allo scioglimento del Consorzio Tre Sorgenti.<br />
Il problema è di altra natura.<br />
E&#8217; importante capire che fine deve fare il patrimonio del Consorzio.<br />
La concessione rilasciata dalla Regione per l&#8217;emungimento dell&#8217;acqua che fine fa, visto che paradossalmente, Girgenti Acque non ha alcuna concessione, mentre il Consorzio si.</p>
<p>Poi bisogna capire come mai la Regione ad oggi, dopo aver nominato un commissario nella persona dell&#8217;ing. Puccio, per garantire il passaggio degli impianti a Girgenti Acque, tramite Agenzia Regionale Acqua e Rifiuti (nomina impugnata per incompetenza dell&#8217;organo che l&#8217;ha effettuata. A nominare il Puccio doveva essere cioè direttamente la Regione e non una società ad essa collegata, in quanto trattasi di commissariamento di un consorzio pubblico composto esclusivamente da enti locali), non ha ancora provveduto a rinominare regolarmente un nuovo commissario.</p>
<p>Bisogna altresì capire se riconvertire o sciogliere il Consorzio, costituito nel 1917.<br />
Bisogna ancora capire il perchè i sindaci di Canicattì, Grotte, ma anche Ravanusa e Campobello, se vogliamo, si astengono non solo dal partecipare alle riunioni dell&#8217;assemblea consortile, ma anche dal prendere le opportune decisioni che consistono, in poche parole, in due punti: sciogliere il consorzio, previo accertamento ed eventuali suddivisioni in quote del patrimonio tra i soci che poi sono i Comuni o riconvertirlo per altri scopi.</p>
<p>Alcuni sindaci, hanno agito cioè come gli struzzi, nascondendo la testa in mezzo alla sabbia e decidendo nelle sedi più o meno opportune di non decidere niente.<br />
Si cercano soltanto incontri extraterritoriali e non ci si incontra laddove statutariamente si devono prendere le necessarie decisioni e cioè all&#8217;interno dell&#8217;assemblea consortile che è stata più volte regolarmente convocata, negli ultimi due anni, e regolarmente disertata dai sindaci che a parole dicono di sciogliere e con i fatti rimangono attaccati ad una situazione di stallo, con gravi responsabilità a loro carico.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Acqua Sottratta Per Oltre 150 Milioni di Euro Ai Comuni Del Consorzio Tre Sorgenti</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 10:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proteste]]></category>
		<category><![CDATA[battaglie]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook Note]]></category>

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		<description><![CDATA[Io non vorrei aggiungere nulla a quanto fin qui denunciato dal Presidente del Consorzio TRE SORGENTI di Canicattì, avv. Calogero Mattina, tramite l&#8217;avvocato incaricato, il mio predecessore, l&#8217;ex sindaco di Racalmuto, Gigi Restivo, se non che una vicenda così scandalosa ed eclatante, rischia di passare inosservata. Si stanno forse facendo passare sotto silenzio le denunce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non vorrei aggiungere nulla a quanto fin qui denunciato dal Presidente del Consorzio TRE SORGENTI di Canicattì, avv. Calogero Mattina, tramite l&#8217;avvocato incaricato, il mio predecessore, l&#8217;ex sindaco di Racalmuto, Gigi Restivo, se non che una vicenda così scandalosa ed eclatante, rischia di passare inosservata.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-368" title="acqua_soldi" src="http://www.salvatorepetrotto.it/images/acqua_soldi.jpg" alt="acqua_soldi" width="403" height="425" /></p>
<p><strong>Si stanno forse facendo passare sotto silenzio le denunce penali,civili </strong>ed i relativi risvolti patrimoniali che inchioderebbero l&#8217;E.A.S. (Ente Acuedotti Siciliani), il Consorzio Acquedottistico denominato Voltano, costituito, tra gli altri, anche dai comuni di Agrigento, Favara, Aragona, Raffadali, Porto Empedocle ed oggi Girgenti Acque.</p>
<p>Questi Enti, storicamente e sino ad oggi, si sono fregati qualcosa come non meno di 240 litri di acqua al secondo, che tradotti in euro ricavati dalla distribuzione e vendita di detta acqua, fanno qualcosa come non meno di 150 milioni di euro di acqua venduta!<br />
Avete capito di che cosa si tratta!<br />
Si o no!<br />
150 milioni di euro che noi cittadini di Racalmuto, Grotte, Canicattì, Licata, Pallma di Montechiaro, Ravanusa e Campobello di Licata abbiamo perso, proprio perchè altri enti pubblici e privati ci hanno sottratto, pur non avendone diritto, perchè privi di pubbliche concessioni, ad emungere e distribuire la nostra acqua!</p>
<p>Ed è stato così che oltre alla perdita economica di oltre 150 milioni di euro, abbiamo scontato un&#8217;endemica sete, da sempre!<br />
Stando alle denunce, supportate da puntuali perizie tecniche, geologiche e prove documentali, il presunto furto decennale, puntigliosamente denunciato dall&#8217;avv. Calogero Mattina, Presidente del Consorzio Tre Sorgenti, continua ad essere perpetrato, oggi, come dicevamo, dalla nuova società di gestione dell&#8217;intera provincia di Agrigento e cioè Girgenti Acque.<br />
Documenti alla mano, risulta che mai alcuna concessione è stata rilasciata dalla Regione Siciliana ad E.A.S., Consorzio del Voltano ed ogg ai Girgenti acque.<br />
Per chi facesse ancora finta di non sapere e di non capire, l&#8217;acqua, così come sancito persino dalla Costituzione della Repubblica Italiana e da tutte le vigenti leggi Regionali, Statali e Comunitarie, così come tutto ciò che si trova nel sottosuolo, appartiene allo Stato e, nelle Regioni a Statuto Speciale, come la Sicilia, tali beni, compresa in primo luogo, ovviamente, sempre l&#8217; acqua, appartengono alla Regione Siciliana.</p>
<p>Per la loro estrazione e, trattandosi di acqua, per il loro emungimento, utilizzo e consumo, bisogna chiedere la relativa autorizzazione all Regione che, nel caso nostro può rilasciare la necessaria concessione, privileggiando ovviamente la natura pubblica di un bene vitale qual&#8217;è appunto l&#8217;acqua.<br />
che, nel caso nostro, è da sempre appartenuta, con regolare concessione ai comuni consorziati col Tre Sorgenti e cioè Canicattì, Licata, Palma di Montechiaro, Ravanusa, Campobello di Licata, Racalmuto e Grotte.</p>
<p>Come è notorio, la nostra cocessione deriva dal fatto che gli enti che rappresentiamo sono, per l&#8217;appunto enti pubblici, non hanno finalità di lucro, considerato che sono delle pubbliche istituzioni territoriali ed il cui patrimonio disponibile ed indisponibile appartiene, esclusivamente, a tutta la collettività che rappresentiamo.</p>
<p>Oggi che si sta facendo a pezzi anche la Costituzione della Repubblica Italiana e che impunemente si violano non solo le leggi della Regione, dello Stato e dell&#8217;Unione Europea, ma anche i principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale, crediamo che uno scandalo come quello dell&#8217;acqua rubata ai cittadini che noi sindaci amministriamo, dovrebbe fare non solo indignare il popolo, si fa per dire in questo caso, sovrano, ma dovrebbe indurci tutti quanti a sostenere questa ed altre iniziative giudiziarie, tese a restituirci un bene vitale, per troppo e lungo tempo, impunemente sottrattoci, da una masnada di presunti avventuriari e trafficanti della sete.</p>
<p>Pertanto crediamo che anche sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento, Dott. Umberto Postiglione, possa valutare l&#8217;opportunità o meno di intervenire, per le sue prerogative e competenze, nei confronti di amministratori e funzionari, presenti e passati che sono stati denunciati, alla Procura della Repubblica, presso il Tribunale di Agrigento ed alla Procura della Corte dei Conti di Palermo, dall&#8217;avv. Calogero Mattina, nella qualità di Presidente del Consorzio Acquedottistico TRE SORGENTI, tramite l&#8217;avvocato incaricato, Luigi Restivo.</p>
<p>Si chiede, a tal proposito, anche da parte mia un incontro con sua Eccellenza il Prefetto, Umberto Postiglione, per chiarire la veridicità dei fatti contenuti negli esposti presentati dall&#8217;avv. Calogero Mattina.<br />
Tale incontro viene chiesto dal sottoscritto al fine di scongiurare ulteriori danni civili e patrimoniali, arrecati ai cittadini che noi sindaci del Consorzio Tre Sorgenti amministriamo.</p>
<p>Nel caso in cui, tutte le denunce fin qui presentate, risultassero destituite di ogni fondamento e crediamo che i fatti dimostrano l&#8217;esatto contrario, ( già qualche giudice si è pronunciato, con regolare sentenza, a favore del Consorzio Tre Sorgenti), ed allora vuol dire che quelle che sembrano delle puntuali denunce, scaturenti da precise contestazioni giudiziarie, debitamente documentate, devono essere confutate anche in sede di contestazione amministrativa, presso la Prefettura di Agrigento.</p>
<p>Dimostrare il contrario di quanto fin qui debitamente denunciato, sebrerebbe non del tutto possibile, considerata la doviziosa e puntuale raccolta di dati, documenti e perizie che sembrerebbero dimostrare, inconfutabilmente, che la truffa di oltre 150 milioni di euro, si sia realmente consumata nel tempo e che continua, forse, purtroppo a perpetrarsi!</p>
<h6><span style="font-weight: normal;">foto credit: </span><a href="http://www.mccormackinc.com/portfolio/illustration/aquamoney.html"><span style="font-weight: normal;">mccormackinc</span></a></h6>
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		<title>Occupazione Cantina Sociale La Torre di Racalmuto</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 15:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cantina La Torre]]></category>
		<category><![CDATA[battaglie]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;assessore provinciale dell&#8217;agricoltura Castellino ha inviato all&#8217;assessore Regionale Cimino una richiesta a firma sua, del presidente della provincia e dei sindaci delle province di Agrigento e Caltanissetta, con richiesta di un intervento urgente da parte della regione a favore di tutte le aziende agricole siciliane in crisi del settore vitivinicolo.Ad oggi non si è mosso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.salvatorepetrotto.it/images/michele_cimino.jpg" alt="" width="180" height="150" /><img class="alignleft" src="http://www.salvatorepetrotto.it/images/stefano_castellino.jpg" alt="" width="150" height="150" />L&#8217;assessore provinciale dell&#8217;agricoltura Castellino ha inviato all&#8217;assessore Regionale Cimino una richiesta a firma sua, del presidente della provincia e dei sindaci delle province di Agrigento e Caltanissetta, con richiesta di un intervento urgente da parte della regione a favore di tutte le aziende agricole siciliane in crisi del settore vitivinicolo.Ad oggi non si è mosso niente, i viticultori hanno ricevuto soltanto il misero acconto di €. 0.10 al chilo relativo al 2008. in taluni casi anche di meno, e cioè €. 0.07, all&#8217;invito rivolto all&#8217;assessore regionale dell&#8217;agricoltura, Michele Cimino, è seguita una comunicazione ufficiale da parte dell&#8217;assessore che ha convocato i presidente della provincia e l&#8217;assessore alle politiche agricole della provincia e tutti i sindaci ed i dirigenti dell&#8217;assessorato regionale per un incontro che si terrà il 21 settembre alle ore 16,00 presso lo stesso assessorato.</p>
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		<title>Siamo sui carboni ardenti, malgrado qualcuno abbia il carbone bagnato. Come è possibile.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 13:27:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proteste]]></category>
		<category><![CDATA[battaglie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ai soliti noti Io non so a chi intendete rivolgervi. Ma credo che conosciate già gli indirizzi giusti, non dico dei potenti della Terra, ma almeno di quelli agrigentini. Abbiamo un Ministro, tre assessori regionali agrigentini ed una folta deputazione. Ma poi gira gira cercate solo di fare il tiro a bersaglio con una persona. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ai soliti noti</p>
<p>Io non so a chi intendete rivolgervi.</p>
<p>Ma credo che conosciate già gli indirizzi giusti, non dico dei potenti della Terra, ma almeno di quelli agrigentini.</p>
<p>Abbiamo un Ministro, tre assessori regionali agrigentini ed una folta deputazione. Ma poi gira gira cercate solo di fare il tiro a bersaglio con una persona.</p>
<p>Lo so che in fondo in fondo lo fate per il mio bene!</p>
<p>Capisco che mi ritenete così importante, tanto da cambiare i destini del Mondo, ma credo che le basse accuse di qualcuno o le rabbie ed i rancori, di qualche altro, difficilmente potranno essere utili a costruire il futuro del nostro paese.</p>
<p>Una miriade di progetti che stanno per essere finanziati con fondi europei che svariano dalla riqualificazione urbana, al commercio ed all&#8217;artigianato, al turismo ed ai beni culturali, all&#8217;industria, sarà il tema che affronteremo all&#8217;interno della Fondazione Sciascia ed al Teatro, proprio con alcuni esponenti del Governo Regionale ed esperti in materie economiche e finanziarie.</p>
<p>Il tutto si sta per organizzare per il 25 e 26 settembre.</p>
<p>Chiaramente se vi va di uscire un pò dalle secche in cui rischiate di cacciarvi, ritengo che una vostra partecipazione potrebbe essere utile, per evitare di continuare a perdere tempo con argomenti che voi sapete benissimo, hanno un sapore pretestuoso.</p>
<p>Non voglio scendere nei dettagli, per evitare di starnazzare ancora una volta, errore che ho commesso io e non voi, evidentemente, se è vero, come è vero, che si continua a</p>
<p>girare, come si suole dire, attorno a LU PARPAGLIUNI.</p>
<p>Su, finiamola con le valutazioni di circostanza, con la sterile contrapposizione strumentale, con la perdita di tempo, insomma.</p>
<p>Sapete benissimo che il Palazzo Municipale di Racalmuto è un edificio estremamente aperto, a volte anche troppo.</p>
<p>Non ci sono nè porte e nè finestre.</p>
<p>Per un carattere come il mio, sapete benissimo che difficilmente riuscirei a stare zitto e a non divulgare tutto ciò che faccio ed anche ciò che non faccio.</p>
<p>Purtroppo, quando si ragiona per partito preso, sapete com&#8217;é, non c&#8217;é più sordo di chi non vuole sentire.</p>
<p>Di fronte a sfide che riguardano i grandi temi dello sviluppo del nostro territorio, di cui diffusamente mi sono occupato e mi sto occupando, vedasi CENTRI COMMERCIALI NATURALI, PIANO DI RECUPERO DEL CENTRO STORICO, PROGETTO LEADER PER L&#8217;AGRICOLTURA ED IL TURISMO, PROGETTI REALIZZANDI ED IN FASE DI REALIZZAZIONE DI SVARIATI MILIONI DI EURO IN OPERE PUBBLICHE, STAGIONE TEATRALE DI PRIM&#8217;ORDINE, AREA ARTIGIANALE ED INDUSTRIALE GIA&#8217; PROGETTATE ED IN FASE DI FINANZIAMENTO, INSEDIAMENTI INDUSTRIALI IN FASE DI REALIZZAZIONE E TANTE ALTRE COSE ANCORA. che soltanto in questa occasione non sto ad elencare, qualcuno continuerà a dire bla, bla, bla!!!</p>
<p>Scusate, scusate, scusate.</p>
<p>Vi chiedo persino scusa per il fatto di esistere.</p>
<p>Non posso farci niente se esisto, non è colpa mia.</p>
<p>Spiace solo che una certa pochezza di intenti, ripeto che è soltanto mia, mi induce a darvi delle risposte che per voi non saranno mai esaurienti.</p>
<p>Che volete sono limitato forse più nell&#8217;esprimermi che nel fare.</p>
<p>Non è colpa mia se non riesco a farmi intendere a sufficienza.</p>
<p>Madre natura non mi ha donato di tutto quel ben dell&#8217;ntelletto di cui, sicuramente voi, siete capienti a tal punto che neanche i miei fiumi di parole, possono riempire i vasi della vostra estrema intelligenza.</p>
<p>Proverò a rimediare ad i miei errori di espressione, proverò a convincervi che tutto quello che volete sapere, potete apprenderlo parlando, democraticamente, con qualsiasi impiegato comunale di qualsiasi settore.</p>
<p>Ci vogliamo riempire la testa con le grandi cose che avete da dire voi.</p>
<p>Ma, scusate, la nostra, sempre di testa, non vogliamo rompercela, contro il muro di una sorta di incomunicabilità, forse voluta da chi su una presunta ma irreale mancanza di comunicazione, vorrebbe costruire un futuro di cortine fumogene, tali da annebbiare la vista pure ai ciechi.</p>
<p>E gridando sempre, al lupo, al lupo, credo che qualcuno si è messo proprio al servizio del lupo.</p>
<p>E poi quella sottile e strumentale cattiveria di provocare in continuazione con una lunga serie di vacantarie! Ovviamente non mi riferisco a voi. I vostri argomenti sono &#8216;aulici, curiali e cardinali&#8217;. Mi riferisco a chi parla di una trasaparenza che non c&#8217;è, quando si sa che c&#8217;è e come se c&#8217;è, con la scusa della Giunta che quando c&#8217;è, non va bene e quando non c&#8217;è non va bene.</p>
<p>Quando ce ne sono sette di assesori, non va bene, quando ce ne sono due, non va bene lo stesso.</p>
<p>Quando non c&#8217;è alcun assessore non va bene neanche.</p>
<p>E quando si risponde, si rischia di risultare maleducati.</p>
<p>Se non si risponde, si risulta ugualmente maleducati.</p>
<p>Se si risponde male, bisogna dire che si risponde male.</p>
<p>Se sei buono ti tirano le pietre.</p>
<p>Se sei cattivo ti tirano le pietre.</p>
<p>Sapete quanto ci ho impiegato per dirvi tutte queste corbellerie?</p>
<p>Soltanto il tempo di batterle al computer, poco più di mezz&#8217;ora.</p>
<p>Mezz&#8217;ora sottratta, sicuramente, se permettete, a cose un pochettino più importanti.</p>
<p>Ma se vi fa piacere continuare questo menage a tre, a quattro od a cinque, io posso continuare, per la versatilità presunta che avrei solo nello scrivere.</p>
<p>Attenzione la stessa versatilità non ho nello spiegarmi bene come voi vorreste.</p>
<p>Ma visto che a volte, come tutti del resto, permettetemelo, ci lasciamo andare a delle piacevolissime masturbazioni mentali, vi dico che mentre sto rispondendo a voi, continuo a lavorae per il paese.</p>
<p>Non so come ci riesco, malgrado tutto, malgrado qualche disturbo di troppo che, ripeto voi assolutamente non mi arrecate.</p>
<p>Anzi, credo che ci stiamo seriamente divertendo, anche a parlare del sesso degli angeli.</p>
<p>Sono, le nostre, discettazioni che qualche scrittore che è in mezzo a voi dovrebbe</p>
<p>gradire più di qualsiasi altro intellettuale sulla faccia della trerra.</p>
<p>Per chi ha avuto modo di analizzare anche il sesso degli avi altrui, che volete che sia discutere anche del sesso degli angeli!</p>
<p>Ma io che diavolo sono, che ci sto a fare in mezzo ai nuovi angeli, caduti dal cielo e che per il loro carattere luciferino( nel senso di portatori di luce da lux che significa luce e fero che significa porto), illuminano questa nostra Racalmuto.</p>
<p>A BREVE NON AVREMO BISOGNO NEANCHE DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE, BASTERANNO I NUOVI ANGELI, PER ILLUMINARE UN PAESE CHE AVEVA BISOGNO DI GENTE COME VOI.</p>
<p>Non prendetevela a male se rischio di sbagliare a scrivere o ad esprimeri giudizi luciferini anch&#8217;io.</p>
<p>Sapete, non sono all&#8217;altezza di illuminare neanche una strada, figuriamoci un paese intero, come fate voi.</p>
<p>Meno male che LUCE FU.</p>
<p>RISCHIARATE IL MIO CAMMINO, INDICATEMI LA STRADA GIUSTA, DATEMI TUTTI I VOSTRI BUONI E MITI CONSIGLI, PREGATE PER ME, OGNUNO DI VOI LO SO CHE LO FA GIA&#8217;, ECCOME SE LO FA!</p>
<p>ORA PRO NOBIS.</p>
<p>VI RINGRAZIO.</p>
<p>AMEN.</p>
<p>E così sia.</p>
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		<title>Che pena, che nostalgia, che voglia di gridare.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 13:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proteste]]></category>
		<category><![CDATA[battaglie]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi vi scrive ha da sempre contestato tutte le porcate di un’intera classe politica agrigentina, dai tempi degli interventi straordinari nel Mezzogiorno che hanno prodotto le famose cattedrali nel deserto, strade e cementificazioni inutili, sino agli ultimi saccheggi delle nostre tasche che si chiamano bollette di acqua e rifiuti che, nell’agrigentino, sono le più care [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi vi scrive ha da sempre contestato tutte le porcate di un’intera classe politica agrigentina, dai tempi degli interventi straordinari nel Mezzogiorno che hanno prodotto le famose cattedrali nel deserto, strade e cementificazioni inutili, sino agli ultimi saccheggi delle nostre tasche che si chiamano bollette di acqua e rifiuti che, nell’agrigentino, sono le più care d’Italia.</p>
<p>Mi fa impressione leggere i messaggi di grande e generale indignazione di alcuni soggetti, ruffiani e servi di partito da sempre, elemosinieri a titolo personale, o ricattatori di professione che continuano a votare e far votare per chi ha dilapidato le nostre risorse, devastato la nostra terra e le nostre coscienze.</p>
<p>Viviamo in una Sicilia, in una Provincia quale quella di Agrigento, in cui il compromesso è spinto sino alle estreme conseguenze.</p>
<p>Strumentalmente e pirandellianamente si recita a soggetto.</p>
<p>E’ bello vedere la gente che si spertica le mani con puntuali e scroscianti applausi ad ogni consultazione elettorale, all’indirizzo ieri, oggi e sempre degli stessi politici o dei loro discendenti, ai quali si vanno a chiedere poi sempre dei favori personali.</p>
<p>Poi con sottile e triste meraviglia ci si accorge come quel mondo che in buona sostanza si è contribuito a creare, costituito da un’intricata rete di clientele, fa schifo perché presenta strade che sono state trasformate in cimiteri, ospedali di sabbia, ponti che crollano, il lavoro che non c’è, l’acqua, le rare volte che c’è, è cara ed amara, i rifiuti che ci sommergono, l’abusivismo regna sovrano, l’evasione fiscale ci fa impoverire sempre di più, la corruzione raggiunge limiti insopportabili, le truffe non si contano più e le forze di polizia non ce la fanno più ad arginare una miriade di crimini e delitti.</p>
<p>Che sta succedendo?</p>
<p>Una volta si faceva appello alla correttezza, oserei dire all’onestà o se preferite al cosiddetto senso civico dei cittadini.</p>
<p>Ed ora?</p>
<p>Mah!</p>
<p>Un te reggo più!</p>
<p>Mi tocca continuare ad assistere a quel perverso operato di chi ha la faccia tosta pure di lanciare sibillini messaggi.</p>
<p>Ormai sappiamo che sempre di più si allarga quella famosa schiatta di umanità che rientrerebbe a pieno titolo all’interno di tre delle cinque categorie sciasciane.</p>
<p>Non parliamo delle prime due categorie, quella degli uomini o dei mezzi uomini, bensì di quelle dei nostri amici uominicchi, ruffiani e quaqquaraquà</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Al Sud si campa d&#8217;aria</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 13:17:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[battaglie]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla metà degli anni Novanta sino al 2000, una lunga serie di misure a favore dei disoccupati, dei lavoratori e delle imprese, caratterizzarono una forte ripresa economica e, soprattutto, la quasi eliminazione della disoccupazione. Si partì con la famosa legge 488, per approdare ai cosiddetti Patti Territoriali, ai Contratti d’Area, ai PIP, alle Borse di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.salvatorepetrotto.it/images/italia_sicilia.png" alt="" width="158" height="200" />Dalla metà degli anni Novanta sino al 2000, una lunga serie di misure a favore dei disoccupati, dei lavoratori e delle imprese, caratterizzarono una forte ripresa economica e, soprattutto, la quasi eliminazione della disoccupazione.</p>
<p>Si partì con la famosa legge 488, per approdare ai cosiddetti Patti Territoriali, ai Contratti d’Area, ai PIP, alle Borse di Lavoro, ai tanto, più o meno ingiustamente vituperati, LSU, nelle loro varie forme di reclutamento, od ancora ai prestiti d’onore, alle varie leggi sull’occupazione giovanile e femminile, ai Crediti d’Imposta, ai Contratti di Localizzazione. Tutte quante misure agevolative e finanziarie a favore delle aziende e dei lavoratori.</p>
<p>Sono state sostenute persino le imprese straniere, per favorire non solo gli investimenti italiani, ma anche l’afflusso di capitali esteri.</p>
<p>Tutti questi provvedimenti contribuirono a far calare di svariati punti la percentuale di disoccupati, favorendo la nascita di nuove imprese e la crescita di quelle esistenti,</p>
<p>Oggi, con la crisi internazionale che ci ritroviamo, i grandi numeri del Governo Berlusconi e la Compattezza di una granitica maggioranza in mano ad una Lega xenofoba e contro il Sud Italia, sta producendo solo fame e miseria.</p>
<p>Quando maggiormente bisognerebbe andare incontro ai disoccupati ed alle imprese, cosa si fa?</p>
<p>Si inseguono, giustamente i falsi invalidi, si tagliano i viveri al Sud assistito ed in cambio ad esempio, si lasciano le ferrovie dell’Ottocento. mentre al Centro Nord da Napoli a Milano, per coprire 800 chilometri si impiegheranno a breve intorno a tre ore, in Sicilia in tre ore riusciamo si e no a coprire i 130 chilometri che separano Agrigento da Palermo.</p>
<p>Si lascia morire un’intera economia, non solo a causa di trasporti degni da vecchio Far West, ma si assalta la diligenza, facendo precipitare i prezzi dei prodotti agricoli, dal grano al frumento, all’olio ed a tutte le altre produzioni, i cui costi di produzione sono più del doppio di quelli di vendita.</p>
<p>Per non soffermarsi sul problema delle mancate agevolazioni di sempre a causa dell’inquinamento e dei relativi tumori di massa delle zone di Gela, Augusta, Priolo o Milazzo, causati dalle industrie altamente inquinanti che estraggono e raffinano una buona parte dei prodotti petroliferi utilizzati in tutto il territorio nazionale.</p>
<p>A noi solo veleni, morte e povertà, al resto d’Italia sviluppo e ricchezza!</p>
<p>Al Nord, anche quando si viola la legge, vedasi le sanzioni per le quote latte, la Lega fa pagare al Sud il costo delle multe degli allevatori.</p>
<p>Vogliamo l’Italia Unita, uno sviluppo uniforme, da Nord a Sud.</p>
<p>Vogliamo le stesse infrastrutture del Nord.</p>
<p>Vogliamo vendere il nostro vino, cosi come si vende il Franciacorta di Brescia il cui prezzo all’ingrosso, arriva anche a superare le 50 euro a bottiglia, per uno spumante che si fa con uva acerba.</p>
<p>Vogliamo la tutela dei nostri prodotti agricoli, l’uva per esempio, così come si è fatto per le vacche lombarde od emiliane.</p>
<p>Vogliamo, soprattutto non essere presi in giro, da chi sorridendo, ci tratta in realtà come una colonia da sfruttare, in preda a tensioni sociali che fanno perdere persino il cosiddetto lume della ragione.</p>
<p>E, come si sa, ‘il sonno della ragione genera mostri’.</p>
<p>In Sicilia i mostri sono tutti coloro che non hanno capito che, la disperazione dei nostri giovani disoccupati e delle famiglie, di pende da un governo nazionale il quale fino ad oggi se ne è infischiato di metterci alla pari del resto d’Italia.</p>
<p>Anzi c’è stata la volontà di ridurci alla fame ed al sottosviluppo perché, come si sa, è necessario, come dicevano i Latini: ‘primum, vivere – deinde pugnare’.</p>
<p>Chi non si regge in piedi per la fame, difficilmente riuscirà a combattere per affermare i propri diritti.</p>
<p>Ragion per cui, i nostri giovani, presi ad uno ad uno, proprio per fame, sono preda di chi, a livello regionale e nazionale, non sa far altro che asservirli per un pezzo di pane.</p>
<p>Mentre al Sud come recitava il buon Otello Profazio si continua a campare d’aria.</p>
<p>Salvatore Petrotto<br />
Sindaco di Racalmuto</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non finito Siciliano</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 13:15:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Petrotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[battaglie]]></category>

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		<description><![CDATA[Risposta a delle spontanee domande che mi sono state poste da un regista ed un critico, entrambi svizzeri e che stanno per girare a Racalmuto un film su Sciascia e Pasolini. I due elvetici si chiedevano come mai il nostro paesaggio, i nostri paesi e le nostre città sono bersagliati da scheletri in muratura, palazzoni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.salvatorepetrotto.it/images/rustico_costruzione.jpg" alt="" width="200" height="195" />Risposta a delle spontanee domande che mi sono state poste da un regista ed un critico, entrambi svizzeri e che stanno per girare a Racalmuto un film su Sciascia e Pasolini.</p>
<p>I due elvetici si chiedevano come mai il nostro paesaggio, i nostri paesi e le nostre città sono bersagliati da scheletri in muratura, palazzoni ed opere pubbliche incomplete da, ormai decenni, buone solo a far bruttissima mostra di sé e nient’altro.</p>
<p>Nel rispondere ai vostri quesiti, vorrei uscirmene con una battuta, per stigmatizzare questo nuovo stile architettonico tutto meridionale o se preferite, tutto siciliano che io, tempo fa, battezzai col nome: NON FINITO SICILIANO.</p>
<p>Al di là della boutade, la realtà è che molti centri abitati e non solo le campagne, pullulano di bruttissimi scheletri architettonici, semplicemente perché abbiamo assistito a ciò che Goya o Borges, avrebbero invece decodificato come un lunghissimo sonno della ragione che come si sa, genera mostri.</p>
<p>E da noi, in Sicilia, non ci siamo limitati soltanto a questo genere di mostruosità.</p>
<p>Il disordinato ciclo del calcestruzzo o del cosiddetto movimento terra, ha contribuito ad arricchire sicuramente le imprese mafiose, tutte concentrate attorno a questa idea fissa di ricchezza spesso completamente illecita.</p>
<p>Con una sapiente illustrazione letteraria e poi cinematografica, se vogliamo proprio riferirci a Leonardo Sciascia, credo che il GIORNO DELLA CIVETTA è emblematico in tal senso.</p>
<p>Pensate che ancora adesso a Racalmuto, appena nomino quella, si fa per dire, favolosa epopea del calcestruzzo degli anni Settanta ed ancor di più, trascinatasi negli anni Ottanta, professionisti, imprese e politici dell’epoca, saltano in aria.</p>
<p>C’è stato uno stretto connubio tra chi, con la logica del lasciar fare, favoriva le imprese e gli impianti di calcestruzzo in mano, per lo più, della mafia.</p>
<p>L’attuale assessore regionale all’industria, Marco Venturi che è stato tra l’altro mio compagno di scuola, ha contribuito in maniera determinante, da vicepresidente di Confindustria Sicilia, a svelare assieme a qualche magistrato, quale Nicolò Marino, questa faccenda del calcestruzzo depotenziato.</p>
<p>Il Venturi ha potuto fare ciò perché, tra l’altro era ed è titolare di un’azienda che testa la resistenza dei calcestruzzi.</p>
<p>Come vedete, la faccenda sembra complicata ma è assai semplice.</p>
<p>Se ci riferiamo invece agli investimenti privati, a quei palazzoni incompleti e senza alcun valore che affollano interi paesi come Gela o nell’agrigentino, Favara o Palma di Montechiaro e molti altri centri, nonché agli scheletri disseminati nelle campagne, dobbiamo concludere che abbiamo assistito ed in parte ancora assistiamo, ad uno scellerato connubio tra due follie.</p>
<p>E’ stato celebrato, il più delle volte inconsapevolmente, un finto matrimonio di convenienza tra chi pensava di far un buon affare, investendo in maniera disordinata e disarmonica nell’edilizia e le imprese mafiose, alle quali poco importava cosa si faceva, ma per loro era importante inondare la Sicilia di calcestruzzo.</p>
<p>Ed è stato così che una sorta di colata, simile a quella dell’Etna, si è abbattuta sulla Sicilia, coprendo ogni velleità di sviluppo sotto il peso di una montagna di cemento, più o meno disarmato.</p>
<p>Se volevate una spiegazione logica di ciò che avvenuto al Sud ed in Sicilia, in modo particolare, devo concludere che di logico c’è ben poco, se non che tutti quanti, noi Siciliani, abbiamo fatto un cattivo affare.</p>
<p>I mafiosi sono stati quasi tutti quanti arrestati, i loro beni sequestrati e confiscati.</p>
<p>Le poche imprese che ancora resistono sono strangolate dai debiti, dalle banche usurarie.</p>
<p>Tutti quanti noi Siciliani ci ritroviamo, come si suole dire ‘cu na mani davanti ed una darrié’. Cioè nudi, più affamati di prima e soprattutto più sottosviluppati.</p>
<p>Siamo ridotti cioé con una mano davanti ed una messa dietro, a coprire le nostre ‘vergogne’ o i nostri vanti, se preferite.</p>
<p>Quando si dice che il cemento porta solo povertà, volendo estremizzare il concetto relativo a quanto è avvenuto in Sicilia, dobbiamo rimarcare che buttare i soldi in intraprese del genere, ha reso la nostra terra non solo più brutta e piena schifezze, peraltro mai completate, ma ci ha fatto sprofondare in una povertà per la quale difficilmente si può trovare rimedio.</p>
<p>Tranne che le stesse ruspe devastatrici, già utilizzate per preparare il terreno a degli investimenti del tutto sbagliati e che hanno deturpato un intero Mezzogiorno d’Italia, non vengono stavolta utilizzate per un’opera di redenzione urbanistica, per radere al suolo quelle centinaia di migliaia di fabbricati che offendono, non solo le nostre città ed il nostro paesaggio, ma anche quella presunta intelligenza dei Meridionali.</p>
<p>Siamo stati così imbecilli da investire in fabbricati che oggi non valgono niente.</p>
<p>Se a Favara o nella mia vicina Grotte volete comprare un intero palazzo di tre piani, con poco più di centomila euro quel palazzo è vostro.</p>
<p>Magari per costruirlo e lasciarlo incompleto sono stati spesi più di trecentomila euro.</p>
<p>Tutti pensavano di avventurarsi in delle remunerative speculazioni economiche.</p>
<p>Ed invece queste costruzioni più o meno selvagge ed abusive, si sono rivelate una vera e propria tomba per il futuro del Sud dell’Italia.</p>
<p>Come ho avuto modo di sottolineare non si è trattato di solo mafia, ma di tanta imbecillità collettiva che ci ha fatto per un attimo prefigurare scenari di facile arricchimento.</p>
<p>Poi, sono finiti i soldi, le rimesse degli emigranti, i proventi illeciti della mafia, e quegli scheletri, quegli obbrobriosi palazzoni, quelle numerosissime opere pubbliche inutili, sono rimaste lì, in attesa che qualcuno trovi i soldi per rimuoverle o per buttarle giù.</p>
<p>Nella maggior parte di queste scellerate costruzioni, ci vorrebbe, per completarli, almeno il triplo dei soldi che sono stati spesi per portarli allo stadio che vedete.</p>
<p>Ma siccome i soldi sono irrimediabilmente finiti, visto che ormai si riesce solo a sopravvivere, credo che se non c’è un intervento pubblico, stavolta serio, che riesca a riconvertire tutto questo patrimonio edilizio del tutto sprecato ed inutilizzato, una sorta di piano Marshall per l’edilizia al Sud, per intenderci, difficilmente vedremo scomparire queste brutture che tanto male hanno fatto, in modo particolare a noi Siciliani.</p>
<p>Altrimenti dovremmo dire grazie, paradossalmente, proprio al cosiddetto calcestruzzo depotenziato.</p>
<p>Solo lui ci salverà!</p>
<p>Una volta constatato che tutti queste centinaia di migliaia di fabbricati, non sono in grado di reggersi in piedi, sarà necessario procedere con una sorta di obbligatoria demolizione di massa.</p>
<p>Il caso ospedale di Agrigento ci ha dimostrato che ciò è possibile.</p>
<p>Se la Procura della Repubblica ritiene o riterrà, (vedremo gli sviluppi futuri a seguito delle ultime vicende giudiziarie) necessario far sgomberare e demolire persino l’unico ospedale che ha la città capoluogo di provincia di Agrigento, credo che a maggior ragione si dovrà procedere nella demolizione e nel risanamento di interi paesi e campagne.</p>
<p>Purtroppo in Sicilia siamo stati colpiti da un’insana frenesia edilizia che non ha prodotto più gli stili architettonici simili a quelli del passato, come quello greco, ad esempio od ellenistico- romano, oppure arabo-normanno, svevo, romanico, gotico, plateresco, o se preferite, barocco, rococò, neoclassico o liberty.</p>
<p>No!</p>
<p>Nella seconda metà del Novecento al Sud Italia, in particolar modo la nostra eccellenza urbanistica è coincisa, come dicevo all’inizio, con uno stile tutto nostro, che abbiamo tentato di esportare ovunque, il NON FINITO SICILIANO.</p>
<p>Bisogna inoltre sottolineare che l’enorme flusso di denaro investito in queste costruzioni incomplete, era anche il guadagno, più o meno lecito che molti imprenditori realizzavano con gli appalti pubblici le cui gare, erano spesso truccate ed i cui progetti servivano solo a giustificare una spesa e non realizzare realmente un’opera utile al territorio.</p>
<p>L’impresa edile inizialmente si aggiudicava, meglio se spalleggiata dalla mafia od essa stessa era mafiosa, con una gara regolarmente, truccata, un primo lotto ad esempio di un lavoro pubblico di 1 miliardo di vecchie lire.</p>
<p>Poi, con una serie di varianti che venivano chiamate suppletive, cioè che si aggiungevano artificiosamente e solo successivamente, si poteva arrivare a dieci, venti o trenta miliardi.</p>
<p>Come dire che io partecipo ad un concorso per bidello in un’università e poi senza averne titolo e con leggi che mi faccio fare in corso d’opera, divento immediatamente docente universitario o magari il rettore proprio dell’Università.</p>
<p>I rettori, comunque di questa università dell’edilizia mafiosa a Palermo, magari si chiamavano Vito Ciancimino, ad Agrigento è presto ancora per fare i nomi, perché in molti ancora sono legati affettivamente a questo genere di sedicenti imprenditori ed a chi ne ha ereditato fortune e disgrazie.</p>
<p>Pensate che si contavano a migliaia, in Sicilia le imprese che partecipavano a questo cartello che truccava le gare e si aggiudicava gli appalti miliardari.</p>
<p>Nel solo paese di Favara, con i suoi poco più di trentamila abitanti, si contavano oltre seicento imprese che operavano con questi sistemi non solo in Sicilia ma anche nel resto d’Italia.</p>
<p>La provenienza del denaro necessario per alimentare questo perverso sistema di appalti pubblici, chiaramente è da ricercare nei prestiti che lo Stato Italiano contraeva con i suoi cittadini che si chiamavano ad esempio B.O.T. (Buoni Ordinari del Tesoro) .</p>
<p>Funzionava così: lo Stato garantiva ai risparmiatori rendimenti dei titoli che emetteva di gran lunga superiori alle banche private. La gente era invogliata così ad investire nei titoli di Stato che superavano a volte di gran lunga il rendimento del 20% annuo.</p>
<p>Quale altra attività di investimento avrebbe potuto far guadagnare di più a persone che si limitavano del resto a tenere dei capitali immobilizzati magari per dei brevissimi periodi</p>
<p>Una volta che i vari Andreotti, Craxi e Forlani scendevano al Sud ed i Sicilia, con i forzieri dello Stato stracolmi di soldi o, secondo i punti di vista di debiti, reinvestivano questa grande ed ingente massa di danaro rastrellata in fretta e furia tra i risparmiatori.</p>
<p>E che tipo di facile investimento si promuoveva nel Meridione</p>
<p>Ma proprio quelle cattedrali nel deserto che potete ancora oggi ammirare.</p>
<p>Anzi più inutile e soprattutto imboscata nelle campagne era l’opera da realizzare e meglio era.</p>
<p>Sarebbe stato un disastro se l’opera poi doveva essere funzionale, servire a qualcosa cioè.</p>
<p>Era meglio progettare e realizzare consolidamenti e cementificazioni di alvei, torrenti, palificazioni con opere che non si vedono e perciò non si possono controllare, proprio perché sotterrate, ‘mpussunati’ si direbbe in siciliano.</p>
<p>Se qualche curioso se ne accorgeva di questa o quella opera assolutamente inutile o dannosa per il territorio e buona solo a giustificare una frode allo Stato, ed allora si ricorreva alle maniere forti.</p>
<p>Chi si opponeva a questo sistema di appalti, come fece ad esempio il presidente della Regione Pier Santi Mattarella o l’esponente di punta dell’opposizione, Pio La Torre, veniva semplicemente ucciso.</p>
<p>Nessuno doveva ficcare il naso negli affari che erano non solo di Cosa Nostra ma che interessavano una miriade di grandi, piccole e medie imprese siciliane e non, coinvolte in un vertiginoso giro di soldi che viaggiavano verso tutte le direzioni, comprese quelle numerose e devastanti case mostruose, realizzate anche con i proventi di questo sistema basato su un esplicito accordo tra stato ed antistato.</p>
<p>E guai a far saltare questo accordo.</p>
<p>Era meglio far finta di non vedere nulla.</p>
<p>In Sicilia si dice ‘uocchiu can un vidi cori can un doli’.</p>
<p>Anche perché a dolere non sarebbe stato soltanto il cuore.</p>
<p>Quante vittime ha mietuto questo patto scellerato.</p>
<p>Prima a saltare in aria furono i corpi di decine e decine servitori dello stato, uomini politici, giornalisti, cittadini comuni e mafiosi.</p>
<p>Alla fine saltò in aria l’intero sistema.</p>
<p>A la squagliata di la nivi si vittiru li purtusa.</p>
<p>E che buchi provocò questo sistema lo sperimentiamo ancora oggi, con il debito pubblico che l’Italia intera si ritrova.</p>
<p>Quando cioè l’inflazione cominciò a salire di pari passo con gli interessi garantiti sui titoli di Stato, mangiandosi tutti gli interessi attivi che pensavano di aver maturato tutti quanti i risparmiatori, agli inizi degli anni Novanta, tale sistema, chiamato altrimenti anche Prima Repubblica, mostrò il suo vero volto, qualcuno gli fece buttare giù la maschera e crollò più o meno definitivamente.</p>
<p>Si avviò una fase di transizione che ancora perdura.</p>
<p>Ma il debito pubblico continua a salire sempre, vertiginosamente.</p>
<p>E’ questa l’Italia che ci ritroviamo oggi.</p>
<p>Piena di debiti, scoraggiata e devastata.</p>
<p>Morale della storia, per chiuderla momentaneamente qua, ancora n’ammaripigliari .</p>
<p>Ancora cioè ci affanniamo inutilmente a cercare ricette istituzionali, parlando sempre a vanvera di riforme, quando l’unica riforma di cui abbiamo bisogna è quella di iniziare a fare sul serio ed a fare soprattutto le cose per bene, ad iniziare proprio dalle nostre case, di quegli obbrobri che hanno destato la vostra legittima curiosità.</p>
<p>Vi siete chieste ma a che cosa serve o è servito tutto questo schifo!</p>
<p>A niente aggiungo io.</p>
<p>Ci siamo prestati tra di noi e lo Stato un sacco di soldi e poi abbiamo perso tutto alla roulette del non finito siciliano.</p>
<p>Ora non sappiamo più che pesci prendere, visto che abbiamo buttato in mare l’amo con tutta l’esca che avevamo a disposizione.</p>
<p>Tutto quello che abbiamo provato a fare è sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>E nessuno potrà dire che non ci abbiamo provato!</p>
<p>E’ andata male, purtroppo!</p>
<p>Volevamo stupire il mondo con la nostra genialità sicula ed invece lo abbiamo soltanto fatto inorridire con le nostre brutture.</p>
<p>Salvatore Petrotto<br />
Sindaco di Racalmuto</p>
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